Prezzi ‘troppo’ bassi online? Attenti alle truffe e ai canali di approvvigionamento

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Davide Rossi, direttore generale e consigliere Aires, spiega le strategie di Optime, Osservatorio per la Tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia, per smascherare vendite poco chiare e allertare i consumatori circa i prezzi ‘troppo’ bassi rispetto al mercato

Smascherare azioni di vendita attraverso la rete e poco chiare, informare e formare i consumatori circa gli acquisti, con un occhio particolare sui prezzi particolarmente allettanti. Già, i prezzi. Spesso i consumatori vengono incuriositi dai prezzi estremamente bassi e, in alcuni casi, fuori mercato, che ‘puzzano di affare’.

Ma si è veramente sicuri che dietro ci sia un affare e non magari l’acquisto di un prodotto che arriva da chissà quali canali di approvvigionamento? Non di tutta l’erba un fascio, si deve fare, ma Optime, Osservatorio per la Tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia, è intenzionata ad andare fino in fondo su determinate storture del mercato.

Davide Rossi

Davide Rossi, direttore generale e consigliere Aires, e presidente di Optime, spiegava qualche tempo fa con esempi concreti quanto l’evasione e, una politica ‘sconsiderata’ di riduzione dei prezzi, potesse danneggiare praticamente tutto il settore, qualsiasi esso fosse. E’ capitato, il caso Gli Stockisti e Console Planet, citato ovunque in rete perchè ha tenuto banco durante la scorsa estate, evidenzia bene il fenomeno di evasione a scopo di riduzione dei prezzi di vendita a scapito degli operatori ‘onesti’ del mercato.

“Gli evasori compiono una tripla scorrettezza: anzitutto, non versando i contributi rovinano gli equilibri della filiera che si occupa del recupero e del corretto smaltimento dei RAEE. Il mancato versamento dell’Iva genera minori entrate allo Stato e, da ultimo e per conseguenza a quanto detto, possono offrire slealmente sul mercato, prodotti a prezzi più bassi rispetto a quelli dei concorrenti che invece agiscono operando in piena legittimità perché riversano nelle produzioni quanto non hanno versato allo stato in termini di imposte e tasse, ritagliandosi la possibilità di incidere sui

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prezzi”.

L’obiettivo di Rossi, attraverso Optime, è smascherare casi come questi “dobbiamo fare attività educativa verso i consumatori, affinché si interroghino sulle origini della merce e sui prezzi particolarmente allettanti. Ci si deve interrogare, per esempio, come possa, una società unipersonale con 6 mila euro di capitale, per esempio, applicare prezzi di vendita migliori rispetto ai gruppi di acquisto”, dice Rossi.

La compagine Optime si amplia e ora è composta, oltre che dai soci fondatori, da: AIFOTO, ANCRA, ANDEC, ASCOFOTO, Consorzio ECODOM, FAPAV e NETCOMM. Come anticipato qualche tempo fa da Rossi, quindi, oltre all’elettronica, Optime si occuperà anche del mercato della fotografia.

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