Phablet delle meraviglie alla riscossa

Strategie
Samsung GALAXY S III

Dell Streak si può considerare il primo phablet, ma fanno parte a pieno titolo della categoria Samsung Galaxy Note, Htc Droid DNA, LG Optimus VU, e il recentissimo Huawei Ascend Mate. I Phablet sono semplicemente grandi smartphone?

Chi si era illuso che dopo tablet e smartphone per ogni tasca, dai 200 agli oltre 900 euro e dopo ultrabook e ibridi con Windows 8, la sbornia di dispositivi portatili fosse finita – almeno per quanto riguarda i form factor – si accorge bene ora che quelli che sembravano semplici esperimenti di pochi vendor, stanno diventando l’ennesima proposta e declinazione per accontentare e coprire qualsiasi immaginabile nicchia di mercato. Questa volta parliamo dei phablet. 

La definizione ‘ufficiale’ include in questa categoria tutti i dispositivi touch con display tra i 5 e i 7 pollici, con le caratteristiche comuni di smartphone e tablet e perché no, anche con la possibilità di utilizzare il vecchio stilo. Giustificato, se non altro, dal fatto che una mano non basta per arrivare ovunque e che questi phablet si usano alla fine proprio come se fossero dei block notes. Si sorride un poco a pensare di tenere queste ‘padelle’ accostate all’orecchio, ma l’ironia scema subito se si pensa di utilizzarli con un auricolare e constatando che sono ancora ‘tascabili’ (e comodissimi).

Si può considerare effettivamente Dell Streak (2010) come il primo phablet, ma fanno parte a pieno titolo della categoria Samsung Galaxy Note, la seconda versione Galaxy Note II, Htc Droid DNA , LG propone in questo comparto Optimus VU, Huawei il recentissimo Ascend Mate e anche Lenovo ci prende parte con il suo K900.

Oramai i vendor di dispositivi mobile, con connettività in mobilità (3G o 4G), coprono le esigenze di chiunque in un range di diagonali display senza soluzione di continuità. Tra i vendor con la copertura più completa ci sentiamo di segnalare Samsung e LG. L’atteggiamento di Apple, in questo senso, è certamente più prudente e conservativa.

Un phablet in arrivo, Huawei Ascend Mate
Un phablet in arrivo, Huawei Ascend Mate (da Gizmodo.com)

Phablet, una guida alla scelta

Se si lavora già con uno smartphone e un tablet, e si è soddisfatti, non ha molto senso valutare l’acquisto anche di un dispositivo con la diagonale tra i 5,5 e i 7 pollici. Ci sono tante persone che con questa combinata risolvono anche il problema della scrittura in mobilità. In questo caso si può lasciare un phablet sullo scaffale, a meno che non si sia stufi del dualismo e non si voglia passare a una combinata del tipo: phablet e ultrabook.

Quest’ultima è una combinazione interessante e molto. Con il phablet (che prima di tutto resta uno smartphone) si iniziano a usare le funzionalità telefoniche quasi sempre con l’auricolare (ma tenere in mano phablet non è precluso), la navigazione sui siti Web è poco sacrificata, si guardano benissimo i film e anche leggere i libri non è male. Con l’ultrabook si porteranno a termine tutte le altre operazioni per quando si ha disponibile almeno una sedia. I phablet, a nostro avviso, rubano di più al mercato  smartphone, che non al mercato dei tablet.

E guardando ai vendor coinvolti pensiamo che Apple non possa rimanere ancorata solo alla proposta attuale di un iPad mini, senza Retina Display, anche se con connettività LTE, ma senza software per le normali chiamate, e con diagonale già ‘border line’. Si parla di mini tablet, non di phablet, mentre ci sembra che il mercato con i Phablet si stia orientando semplicemente a coprire ogni bisogno, ed è indispensabile che un Phablet possa effettuare le telefonate.

Certo le tendenze, anche negli smartphone, sono quelle di giocare sulla diagonale e sulla risoluzione dei display e allo stesso tempo sull’autonomia dei device. Considerando lo stato attuale della proposta, consola vedere che il prezzo dei modelli di phablet attualmente in commercio si attesta intorno ai 500-600 euro, come per gli smartphone di fascia alta; le preferenze dei consumatori, quindi, si potranno orientare proprio in base alla comodità attribuita al form factor.

Apple propone il proprio smartphone di punta a un prezzo oltre i 900 euro e iPad mini (quanto di più simile a un phablet, senza esserlo, la Mela ha ora in catalogo) rientra anche nelle versioni 3G e LTE in questo range di prezzo. Ma oltre i 900 euro (iPhone 5 64 Gbyte) si trovano eccellenti ibridi, i primi ultrabook, non pochi notebook di qualità. Ci aspettiamo una rimodulazione dell’offerta da Cupertino.

E’ vero che Apple non ha mai perseguito la strategia dell’ampiezza e della varietà di catalogo, ma è pure vero che al puzzle della proposta attuale manca ancora qualche tassello. Confusione? No, non se ne creerà. I vendor propongono i phablet nella categoria ‘phone’, almeno per ora, e in fondo in fondo… Sì sono smartphone con un display davvero ‘esagerato’.

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