Per BenQ un futuro ricco di prospettive

Strategie

Forte impegno verso il canale e una politica attenta alle esigenze dei consumatori, la filosofia di BenQ.

Una crescita continua a partire dall’apertura della filiale avvenuta nella primavera del 2002 e continuata anche nel primo trimestre 2003, dove il fatturato si è attestato a circa 13 milioni di euro e anche il secondo trimestre, nonostante la frenata avvenuta ad aprile, dovrebbe essere andato bene. Giorgio Bignoli, responsabile della filiale italiana, illustra le strategie e le opportunità che l’azienda intende perseguire, forte dell’appoggio di una società con oltre diecimila dipendenti a livello mondiale e un fatturato di quasi tre miliardi di euro, registrato nel 2002. CRN: La filiale italiana ha chiuso il 2002 con ottimi risultati, quali sono le prospettive future? Giorgio Bignoli: Nei primi tre mesi del 2003 il fatturato si è attestato a 13 milioni di euro, con un trend di crescita interessante. E anche i dati del secondo trimestre dovrebbero confermare l’andamento positivo. CRN: Avete una gamma di prodotti molto ampia, quali sono i settori che stanno andando meglio? Bignoli: Fin dall’inizio abbiamo puntato su prodotti altamente innovativi. In particolare, a livello mondiale siamo forti nel comparto dei monitor. Questo deriva anche dal nostro background (BenQ è l’ex gruppo Acer communications già nel primo anno, e tuttora, siamo tra i primi cinque fornitori italiani di monitor lcd e crt. Nel primo trimestre abbiamo consegnato più di 28mila monitor lcd e 22mila crt. CRN: Oltre ai monitor, quali sono i settori più interessanti? Bignoli: Sicuramente la fotografia digitale, che ha trend di crescita anche dell’80-90%, come volume, in alcuni casi pure come fatturato. E’ il momento giusto per puntare su questo comparto. Stiamo presentando diversi nuovi modelli, che coprono tutte le fasce di prezzo: dagli apparecchi entry level sino a quelli professionali. In certi mercati, come la fotografia digitale, vogliamo essere presenti in modo significativo, con un’offerta molto ampia. L’azienda ha un ampio spettro di intervento. Nel campo dell’imaging, non si possono dimenticare gli scanner, il cui mercato forse non cresce come altri, ma è stabile ed è da tenere in considerazione. BenQ sviluppa anche prodotti nell’area videoproiezione, che spaziano dal mondo professionale a quello business al mondo home. Siamo stati tra i primi nell’area asiatica a stringere rapporti con Texas per quanto riguarda la tecnologia Dlp, alla base di tutti i nostri prodotti. Forse non tutti sanno che siamo anche fornitori di soluzioni al plasma. Anche in questo caso abbiamo scelto di proporre soluzioni più alternative rispetto alle tendenze di mercato, puntando sui 46 pollici, anziché sui 42. Stiamo investendo molto anche in questo campo e siamo pronti a entrare nel mercato degli Lcd Tv, grazie all’apporto che deriva dalle aziende del gruppo; Au Optronics, per esempio, è uno dei primi tre produttori mondiali di pannelli Lcd. Avere in casa la tecnologia offre un grande vantaggio e ci aiuta a sviluppare nuove soluzioni. Con Joybook, che definiamo un digital hub, stiamo ricercando una soluzione che riassuma tutte le caratteristiche dei nostri prodotti. La tecnologia si sta sviluppando su piattaforme simili ai notebook, ma non è detto che questa sia quella definitiva, ed è probabile che l’evoluzione spinga verso altre forme. Il concetto di base sul quale ci stiamo muovendo è la possibilità di poter collegare fra loro tutte le soluzioni digitali. Ci siamo posti un piano di 12/18 mesi in questa ottica. CRN: Come si articola la vostra politica di canale? Avete intenzione di entrare nel settore più strettamente fotografico? Bignoli: Operiamo con una distribuzione abbastanza classica del mercato informatico. Tra i primi 20 distributori italiani, sette di loro sono nostri clienti e con loro sviluppiamo varie attività di mercato. I negozi di fotografia rappresentano senza dubbio un canale molto importante e stiamo lavorando per divenire loro partner. BenQ non è solo fornitore di prodotti digitali, ma fornitore globale di soluzioni, che possono garantire nuove opportunità a canali finora non toccati. CRN: Come vedete il mercato e il canale? Bignoli: Riteniamo di essere un’azienda innovativa, grazie a una forte attività di ricerca e sviluppo che parte dalle esigenze degli utenti. Stabiliti i trend di mercato, l’utente cosa vuole? Dove comprano? Il nostro compito è identificare il canale più vicino a loro e generare le attività di vendita e di marketing più adatte. Comunemente si divide il mercato in maniera netta tra informatico e consumer electronics. Per noi non è così, perché esiste un po’ dell’uno e dell’altro, quello che noi definiamo digital device. Dobbiamo capire quali sono gli attori che meglio interpretano questa nostra mission aziendale e instaurare con loro un rapporto specifico. Stiamo lavorando su un programma dedicato ai computer shop, ancora in fase di definizione. Una volta identificato il partner, dobbiamo pensare a come fidelizzarlo. Non basta la marginalità, bisogna anche capire come indirizzare le esigenze dell’utente finale verso i partner. C’è già un team che sta lavorando attivamente al progetto, obiettivo primario per quest’anno. La prima tappa è raggiungere un numero di circa cento partner, ma non c’è un limite se non nelle risorse e negli investimenti che possiamo dedicare loro. CRN: Sono in arrivo altri prodotti? Bignoli: Entro quest’anno introdurremo sul mercato circa 250/300 prodotti nuovi. E per ognuno dei nostri piani prodotto è prevista una road map, il cui culmine sarà in autunno. Mediagateway, la soluzione wireless che prevede non solo un aspetto dati, ma anche audio e video, sarà disponibile da settembre. Svilupperemo sempre di più prodotti improntati sul concetto di digital device. Il wireless fa ancora un po’ fatica a diffondersi in Italia, ma è una strada irrinunciabile e superato un certo livello sono sicuro, come sempre avviene, che il mercato crescerà in modo vertiginoso. Investiremo molto sia globalmente sia localmente.