Per Cdc ritorno allit

Strategie

Dopo aver chiuso le attività commerciali meno focalizzate sul suo storico core business (una manovra costata circa 25 milioni di euro), Cdc ha delineato il piano industriale e finanziario per il triennio 2003-2005.

Cdc torna a presidiare quello che sempre stato il suo core business, la commercializzazione e la produzione di prodotti e soluzioni informatiche, con obiettivi nuovi, ma soprattutto importanti andare a servire meglio le esigenze della piccola e media impresa creando servizi a valore, lavorare con la grande distribuzione organizzata e diventare un punto di riferimento nelle gare pubbliche e nelle grandi aziende. Ovviamente senza per questo tralasciare il proprio zoccolo duro, il mercato retail consumer delle famiglie e dei singoli professionisti.
Il risultato di questa alchimia strategica/finanziaria si traduce nel nuovo piano industriale-finanziario per il triennio 2003-2005, presentato recentemente alla comunit finanziaria e ai media di canale, con un obiettivo ambizioso crescere nel periodo in esame del 20% anno su anno e aumentare la propria quota di mercato dallattuale 7,3% al 10,5% nel 2005.

Nei piani di sviluppo tracciati da Giuseppe Diomelli, presidente e fondatore di Cdc, viene messo in evidenza la capacit produttiva di Cdc, i servizi di cash carry, le-commerce e il ruolo delle catene, prima fra tutte Computer Discount. Inoltre grazie alle sinergie interne Cdc aumenter il proprio focus sui prodotti at home. Ovvero maggiore enfasi sul proprio brand con pc desktop, notebook e miniserver, strategia che permette gi ora, ma soprattutto consentir a Cdc di poter entrare meglio nelle gare Consip e nella grande impresa. Cdc infatti vuole proporsi come uno dei partner privilegiati verso la pubblica amministrazione.
E per dimostrare che questa non solamente filosofia si aggiudicata una commessa promossa da Consip per la fornitura di oltre 30mila computer (operazione che si somma al progetto Italia Lavoro gi in corso) e che nei prossimi mesi potr raggiungere quota 36.000 unit. Un contratto che garantir a Cdc, secondo Leonardo Pagni amministratore delegato della societ, introiti per 30 milioni di euro.
Lobiettivo finanziario di Cdc far crescere il fatturato in questa area dai gi previsti 7,5 milioni di euro di questanno ai 46,5 milioni di euro nel 2003 (gi in gran parte coperti grazie alla commessa Consip). Per il 2005 Cdc stima che il giro daffari di questa area dovrebbe generare cassa per 82,5 milioni di euro. Intanto questa maggiore esposizione nei confronti della pubblica amministrazione si traduce un maggiore confidenza con il mondo delle aziende.

Il marchio Computer Discount grazie alla presenza di 250 punti vendita dislocati praticamente in tutte le regioni italiane consente a Cdc di poter essere vicina ai possibili clienti, fino ad oggi, per la maggior parte consumer o indirizzati al segmento SoHo. Nel futuro di Cdc spicca ora limpegno verso le piccole e medie aziende realizzato attraverso i 24 cashcarry (di cui 19 di propriet), che garantiscono, oggi, il 47% dei ricavi, con la previsione di 3 nuove aperture nel triennio 2003-2005, e attraverso la riorganizzazione della catena Computer Discount. Nei piani di Diomelli, infatti, prevista una profonda riorganizzazione dei punti vendita. Sfruttando le competenze acquisite in questi anni Cdc indirizzer lattivit del brand Computer Discount anche verso le realt della piccola e media impresa potendo sfruttare il proprio competence center di Fornacette per la realizzazione di soluzioni hardware software pc mirate a questo target, ma anche in quello dei server, del wireless, sfruttando il proprio polo logistico di 10 mila mq di superficie (che permette di gestire 20 mila referenze, una movimentazione e spedizione di 10 mila colli/ora e la delivery in tutta Italia entro 24 ore, eccetto le isole) e utilizzando i 350 Service Point, per garantire lassistenza.

