Retelit rassicura gli azionisti dopo un decennio di perdite, ora è società autofinanziante

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Gabriele Pinosa

Retelit ha presentato il business plan 2013-2017. Dopo un decennio di difficoltà, la società tranquillizza i mercati e gli azionisti assicurando una posizione finanziaria netta in miglioramento e nuovi progetti sulle Vpn, sicurezza

Retelit è totalmente autofinanziante. Abbiamo disegnato un piano industriale che non facesse fare all’azienda un passo più lungo della gamba. Ma è anche una sfida perché qualora sul mercato si presentassero interessanti opportunità o accordi di business internazionali li prenderemmo in considerazione”. Così si è espresso Gabriele Pinosa, presidente del consiglio di amministrazione di Retelit, alla presentazione del Business plan 2013-2017.

Gabriele Pinosa
Gabriele Pinosa 

Un piano carico di entusiasmo per un’azienda che negli ultimi 10 anni ha avuto perdite e scontentato gli azionisti di riferimento. Pinosa ha illustrato il piano chiarendo subito la compagine societaria e, soprattutto, sottolineando il fatto che l’azienda, ora, è autofinanziante. “Retelit è una public company in cui la maggioranza del capitale è in mano al mercato (quasi il 58%, ndr) e come player industriale di riferimento abbiamo il fondo libico delle telecomunicazioni che detiene una parte dell’azionariato (quasi il 15%, ndr)”, dice Pinosa, che, sottolineando il carattere industriale della realtà, prosegue: “a determinare la governance non ci sono persone che non hanno competenze in Tlc ma persone che hanno competenze nel fondo libico delle poste e delle telecomunicazioni”.

Pinosa precisa che la struttura finanziaria netta è in miglioramento ed è frutto di una gestione finanziaria molto prudente e lungimirante e precisa che questo fatto non significa che Retelit si voglia trasformare in una banca.
In passato la governance era spalmata su tre realtà, Sirti, Selin e Site, in conflitto tra loro in quanto fornitori dell’azienda, ora la governance è del fondo libico delle poste e telecomunicazioni e degli azionisti, le tre realtà sono rimaste ma con una quota di minoranza.

Volevamo un board tecnico di competenze di natura settoriale”, spiega Pinosa. “L’idea, anche degli azionisti, è quella di creare un board che potesse lavorare da solo e lavorare in autonomia in quanto già in possesso delle competenze”.
Il nuovo consiglio di amministrazione di Retelit è stato nominato il 30 ottobre scorso. La società ha un nuovo layout, sia nel sito, sia nella grafica, insomma una nuova immagine che renda l’idea della tecnologia. Retelit ha ora una struttura snella controllata da e-Via e una rete che, dal punto di vista delle dorsali tocca circa 5 mila comuni italiani e una miriade di strade statali e comunali. Il piano messo a punto da Retelit è sviluppato secondo un concetto di prossimità della fibra, quindi.

Enrico Mondo, Retelit
Enrico Mondo, Retelit 

Tornando alle linee guida del business plan, Pinosa precisa: “la presenza del fondo libico, la presenza nel capitale non è solo finanziaria ma, soprattutto, industriale. La seconda linea riguarda il board diretto, la terza, la nomina a direttore generale di Enrico Mondo, finalizzato al rilancio industriale della realtà, valorizzando correttamente le risorse interne e, in ultima analisi, legare il risultato economico a quello aziendale. “Su questo punto – spiega Pinosa – il consiglio di amministrazione ha deciso di prendere la retribuzione più bassa in assoluta rispetto a una qualsiasi società quotata e legarla ai risultati aziendali”, conclude.

“Non siamo benefattori – rincara la dose Mauro Tosi, presidente del comitato esecutivoabbiamo calcolato il rischio sulle remunerazioni. Tra il 2000 e il 2003 è stato fatto un investimento superiore al mezzo miliardo di euro, per una rete di proprietà, sovrabbondante per l’effettiva utilità. Introdurremo un salto di tecnologia, come la bassa latenza e servizi che consentano di fare un salto di qualità e sarà una rete molto scalabile”, spiega Tosi.

Tornando al passato, Tosi ricorda che le perdite della società sono dovute, soprattuto, agli ammortamenti. “Gli azionisti, a questo punto, hanno pensato di indirizzare il business plan verso una rete che potesse dare servizi in linea a quello che Retelit può fornire oggi senza esagerare sul futuro”. E sulla scorta di questo piano, Tosi spiega che si innesteranno progetti speciali. “Retelit ha un contratto con Vodafone e buone possibilità con Wind per operazioni mobili. I cloud services sono stati lasciati fuori dal piano perché vogliamo che Retelit permetta ai cloud provider di fornire servizi, in quanto Retelit non ha le competenze”, conclude.

Mondo si sofferma sui carrier nazionali e internazionali clienti di Retelit. “Dai tradizionali, alle multiutilities, alle municipalizzate, così come la difesa internazionale, le organizzazioni militari. Grazie ai nostri 18 data center di cui quattro premium i nostri clienti Ict sono cresciuti, tra cui system integrator, software house, Isv…”. “Abbiamo contatti e stiamo considerando acquisizioni di infrastrutture disponibili – spiega ancora Tosi – Stiamo lavorando per espansione in ambito europeo per l’apertura di un nuovo punto di presenza a Francoforte e più avanti altri punti presenza in ambito europeo. Francoforte è uno dei punti principali di scambio e di transito dati come Internet exchange, che apriremo entro l’anno, perché abbiamo in corso un negoziato per portare in Europa un operatore cinese”.

Per Retelit si apre una stagione nella quale si affronteranno Pmi, Pac, Pal, scuola, sanità, difesa e si affronteranno nuovi servizi: dalle Vpn, interfaccia clienti anche basati su Mpls. “Il principale servizio Ip è a banda garantita – spiega Mondo – andremo ad articolare il servizio andando a seguire gli eventuali picchi e banda su richiesta e, anche attraverso la distribuzione peering miglioreremo il servizio Ip. Inoltre, oltre ai servizi nei data center, daremo anche servizi di back up storage, disaster recovery e business continuity attraverso partner specializzati. L’investimento in tecnologia più importante – spiega – è quello relativo alla rete carrier ethernet caratterizzato dalla flessibilità della banda. Si tratta di un pacchetto che consente la gestione del traffico e avere maggiore rapidità nel provisioning e nella gestione della quality of service”.

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