Per Epson il risparmio sta nell’ottimizzazione delle tecnologie esistenti

Strategie
stampanti, ufficio@shutterstock

Cattive abitudini sono alla base dello spreco di stampate inutili. Che tradotti in euro sono pari a 20 milioni buttati per la sola Italia, 112,7 milioni per l’Europa. Ne parliamo con Davide Di Scioscio, Business Manager Office Products in Epson Italia, che ha una ricetta da proporre che passa dalle inkjet

I dati emersi dalla ricerca commissionata da Epson sono quelli che dovrebbero fare riflettere le aziende. Perché il risparmio non passa solo da strategie cloud, da riorganizzazioni di staff, ma anche da una  ottimizzazione delle tecnologie esistenti e del loro utilizzo, non ultime le stampanti.

E’ con Davide Di Scioscio, Business Manager Epson per i prodotti business, che l’analisi delle abitudini di stampa nelle aziende italiane porta in evidenza quanto si sprechi: ben 20 milioni di euro all’anno in Italia che se paragonati ai 112,7 milioni in Europa indicano che l’Italia continua a stampare più di quanto serva con abitudini analoghe a Spagna (anche se più virtuosa), Francia, Gran Bretagna (la peggiore) e Germania, i cinque paesi presi in considerazione dalla ricerca condotta da Coleman Parkers Researchsu un panel di 510 micro e piccole imprese di servizi professionali (un centinaio per ogni paese).

Davide Di Scioscio, Epson
Davide Di Scioscio, Epson 

Insomma, se da una parte è vero che “l’ufficio senza carta” sventolato per decenni come panacea di tutti i mali si è dimostrato poco attuabile, è anche vero che le piccole aziende sprecano in media il 16% delle 2000 stampe al mese prodotte con stampanti laser (usate per produrre documenti più lunghi) e delle 800 realizzate con le getto d’inchiostro, semplicemente perché molte stampe non vengono raccolte, dimenticate o subito dopo gettate (con un vita media inferiore ai 10 minuti!).
“La ricerca del risparmio modificndo le abitudini di stampa degli utenti in ufficio passa da tre fattori abilitanti che possono essere declinati in una migliore riorganizzazione del parco stampanti per non sprecare risorse bilanciando le stampanti personale con quelli di gruppo, in un maggior controllo sulle attività di stampa per meglio monitorare cosa e quanto stampiamo,  nella possibilità di scegliere la tecnologia che impatta in modo più significativo sulla riduzione dei consumi di energia e, se si guarda il costo complessivo dei dispositivi, in tre anni, una laser costa più del doppio di una inkjet” precisa Di Scioscio Ci sono margini molto ampi per cercare comportamenti virtuosi, dato che l’80%  delle persone non ha una visione chiara del flusso di stampa, ed  è chiaro che Epson stia spingendo la sua proposizione inkjet nel mondo Office.

La tecnologia laser sta riducendo il proprio raggio di azione anche in ufficio a favore delle inkjet: in Italia il mercato delle inkjet business  è cresciuto del 10,5% mentre quello delle laser in formato A4 è decresciuto del 15,7% nel 2012, “una tendenza che si accentuerà nei prossimi dieci anni , spinta giocoforza da tutti vendor di stampanti, Epson inclusa – precisa Di Scioscio -. Oggi l’intero mercato Business InkJet cuba in Italia circa 75.000 pezzi e Epson detiene un quota del 45%, con 35.000 unità vendute: un ottimo risultato per noi essendo partiti da zero nel 2011 con la famiglia Workforce Pro”.

Ad oggi la divisione Office raccoglie metà fatturato da Inkjet e metà da laser (“siamo in una situazione di sostanziale pareggio”) ma è chiaro che l’obiettivo è aumentare la fascia delle business inkJet con la famiglia di WorkForce Pro che è stata recentemente aggiornata con versione monocromatic,  proprio per prendere quella fetta di mercato di applicazioni di sportello (assicurazioni, banche…) che tipicamente hanno la necessità di stampare moduli o contratti solo in bianco/nero. “La scelta di abbandonare il primissimo prezzo nel mondo delle laser ci ha portati ad uscire dalla lotta dei volumi in questo comparto e focalizzarci sui prodotti di più alto margine. Lo switch verso il mondo inkjet è un passaggio delicato perché  la tecnologia laser è molto ben utilizzata negli uffici, ma credo che con le ultime stampanti office inkjet siamo ora competitivi anche a livello di prezzo, proprio per ammaliare  quelle piccole aziende che sprecano stampe inutili come la ricerca europea mostra. Resa delle cartucce, costi, velocità, flessibilità e impatto ambientale sono i punti di forza”.

La spinta sul canale è partita nel 2011 con il lancio dei prodotti:  1.550 i rivenditori incontrati nel 2011, 250 i dealer di target diversi profilati nel 2012, e per il 2013 continuerà la ricerca di nuovi spazi. “Abbiamo lavorato in questi due anni per fare conoscere la tecnologia non solo agli utenti finali ma anche a nostro canale, andando con i distributori a incontrare nuovi dealer portando anche prodotti in demo per testare con mano la tecnologia e allestendo corner dedicati all’interno dei punti vendita”. Ora  è il momento di perseverare, facendo leva su quel risparmio che molte piccole aziende rincorrono per far fronte alla crisi economica attuale.

Lo showroom di Epson in Italia

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