Pinato (Barracuda): Non si scherza con le bombe nucleari!

Strategie

Ritratti 4.0 – Stefano Pinato, country manager Italia di Barracuda Networks, descrive quello che è il suo pensiero in ambito cloud, IoT e sicurezza. Se avesse la bacchetta magica vorrebbe mettere d’accordo Donald Trump e Kim Jong-Un…

Un rapporto molto stretto con la tecnologia, fa il country manager Italia Barracuda Networks, con la passione per gli sport, specie lo sci che, con la fantasia, potrebbe passare da hobby a mestiere. ChannelBiz ha intervistato Stefano Pinato, un giovane cinquantenne con la passione anche per le moto. Se pensa al rapporto tra IoT e sicurezza, si rifà a Wieland Alge, vice president e general manager Emea di Barracuda, e afferma che “tra qualche anno ci saranno più firewall che Ipad, tutto dovrà essere protetto”.

Chi è…Stefano Pinato?
Sono un “giovane” cinquantaduenne, attento e curioso, con la passione della musica (sono un grande fan di Davide Van De Sfroos) e della montagna. Amo, in particolare, passeggiare e sciare.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Mi sono diplomato come perito elettronico e terminati gli studi ho frequentato diversi corsi di programmazione. Ancora oggi mi tengo costantemente informato e seguo corsi di aggiornamento continuativi sulle tecnologie che proponiamo.

Che tipo di adolescente era?
Piuttosto tranquillo, direi, per niente problematico e con tanti amici. Amavo, e amo tuttora, fare diversi sport, viaggiare, ascoltare musica.

Stefano Pinato
Stefano Pinato

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Mi è sempre piaciuta la tecnologia, ho iniziato a giocare sui primi computer, avevo (e ho ancora) un Sinclair ZX Spectrum super modificato che mi ha fatto appassionare al mondo dei computer.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Al non pensare di aver successo a ogni costo. Numquam quiescere è una locuzione latina che mi piace molto, mai fermarsi, guardare sempre avanti, far tesoro dell’esperienza e imparare dai propri errori.

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?
Viviamo in un mondo altamente tecnologico, lavoro per un’azienda che propone tecnologia, direi quindi un rapporto molto stretto. Personalmente, la tecnologia mi piace molto, ma senza esagerazioni, né fanatismi. Ad esempio cambio il cellulare solo ogni 2 anni.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Direi una bilancia, che oltre al peso e alla rilevazione della massa grassa ti dice anche l’oroscopo del giorno. In realtà appartiene a mia moglie, la vera appassionata di tecnologia in famiglia, che colleziona un sacco di oggetti tecnologici e curiosi. Io però non uso questa bilancia, la trovo un po’ inquietante…
Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
La mattina poco, non sono molto reattivo. Il problema è il tempo che dedico alla sera, decisamente troppo. Non riesco mai a staccare.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
Come dice il nostro guru tecnologico Wieland Alge, (vice president e general manager emea di Barracuda) è la nuova, futura, evoluzione: tra qualche anno ci saranno più firewall che Ipad, tutto dovrà essere protetto. I rischi sono ovunque. Consiglio un bel libro di Marc Elsberg – Black Out – un romanzo che narra di un black out che parte da Milano e si allarga a macchia d’olio in tutta Europa, con conseguenze disastrose su oggetti, come contatori elettrici intelligenti, non adeguatamente protetti.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Il cambiamento che stiamo iniziando a vivere oggi. Persone che salvano i propri dati nei cloud pubblici (per intenderci quelli di Microsoft, Apple o Google) e aziende che iniziano a delocalizzare qualche server o dato in datacenter esterni all’azienda.

Stefano Pinato
Stefano Pinato

Quali sono i suoi hobby?
In ordine sparso direi correre, sciare, tirare di boxe, nuotare, leggere e viaggiare in moto. Questo, in particolare, mi dà un grande senso di libertà.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Educazione e cortesia tra i pregi, prepotenza e arroganza nei difetti.

Direbbe grazie a… e perché?
Sicuramente all’ingegnere Alessandro Limardo, ex amministratore delegato di Azlan. Mi ha assunto in Azlan nel 1996 come Product Manager e negli anni mi ha fatto crescere fino ad arrivare a ricoprire importanti ruoli europei in azienda. Limardo, purtroppo scomparso nel 2011, era una persona competente e con grandi capacità di gestione, sapeva ascoltare e dare i giusti consigli. Ricordo diversi viaggi in auto insieme, accompagnati dalla musica di Glenn Miller, ho conosciuto il jazz grazie a lui.

A chi chiederebbe scusa e perché?
A mia moglie, per tutto il tempo che il mio lavoro ha portato via alla famiglia.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Un bel piatto di spaghetti con ragù vegetale.

Se fosse un quadro?
La Persistenza della Memoria di Salvador Dalì

Se fosse un film?
Blade Runner

Se fosse una stagione?
Inverno, non vedo l’ora di riprendere a sciare.

Se fosse una tecnologia?
Wi-Fi, fantastica connessione di tutto e di tutti.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Istruttore di sci ovviamente…

Se avesse una bacchetta magica…
Mi piacerebbe tanto mettere d’accordo Donald Trump e Kim Jong-Un, non si scherza con le bombe nucleari.

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