Sap continui a credere all’In memory computing. Parola di Gartner

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Sap D&T Partner Summit Emea 2013. Gartner spiega successi e pericoli legati all’In memory computing e traccia una analisi su big data e gestione del software

Sono da poco usciti i dati trimestrali di Sap e per il terzo trimestre i valori sono triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Merito del cloud e merito, di sicuro, anche dell’In memory computing, nel quale Sap ha creduto circa tre anni fa investendo in questa modalità di fruizione del software e, oggi, dimostra di aver avuto ragione in virtù del fatto che molti vendor stanno ricorrendo questo segmento di mercato mentre Sap conta già i risultati.big data@shutterstock

Risultati che hanno coinvolto, soprattutto, il segmento Smb, come ha sottolineato Donald Feinberg, VP distinguished analyst, information management di Gartner, intervenuto al Sap D&T Partner Summit Emea 2013 a Barcellona.

Il VP Gartner fa proprio una distinzione tra ‘miti’ e ‘dati di fatto’ e dice: “Non è vero che l’In memory computing è richiesto solo da poche e organizzate realtà perché nei fatti sono le Smb a goderne di più, così come è da sfatare il mito che sia solo Sap a detenere, quasi un monopolio, perché più di 50 software vendors propongono In memory computing sin dal 1990”.

Insomma il software, disponibile  in modalità di fruizione in versione potenziata dalla piattaforma Hana di In memory computing si va ad allineare alle altre due modalità di fruizione del software che offre Sap ossia on premise e on demand. Ma che cos’è l’In memory computing? E’ la tecnologia che permette l’elaborazione di enormi quantità di dati in tempo reale nella memoria principale del server per fornire risultati immediati.

Durante il keynote di Gartner ci si è domandati come si faccia a incrementare oggi la data integration ai fini di un risparmio sui prezzi e di una capacità di non perdere i clienti. Gartner ha definito il processo con ‘Hybrid transaction analytical process’, ossia come la velocità di transazione permetta di risparmiare sui prezzi grazie al fatto che il cliente venga soddisfatto velocmente perché, come ha ricordato Feinberg,” senza la velocità e la flessibilità i vendor possono perdere i clienti”.Donald Feinberg, Gartner

Ma allo stesso tempo anche il big data va studiato. Secondo Gartner non sempre e non tutte le informazioni aziendali richiedono un approccio big data e a questo proposito ricorda come tra il 2012 e il 2013 la percentuale di investimenti e pianificazioni sulla big data technology sia salita solo dal 58 al 65%. Dopo aver ricordato che big data rappresenta un’opportunità e non un problema, Gartner ricorda che “entro il 2015 la domanda di big data raggiungerà 4,4 milioni di lavoratori a livello mondiale ma solo un terzo di questi lavoratori sarà pronto ad affrontarla. Infine entro il 2015 , ’85% delle prime 500 società secondo Fortune saranno in grado di sfruttare i big data per un reale vantaggio competitivo”, spiega Feinberg.  Sembra proprio che di spazio per esplorare questo mercato ci sia ancora.

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