PTC cavalca la strategia dei prodotti ‘intelligenti e connessi’

Strategie
Stefano Rinaldi, PTC

PTC sposa ufficialmente il concetto di Internet of Things. Secondo McKinsey da qui al 2025 l’Internet of Things potrebbe aggirarsi attorno ai 6,2 trillioni di dollari, ma anche il 3D printing resta uno dei trend importanti nel settore manifatturiero

PTC sposa ufficialmente il concetto di Internet of Things e mette in atto una nuova rivoluzione che la vide attiva dalla fine degli anni 80, quando portò sul mercato il concetto di Cab potente, per poi passare agli anni 90, con l’idea di sviluppare un Plm a supporto dei prodotti su internet, e oggi la rivoluzione richiama il concetto di prodotti smart and connected ossia intelligenti e connessi.

Stefano Rinaldi, PTC
Stefano Rinaldi, PTC

Stefano Rinaldi, SVP e general manager di PTC Italia, spiega la strategia della trasformazione aziendale, alla luce di un piano industriale che sta per terminare con plusvalenze superiori alle aspettative, e un nuovo piano industriale carico di progetti e di trasformazione che, secondo le parole di Rinaldi “si concretizza nel concetto di prodotti smart and connected, intelligenti e connessi”. Un concetto che oggi, grazie recente acquisizione della società americana ThingWorx, specializzata in soluzioni per l’Internet of Things, si concretizza e aiuta PTC a varcare la soglia dell’internet delle cose.

Il nostro board – spiega Rinaldi – ha approvato un investimento importante alla fine dello scorso anno per l’acquisto di ThingWorx che di fatto è diventata ‘a PTC business’ società che può sviluppare almeno dieci volte più velocemente applicazioni che fino a oggi avevano un tempo di sviluppo ordinario”. Il successo di Cad e Plm appoggia la nuova era dell’innovazione che coinvolge anche il mercato manifatturiero e dal quale nasce l’idea di digitalizzazione dei contenuti.

Il nostro maggior business ruota attorno alle opportunità che emergono dalla globalizzazione. Le aziende che insistono sul mercato domestico sono in sofferenza mentre quelle che si rivolgono al mercato globale affrontano la crescita. Una delle forze che influenza il mercato manifatturiero è proprio la potenza e la crescita del software nei prodotti fisici, ma non significa – spiega Rinaldi – che il software sostituirà le caratteristiche meccanico-fisiche, ma si aggiungerà come leva competitiva, introducendo intelligenza e dando ai produttori la capacità di governare l’aspetto multidimensionale delle offerte. Abbiamo poi avviato un processo di servitization del prodotto, ossia una modellazione del processo che passa dal prodotto fisico al prodotto inteso come servizio che porta sicuramente al cambiamento del modello di business. Si pensi a settori dell’aerospazio, dove i produttori di motori mettono a disposizione anche i servizi, ma anche settori più consumer dove gli Oem cambiano modello di business passando a un modello di service level agreement. Poi non ci si deve dimenticare del problema della connettività, dove PTC – spiega Rinaldi – vuole giocare un ruolo e insiste sul sentore industriale molto forte”. PTC Creo Parametric - Freestyle

Idc e Gartner identificano nel 2020 un nuovo mondo, dove si arriverà ad avere più di 50 miliardi di oggetti connessi e interconnessi e questo dato, per chi di prodotto fisico-intelligente interconnesso si è sempre occupato, porterà opportunità.

Il mondo interconnesso non fa paura anzi, è foriero di opportunità. E così, PTC cavalca il concetto di Internet of Things, un mercato che si sta dimostrando promettente e offrirà molte opportunità. Rinaldi cita, a tal proposito, una ricerca di McKinsey che svela che da qui al 2025 l’Internet of Things potrebbe aggirarsi attorno ai 6,2 trillioni di dollari, ma anche il 3D printing resta uno dei trend importanti nel settore manifatturiero.

Perché l’internet delle cose è così importante. “Gli oggetti su cui ci posizioniamo sono ricchi di software, quindi di intelligenza e di sensoristica e per ovviare alle complessità insite nel ciclo di sviluppo abbiamo acquistato Atego, una società inglese che sviluppa applicazioni di progettazione di software e sistemi”. L’operazione, che dovrebbe concludersi nel quarto trimestre 2014 di PTC, è destinata ad ampliare il portafoglio di soluzioni PLM (Product Lifecycle Management)  e ALM (Application Lifecycle management) di PTC, rafforzando il suo impegno a sostegno dei clienti nel settore della progettazione di sistemi tramite funzionalità di modellazione avanzate.PTC Creo Parametric - 3D -Thickness

Rinaldi, e in particolare Fabrizio Ferro, director, technical sales & business development Italia, Iberia & ME PTC, hanno illustrato un nuovo investimento e una nuova versione di Creo, la 3.0 che porta l’azienda al concetto di evoluzione di prodotto, dal prodotto fisico al prodotto intelligente e connesso, al prodotto inteso come sistema, fino all’interconnessione dei sistemi nei sistemi, come l’Internet of Things rappresenta la base più importante di sviluppo.

Con Creo 3.0, PTC presenta la nuova tecnologia Unite, destinata a semplificare l’utilizzo di file provenienti dai sistemi CAD più disparati, anche della concorrenza, direttamente in PTC Creo. Inoltre, grazie a strumenti di progettazione maggiormente integrati, PTC Creo 3.0 punta all’innovazione, offrendo la possibilità di riutilizzare completamente il lavoro di Concept Design all’interno dei processi di progettazione di dettaglio.

Infine, l’incremento di produttività assicurato da questa release consentirà ai clienti di focalizzarsi maggiormente sull’innovazione e sulla qualità del prodotto.

Fabrizio Ferro, PTC
Fabrizio Ferro, PTC

La tecnologia Unite di PTC Creo 3.0 rende possibile utilizzare i dati CAD in vari formati direttamente nelle applicazioni PTC Creo Parametric, Creo Direct, Creo Simulate e Creo Options Modeler. Di conseguenza, questa release aumenta l’efficienza derivante dal consolidamento di diversi sistemi CAD in PTC Creo e rende possibile la collaborazione con utenti di strumenti CAD eterogenei.

Come conseguenza, i team di progettazione possono concentrarsi di più sull’innovazione e sulle attività a maggiore valore aggiunto e non su quelle meno produttive come rigenerare l’intento progettuale o gestire un numero di file elevato. “Consolidamento e collaborazione”, sottolinea Ferro e Rinaldi mette sul piatto le sfide del futuro: settore manifatturiero, internet delle cose e la crescita derivante da Creo 3.0 e snocciola qualche dato.

Si sta per chiudere l’anno fiscale 2014 con crescite dal 12 al 14% sopra le previsioni, spiega Rinaldi. “con Creo 3.0 pensiamo di mantenere la leva competitiva e le proiezioni di crescita nel news business ci portano a pensare, per l’Italia un 25% in più grazie al mercato manifatturiero di nicchia e grazie ad aziende del calibro di Caleffi, Argo Tractors e Giorgio Armani”, conclude Rinaldi.

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