Red Hat, OpenShift svelata ai partner italiani

Strategie
Gianni Anguilletti, Red Hat

Oltre 350 partecipanti alla tappa italiana del Red Hat Tour 2013. I partecipanti hanno visto come utilizzare OpenShift, la soluzione Platform-as-a-Service (PaaS) di Red Hat per lo sviluppo di nuovi progetti

Oltre 350 partecipanti, una presentazione a cura di Cedacri come testimonianza e partner d’eccellenza come HP, Symantec, Alfresco, Avnet e Itway. Sono questi alcuni dei numeri e dei nomi che hanno supportato la tappa italiana del Red Hat Tour 2013, svoltasi a Milano il 23 aprile scorso.

I partecipanti hanno visto come utilizzare OpenShift, la soluzione Platform-as-a-Service (PaaS) di Red Hat per lo sviluppo di nuovi progetti e come Red Hat utilizza questa piattaforma in produzione per migliaia di applicazioni. Le aziende devono sempre più favorire l’innovazione e il time-to-market per nuovi servizi e applicazioni e, in questo contesto, PaaS è un modello di servizio cloud che rivoluziona lo sviluppo applicativo. OpenShift permette alle imprese di ridurre i costi e aumentare l’efficienza di utilizzo delle risorse.

Gianni Anguilletti, Red Hat
Gianni Anguilletti, Red Hat

Secondo una nota della società le altre sessioni hanno visto:
Migrare applicazioni mission-critical a un’infrastruttura basata su standard
Migrare su un’altra piattaforma o applicazione richiede un’attenta valutazione. Le organizzazioni più accorte sanno che tale cambiamento porta con sé delle opportunità. Una migrazione ben eseguita permette di mantenere l’operatività quotidiana, gestendo al contempo il rischio, tenendo sotto controllo i costi e pianificando per il futuro.
Ripensare i data center ad elevata disponibilità
Quando gli ambienti mission-critical vengono migrati a infrastrutture standard, le aziende devono garantire la stessa affidabilità e disponibilità assicurata da un ambiente proprietario. Red Hat è in grado di fornire disaster recovery a elevata disponibilità per data center e database a costi inferiori rispetto e soluzioni proprietarie.
Passare a una piattaforma aperta per favorire l’innovazione
Flessibilità e velocità sono elementi chiave quando si sviluppano, implementano e gestiscono applicazioni e processi di business. Le aziende possono fare di più con meno migrando da piattaforme proprietarie a soluzioni aperte.

Arun Oberoi, Red Hat
Arun Oberoi, Red Hat

Data center dinamico
Ottenere agilità sull’intera infrastruttura è un fattore fondamentale per ridurre la complessità e sfruttare gli asset IT in modo più efficiente. Grazie all’utilizzo di soluzioni open source basate su standard e API aperte,   le aziende possono sviluppare le loro strategie da private cloud flessibili basate sulla virtualizzazione all’utilizzo di cloud pubblici on-demand.

Gianni Anguilletti, country manager Italia di Red Hat si interroga su quali siano le direttrici. “Bisogna contestualizzare l’ambito nel quale siamo immersi”, spiega “si assiste alla riduzione del ciclo di vita dei prodotti e le aziende vogliono diventare più intelligenti sull’analisi dei dati e verificare i fenomeni critici. A fare da eco a questi fenomeni ci sono trend tecnologici come big data e analitics”.

Arun Oberoi, Executive Vice President Global Sales and Services è intervenuto ricordando come l’esplosione della mobility e delle Tlc siano importanti per legacy infrastructure.

Per quanto riguarda il canale,  Anguilletti ha sottolineato come in Italia i partner incidono per l’80% del fatturato, un dato superiore al livello mondiale. Sul fronte della distribuzione, Anguilletti sottolinea come si sia di fronte a una grande trasformazione, complici la mobility e i cloud services.

Lo scorso agosto, Red Hat ha annunciato la disponibilità della preview release della sua distribuzione Red Hat OpenStack, basata sul framework OpenStack, per la creazione e la gestione di cloud IaaS (Infrastructure-as-a-Service) private, pubbliche e ibride. Con questo, Red Hat ha concretizzato il suo primo passo verso l’unica distribuzione OpenStack del mercato pronta per l’enterprise, grazie al suo supporto commerciale, all’ecosistema certificato di vendor hardware e applicativi ed alla consolidata leadership nella realizzazione di solide cloud open source per organizzazioni di tutto il mondo, impegnate nella ricerca di soluzioni e supporto di livello enterprise.

Red Hat annuncia l’evoluzione della sua distribuzione Red Hat OpenStack, passata dalla versione di preview ad un programma Early Adopter. La Preview di Red Hat OpenStack era basata sulla release comunitaria Essex. Il programma Early Adopter di Red Hat OpenStack si basa sulla release comunitaria Folsom, di cui Red Hat è il secondo principale contributor aziendale a livello di codice. Nella più recente release della comunità OpenStack.org di questo mese, chiamata Grizzly, Red Hat è diventata il primo contributor aziendale per il codice. Red Hat OpenStack offre una base su cui le aziende possono creare una cloud IaaS privata o pubblica per carichi di lavoro cloud-enabled. Red Hat OpenStack permette ai clienti di sfruttare le tecnologie OpenStack mantenendo le caratteristiche di sicurezza, stabilità e funzioni enterprise di una piattaforma costruita su Red Hat Enterprise Linux.

RDO è una distribuzione OpenStack liberamente disponibile e supportata dalla community che opera su sistemi Red Hat Enterprise Linux, Fedora e sui loro derivati. Offre una pura esperienza di OpenStack con la più recente release stabile di Openstack.org, pacchettizzata, integrata e facile da implementare su piattaforme Red Hat. La community openstack.redhat.com offre la possibilità di interagire con altri utenti di OpenStack sulle piattaforme Red Hat, per condividere conoscenza e creare capacità.

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