Redenta sulla via dell’It

Strategie

Simona Prisco, Channel Account Manager di Corel, apre il suo album di
fotografie e svela a CRN il suo universo parallelo fatto di oriente, immersioni,
crescita interiore e avversione verso coloro i quali incarnano ?l’emblema del
furbo’

L’oriente e la profondità spirituale che ha respirato nei suoi tre viaggi in
India, le hanno insegnato quanto sia importante non sprecare beni preziosissimi
come l’aria, l’acqua .
Lei, Simona Prisco, Channel Account Manager di Corel, quasi
avvocato, redenta sulla via dell’It e della fotografia e del fotoritocco, ha
aperto il suo mondo ai Ritratti di CRN .

CRN: Chi è Simona Prisco?

Una donna di 35 anni, soddisfatta di quello che fa, che ha trovato il suo
posto nel mondo dopo un percorso di vita articolato. Sono una persona che non si
considera arrivata ma comincia a capire come ?gira il mondo’. Ho approfondito i
viaggi, sono stata in India per la terza volta e, in generale, ho avuto modo di
assaporare l’Oriente, di respirare una grande ricchezza interiore .

CRN: Quali altri valori le hanno lasciato questi viaggi?

Una grande profondità spirituale. La cosa più bella che puoi regalare a
quella gente non sono solo i soldi ma anche una parte di te stesso attraverso un
sorriso o un segno di affetto. La difficoltà è poi riportare nella realtà
quotidiana questi valori .

CRN: Realtà che spesso ci induce a indossare qualche maschera…

A costo di giocarmi la faccia e sembrare una pazza, io la maschera l’ho tolta
e va bene così. Mi sento molto fortunata, primo perché sono nata donna, secondo
perché nel nostro ambiente lavorativo di donne ce ne sono poche, quindi sei
sempre accolta con un occhio di riguardo, poi sta a ognuno di noi costruirsi la
propria strada .

CRN: E come è stata la sua strada fino a ora?

Quando ho iniziato a lavorare nell’It, arrivavo da un settore diverso. Mi
sono laureata in giurisprudenza, ho fatto pratica da un avvocato, ho passato
l’esame scritto e poi ho deciso che non mi interessava fare questo lavoro per
cui ho cambiato .

CRN: Che tipo di adolescente era?

Ero una ragazzina vivace, attiva e un po’ rivoluzionaria e supportata da una
famiglia che mi è stata sempre vicina .

CRN: Qual è stato il suo percorso di studi?

Il liceo classico allo Zaccaria a Milano, dai padri barnabiti, poi a metà
dell’ultimo anno mi sono spostata al Berchet e ho dato la maturità. Poi per un
anno ho iniziato la facoltà di chimica e tecnologia farmaceutiche, nel
frattempo, fuori della facoltà, ho dato esami di diritto privato e diritto
romano a giurisprudenza, sono andati molto bene e da lì ho deciso di passare a
giurisprudenza, laureandomi nei tempi giusti e a pieni voti, lavorando anche
come insegnate di aerobica e step in palestra .

CRN: Un percorso personale e professionale ricco di cambiamenti e di
?rimesse in gioco’. Quanto ha dovuto sacrificare della sua vita?

All’inizio molto, anche perché quando sei giovane non pensi al fatto che il
tempo non è infinito . La mia conoscenza del settore It era nulla e dovevo
ripartire da zero: ho iniziato a leggere le riviste del settore informatico,
libri, fare corsi, ci sono stati mesi in cui ero totalmente assorbita da quello
. Qualche anno più tardi mi sono resa conto che non potevo investire il 100% del
mio tempo in un unico canale, perché la vera abilità sta nel riuscire a fare
anche altre cose contemporaneamente (seguire hobby, vedere i propri cari, per
esempio) e allora inizia la vera sfida che è riuscire a fare bene tutto .

CRN: Quali sono i suoi hobby?

Sono del segno del cancro, adoro il mare e le immersioni in mari calmi: ho
due brevetti Fips di primo e secondo livello e un brevetto di apneista. La mia
prima immersione l’ho fatta a Portofino, era l’esame Fips di primo livello a
maggio e l’acqua era fredda. La cosa più bella di fare sub è che ci si rende
conto che non c’è solo il tuo mondo ma anche un altro, bellissimo. Sott’acqua
cambia la visione delle cose, ci si rende conto di quanto l’ossigeno sia
fondamentale per noi e quanto l’uomo stia rendendo l’aria irrespirabile, non si
può sfruttare la terra in modo indiscriminato e pensare di passarla liscia, le
conseguenze di quello che stiamo facendo le pagheremo tutte .

CRN: Se avesse una bacchetta magica cosa farebbe?

Cercherei di sensibilizzare gli italiani sul nostro Paese. L’Italia è
bellissima, con una cultura e una storia meravigliosa, con valori artistici
incommensurabili che all’estero ci invidiano tutti, dovremmo renderci conto di
questi aspetti ed esserne orgogliosi .

CRN: La bacchetta magica ritorna in suo possesso e questa volta la può
utilizzare per esaudire un suo personale desiderio. Cosa chiederebbe?

Avere un’energia infinita per continuare ad affrontare la vita con lo spirito
di curiosità .

CRN: Qual è il pregio che ammira di più negli altri e quale il difetto
che la fa arrabbiare?

Il pregio è la capacità di comunicare con gli altri senza fronzoli, la
capacità di ?incontrare’ le persone, un dono che hanno in pochi. Mentre quelli
?che tirano a campare’ quelli che incarnano ?l’emblema del furbo’ li trovo
sciocchi .

CRN: A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Alla caparbietà.

CRN: A chi si sentirebbe di dire grazie e perché?

A mia madre che è la classica donna che non molla mai e mi ha sempre spinto,
anche a calci nel sedere. E poi al mio professore di greco, latino, italiano del
liceo che è un grand’uomo, un filosofo e, a 14 anni, quando si ha ancora la
mente ricettiva, mi ha dato valori in cui credere .

CRN: Se non facesse il lavoro che fa ora che cosa le sarebbe piaciuto
fare?

La stilista di moda, una professione che abbia in se sia la razionalità sia
la parte creativa e intuitiva.

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