Limperativo dellazienda per i prossimi anni creare valore. Una delle aree pi importanti per la generazione del valore limplementazione di una nuova piattaforma di commercio elettronico b2b dedicata a rivenditori e ai var non affiliati che Cdc stima gi oggi in 25.000 clienti.
Questa verr introdotta nel 2003 e dovrebbe consentire – almeno nei piani di Diomelli – una forte crescita di questa clientela e un conseguente abbattimento dei costi fissi, fino ad oggi a carico dei 24 cashcarry sparsi in Italia.
Il risultato finanziario porterebbe una crescita dei ricavi di questa area dai 262 milioni stimati per il 2002 ai quasi 450 milioni del 2005, di cui ben 150 milioni dovrebbero arrivare dalle-commerce tra rivenditori.
Ma in questa area di attivit rimasto anche Interfree, lisp del Gruppo, che avrebbe dovuto essere ceduto.
Cdc ha preferito fare un passo indietro e ristrutturare le attivit, con lobiettivo di creare sinergie con il core business it e generare un fatturato di 3,4 milioni di euro entro il 2005, portando anche utile.

A tutte le attivit di Cdc precedentemente presentate si somma anche il dispiegamento commerciale per il retail consumer, un segmento che questanno frutter il 47,5% delle vendite. Questo segmento continuer a essere servito dalla catena Computer Discount ma anche dal canale dei corner Compy e pu contare su una bocca da fuoco di circa 550 punti vendita (Computer Discount+ Compy+Amico). Lobiettivo in questo settore lampliamento del portafoglio clienti, la gestione per conto del cliente di corner it in esclusiva e lofferta di servizi di marketing utilizzando le competenze del Gruppo nel retail.
Infine anche per quanto riguarda il ruolo della grande distribuzione organizzata, un segmento che cresce costantemente, e che a Cdc porta un fatturato 2002 pari a 4,5 milioni di euro, ci sono novit.
Per il distributore la relazione con la gdo si traduce nello sviluppo dellattivit per referenze e tipologie merceologiche profittevoli che dovrebbe generare un fatturato di 12 milioni di euro nel 2005, con un Cagr nel triennio 2003-2005, pari al 58%.

Aumento del fatturato, dellutile e riduzione dellindebitamento. Queste le leve finanziarie del Gruppo Cdc per il triennio 2003-2005. Il fatturato dellintero Gruppo dagli attuali 514 milioni di euro previsti per il 2002 dovrebbe raggiungere gli 816 milioni di euro stimati per il 2005, con una crescita media annua nel triennio 2003-2005 di circa il 20%.
Cdc punta anche a un deciso miglioramento della redditivit. Partendo da una perdita di 25,4 milioni di euro registrata nel 2001, lazienda dovrebbe registrare un utile di 3,5 milioni di euro gi da questo esercizio, utile previsto in crescita a 10,3 milioni nel 2003 e 15,5 milioni nel 2005.
previsto, inoltre, un drastico calo dellindebitamento, che scender dagli attuali 35,5 milioni di euro ai 13,9 milioni del 2005. Al contrario il patrimonio netto dovrebbe crescere a 84,6 milioni di euro nel 2005, rafforzando la solidit patrimoniale del Gruppo con la possibilit per Cdc di distribuire dividendi nei prossimi esercizi. Ipotesi che, come precisato dallamministratore delegato Leonardo Pagni, verr presa in considerazione in ogni esercizio finanziario, dopo che in passato era stata privilegiata una politica di reinvestimento degli utili, piuttosto che di una loro distribuzione.
Il Gruppo prevede investimenti complessivi per 7 milioni di euro nel triennio 2003/2005, a cui si devono sommare gli investimenti di marketing. Inoltre, come sottolineato da Leonardo Pagni, la societ mette nel proprio obiettivo nuove acquisizioni, precisando, tuttavia, che queste dovranno rientrare nelle linee di crescita del gruppo, fungendo da acceleratore cos come avvenuto nei mesi scorsi con acquisizioni come Armonia Computers, Mactronics e Test, per fare alcuni esempi. Infine viene esclusa qualsiasi ipotesi di business allestero, in quanto il business model di Cdc studiato per le particolarit del mercato italiano.