Reffi (Passepartout): Industria 4.0? Le aziende italiane potrebbero fare meglio

Strategie

Ritratti 4.0 – Barbara Reffi, amministratore delegato di Passepartout, parla della sua vita e di quello che pensa sui temi ‘moderni’. La lentezza della Pa sul piano Calenda è paragonata al ‘ciabattino che cammina con le scarpe rotte’ e sullo smart working, Passepartout è stata precursore dei tempi

Barbara Reffi è l’amministratore delegato di Passepartout. Nel suo Dna c’è scritto medico, ma anche archeologo, lavoro che potrebbe fare se non facesse quello che fa ora. Si definisce una persona decisa, selettiva e poco diplomatica (su questo fronte è migliorata molto, dice) ma allo stesso tempo disponibile ad andare incontro ai dipendenti nel caso richiedano, per esempio, lo smart working, presente in azienda da almeno otto anni. IoT e sicurezza dal rapporto stretto e imprescindibile, sui Bitcoin esprime perplessità. Ecco un Ritratto in chiave 4.0.

Chi è…Barbara Reffi?

Sono una persona decisa, razionale, in alcune casi poco diplomatica, anche se sono migliorata molto. Sono molto selettiva nelle amicizie. Sono una persona curiosa che ha sempre voglia di conoscere e sapere ed essere al passo con i tempi.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Dopo il liceo classico mi sono iscritta alla facoltà di Medicina con specializzazione in Pediatria e medicina preventiva.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

Il rapporto è sempre più stretto e non vi si può prescindere. Gli attacchi sono sempre più frequenti tra aziende private, molte delle quali offrono ricette a tutela. Mi sono informata attraverso il Clusit e, con l’edizione 2017, mi sono interrogata molto, perchè in azienda siamo molto attenti alle novità e a difenderci.

Barbara Reffi

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?

Passepartout.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana? E poi Industria 4.0 e la nuova linfa. Cosa ne pensa?

Secondo il mio punto di vista l’Italia è molto lenta. Il ministero ha annunciato la novità nel 2015, nel 2016 Calenda ha presentato il piano che aveva l’obiettivo di partire nel 2017, sono stati stanziati tanti soldi pubblici e privati e le aziende cominciano pian piano a muoversi: il processo è stato avviato, ma la lentezza dell’innovazione nella Pa  stona perché di fronte a un progetto così importante per il quale serve una maggiore forza trainante. Intelligenza artificiale e robotica sono una spinta verso la cultura: non credo a meno posti di lavoro ma più posti di lavoro specializzati, così come è sempre più diffuso e il rapporto uomo macchina è sempre più diffuso. Nell’industria 4.0 i punti fondamentali sono la digitalizzazione, l’integrazione e il modo con cui l’essere umano comunicherà con la macchina, grazie anche agli strumenti che saranno creati per facilitare questa interazione.

Barbara Reffi
Barbara Reffi

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It? Cosa chiederebbe a una società di credito?

Alla società di credito non chiedo nulla e non credo che il business possa essere limitato da una società del credito. Credo, piuttosto, che dipenda molto dal tipo di richieste che vengono fatte da parte delle aziende: quello che non auspico è  ‘fare il passo più lungo della gamba’.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?

I punti interrogativi possono essere ‘il braccino corto del non voglio spendere’ e dall’altra parte la mancanza di cultura e conoscenza.

I robot ci ruberanno i lavoro?

No, ma faranno si che le persone si debbano specializzare sempre più per progettare e utilizzare i robot.

Barbara Reffi
Barbara Reffi

Che idea ha dello smart working?

Io sono favorevole. In Passepartout, prima che se ne parlasse con la legge del 2017, l’abbiamo utilizzato in alcuni casi. La riuscita, anche se molto difficile di attuare un welfare aziendale porta benefici al datore di lavoro e al collaboratore e questa modalità la aumenta considerevolmente. Noi lo stiamo attivando sa quasi otto anni e, in molti casi, sono andati a buon fine. 

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?

Mi lasciano perplessa, per il fattore inquinante che ne consegue. L’idea non mi affascina ma il mondo sta andando lì.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?

Deve essere presente sui social nella maniera più assoluta e seguirli costantemente.

Quali sono i suoi hobby?

Viaggi e libri perché mi sono rotta un ginocchio e non posso più praticare lo sci e la barca a vela è troppo pesante oggi.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

Ammiro le persone intelligenti, l’onestà e la cultura. Non sopporto le persone false e coloro i quali ‘se la tirano un po’.

Direbbe grazie a…e perché?

Direi grazie alla vita e alle persone che ho conosciuto e frequentato e che mi hanno arricchito molto.

A chi chiederebbe scusa e perché?

A nessuno chiederei scusa.

Barbara Reffi
Barbara Reffi

Che tipo di adolescente era?

Molto brava e ribelle, battaglie a non finire sia al liceo sia all’università.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

Per caso, facevo altro.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Il successo dipende dagli obiettivi che ci si è prefissati e dal riuscire a raggiungerli nei tempi che si è stabiliti.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?

L’impianto di allarme.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglia o la sera prima di coricarsi?

Cerco di sbrigare le mail anche facendo tardi al lavoro e, se devo, alla sera.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Un brasato.

Se fosse un quadro?

Un quadro di Bosch…

Se fosse un film?

Amici miei.

Se fosse una stagione?

La primavera.

Se fosse una tecnologia?

Matita appuntita che va a sostituire i singoli geni nel Dna. in passato era stato sviluppato il correttore del Dna, le forbici molecolari. Oggi siamo arrivati a cambiare i singoli geni attraverso questo strumento appuntito che ha ricevuto il Nobel.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Il medico o forse l’archeologa, che mi ha sempre molto affascinato.

 Se avesse una bacchetta magica…

Farei in modo che nessuno debba soffrire la fame.

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