Quando cloud fa rima con trasformazione

Strategie

Durante l’ultima edizione del Forum It Grandangolo, Scaccabarozzi (Axiante) e Belardinelli (Mauden) hanno discusso dei cambiamenti che avverranno nel mercato It con l’avvento del cloud computing

I rapporti tra  cloud computing, processi  aziendali e i  cambiamenti che  questi inducono sui  fornitori di servizi e i system integrator sono  stati una delle tracce da seguire nel corso della 12.ma edizione  dell’annuale Forum IT organizzato da Grandangolo  Communications.

Romeo Scaccabarozzi, presidente di Axiante, ha descritto  dal suo punto di vista uno  scenario di mercato che  vede tuttora assenti dalla cloud pubblica le applicazioni a valore. “Oggi il cloud  è vuoto”, ma “nel prossimo futuro potrebbe succedere qualcosa”. Il punto di osservazione di   Scaccabarozzi è quello delle grandi organizzazioni  che hanno   complessità e grande concorrenza tra i fornitori.   Terminali  mobili e tablet stanno per esplodere nelle aziende: “da sei  – nove mesi  iPad è il tema.   Spesso i prodotti innovativi  restano inadottati nelle aziende, ma ora  per i terminali mobili ci sono anche le applicazioni. Il  cloud computing   e la sua evoluzione dipendono  da questo fenomeno . Il cloud computing oggi è in una fase  pionieristica.  Ci sono poche applicazioni core. Inoltre è opinione  dei vertici aziendali  che – visto che  i  tempi sono  lunghi, i costi sono alti , mentre la qualità manca o dipende da  molti fattori- il cloud computing sia un problema dell’IT aziendale.  E per l’IT il cloud computing  cambia il modo  di  pensare all’applicazione”.

Scaccabarozzi  individua nell’incrocio tra costi e benefici un’area di rischio aziendale :  gli investimenti sono molto alti e i benefici arriveranno solo nel tempo:”Ma in quest’area di rischio sta anche l’opportunità del cloud, visto che si parla non  più  di prodotti , ma di servizi”.

A questo proposito, il numero uno di Axiante ha illustrato   un progetto di Business Intelligence e Performance Management in corso di   realizzazione per un colosso della grande distribuzione internazionale, esemplificando come si potrà fornire accesso a questo tipo di applicazioni mission critical secondo il modello ‘as a Service’, utilizzando appieno le potenzialità del cloud innestandovi contenuti a valore.

L’esperienza presso  alcuni  clienti di Axiante, una  società di consulenza per il software applicativo e i servizi tecnologici a  valore aggiunto, è che  partendo dai  bisogni  applicativi attraverso l’utilizzo  dei  livelli di servizio ( SLA) diventa possibile “ trasformare in servizio un’applicazione montata sul cloud e far  diventare subito  lineari  i rapporti tra costi e benefici”.

In sostanza   il presidente di Axiante  prefigura  un modello in cui si compera come servizio  anche l’evoluzione dell’applicazione aziendale:   in questo senso   il  cloud computing , tipicamente basato su SLA, rende possibile  la  gestione  dei rapporti di rischio  attraverso il  controllo di costi e benefici. Come ricorda  Scaccabarozzi, “ Un modello applicativo as a service reca al suo interno- embedded-  una forma  di autoregolazione”. Le opportunità del cloud computing sono nell’autoregolazione che introduce.  “E   secondo  queste linee  – sostiene Scaccabarozzi   –  le oltre 3500 società di consulenza devono cambiare il modello di fare  affari. Il rischio si sposta  dal centro dell’azienda verso i  fornitori.  Inoltre il cloud computing, inteso come applicazione as a service, spazzerà via  le  aziende che offrono progetti e servizi su  prodotti  proprietari”.

Conclude Scaccabarozzi :  “ In Axiante dopo un anno di riflessioni abbiamo deciso di esserci sul cloud computing. L’interlocutore  per Axiante resta la  linea di business , non l’IT aziendale. Il modello pay as  you grow cambia i rapporti tra aziende e offerta ICT orientandoli verso  l’acquisizione di servizi”.

A queste  considerazioni di Scaccabarozzi    replica  dal punto di vista   di un system integrator vicino al mondo IBM  -e introducendo una   visione  più orientata alle tecnologie che ai servizi – Giuseppe Belardinelli, amministratore delegato di Mauden.

In Mauden è in atto un trasformazione  , il progetto 2012 , che prevede  entro fine anno l’acquisizione di una società di servizi con una  focalizzazione su poche piattaforme.  Mauden è un’azienda in fase di trasformazione verso un’offerta per   il cloud  privato,  dove al di là della  virtualizzazione   e del consolidamento  si stanno  delineando temi forti  come   la  virtualizzazione del desktop  ( VDI).

Belardinelli parla di nebbia come  metafora del cloud attuale. “Il cloud è certamente una rivoluzione, e non una semplice moda del momento. Ma l’enorme casistica di tutto quanto è o debba essere considerato cloud – spiega – fa sì che spesso sembri di essere tutti nella nebbia, invece di stare a guardare le nuvole”, ha sostenuto. Nonostante questo, il nuovo paradigma del cloud “modificherà lo scenario di business dell’IT, costringendo molti attori a riposizionarsi”.

Anche Mauden si sta attrezzando per questa fase dell’IT: “I nostri clienti sono realtà di grandi dimensioni, in cui l’offerta di cloud pubblica si scontra con la necessità di mantenere elevati standard di sicurezza”.  Anche per questo,  “sui nostri principali clienti il cloud viene declinato in logica privata: si implementano architetture virtualizzate e automatizzate che abilitano l’erogazione delle applicazioni informatiche interne sotto forma di servizio, attraverso l’intranet aziendale. La virtualizzazione è sempre più estesa, a tutti i livelli server, client, storage e applicazioni, e lo sviluppo operativo di logiche di monitoraggio e di provisioning automatico delle risorse configura un IT sempre più fattore di abilitazione e competitività”, ha proseguito  Belardinelli.

Più in dettaglio, Mauden intende caratterizzarsi come “Cloud Builder”, per supportare i clienti nella progettazione, costruzione e gestione delle loro cloud private, e nella fornitura di infrastrutture su cui implementarle. 

Riguardo allo scenario attuale di mercato, “ assistiamo anche all’evoluzione dell’offerta dei principali operatori (IBM, HP, Cisco, Dell, …) . Questa offerta si sta fortemente concentrando in logiche di ‘stack’ monobrand che comprendono capacità elaborativa (soprattutto server blade), networking, storage, virtualizzazione e strumenti di ‘orchestration’. E anche se la domanda opera ancora con logiche da system integration, sempre maggiore è la spinta verso ambienti monobrand, caratterizzati da maggiore facilità d’uso, da ridotti conflitti e da migliori TCO”.

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