Satya Nadella, ecco chi è il nuovo Ceo di Microsoft

CarriereNews

Le voci sul Web che circolavano oramai da giorni si sono rivelate fondate e Satya Nadella è il nuovo Ceo di Microsoft. Arriva con tutti gli onori del caso ai vertici dell’azienda, dopo la rinuncia di Alan Mulally, Ceo di Ford. La fine di questi mesi di interregno vale +1,7 percento in borsa. Bill Gates

Le voci sul Web che circolavano oramai da giorni si sono rivelate fondate e Satya Nadella è il nuovo Ceo di Microsoft. Arriva con tutti gli onori del caso ai vertici dell’azienda, dopo la rinuncia di Alan Mulally, Ceo di Ford. La fine di questi mesi di interregno vale +1,7 percento in borsa. Bill Gates ne sottolinea le qualità eclettiche (ingegneristiche, di business, come ‘aggregatore’ di persone); Ballmer, che lascia, battezza Nadella come si conviene nelle situazioni di rito: “l’uomo giusto al posto giusto“.

Alla fine il board di Microsoft ha scelto Microsoft, ha scelto l’uomo del cloud e del business in cloud per proseguire il proprio cammino. C’è un indubbio vantaggio: Nadella conosce l’azienda come le sue tasche, non avrà bisogno nemmeno di un giorno per capire come e dove muoversi, anzi, probabilmente sa già perfettamente cosa fare e dove incidere. Questo deve essere stato uno dei motivi più convincenti, perché Microsoft scegliesse di portarlo alla posizione di vertice. Ballmer si era dimesso il 23 di agosto del 2013, le voci di sue dimissioni erano note da tempo, non era stato un fulmine a ciel sereno. E Microsoft si è concessa il lusso di lasciare trascorrere quasi sei mesi prima di arrivare a una soluzione interna. Se questa è la conclusione, se questi mesi sono trascorsi cercando un Ceo esternamente, vagliando tutte le ipotesi, i pro e i contro, può essere che Microsoft ora abbia fatto la scelta migliore, può essere anche che Nadella sia la scelta migliore, perché la scelta perfetta inseguita in questi mesi non si è dimostrata realizzabile.

Siamo rimasti impressionati da questo lungo interregno, siamo rimasti impressionati che in un momento in cui l’IT sta accellerando i cambiamenti in modo vorticoso, Microsoft abbia ancora la possibilità di ponderare così a lungo una decisione, che inevitabilmente influisce sulla strategia. Perché certamente Ballmer ha svolto fino alla fine il lavoro di routine, ma negli ultimi sei mesi Microsoft praticamente ha galleggiato, lasciando tanti interrogativi in sospeso.

Satya Nadella, Ceo Microsoft
Satya Nadella, Ceo Microsoft

Nadella scrive nella sua lettera ai dipendenti che “stare in Microsoft non è solo un lavoro” e la mission è “migliorare la vita delle persone”, parla della responsabilità del singolo, come del miglior modo per fare bene, in una sorta di nuovo umanesimo, mentre la tendenza oggi è quella di “sopravvalutare quello che gli altri devono fare per farci progredire”, da un lato possono sembrare espressioni consuete, nello stile aziendale di una delle aziende più riconosciute al mondo, dall’altro non si può negare che l’esperienza dell’uomo Satya toglie ad esse ogni retorica, perchè probabilmente hanno rappresentato proprio il suo stile da 22 anni a questa parte.

Nadella è persona che sa realizzare le cose nuove, è uomo cloud che sa progettare concretamente la nuvola, quindi punta di diamante in un ambito in cui Microsoft ha rincorso – ma Microsoft ha rincorso nel tempo anche tante altre volte, e poi ha saputo imporsi. Dalle sue parole Satya sembra persona che sappia ascoltare che voglia lasciar esprimere le potenzialità di chi, come lui, ha e ha avuto idee diverse e lavora in Microsoft.

Buone intenzioni. Il problema di Microsoft  a volte è stata la riottosità al cambiamento, la mancanza di sensibilità nel percepire da quali direzioni arrivassero le novità ‘disruptive’, quello di essersi spesso ascoltata la pancia, quello di un’azienda che si confronta con se stessa, rimanendo in se stessa; Microsoft sa ascoltare le ragioni di tutti, ma sembra autoconvincersi di fare bene ugualmente anche quando i numeri non le danno ragione, poi cambia, ma con tempi biblici. A volte si ha l’impressione che Microsoft si metta in discussione, ma alla fine concluda che vada tutto bene, che dopo aver ascoltato clienti, mercati, partner etc.etc. si convinca che la direzione presa fosse proprio quella giusta. E questo frena il cambiamento. Bisognerà capire quanto Nadella sia rimasto incontaminato da questi limiti. Una voce da fuori avrebbe impiegato più tempo a capire, ma avrebbe anche potuto aprire gli occhi a Redmond che in alcuni comparti della propria offerta va avanti dominante perché fino ad oggi nessuno ha fatto meglio, ma è sotto assedio da un numero sempre maggiore di versanti.

Alla fine del giro la riorganizzazione non ha portato nomi nuovi. Anche nel piccolo del nostro Paese, in questi anni, Microsoft quando ha cambiato incarichi e poltrone ha scelto sempre Microsoft, facendo crescere le risorse interne (sono poche le aziende che lo sanno fare e che vogliono farlo, e questo deve essere riconosciuto), a pieno merito, ma privandosi di quella prospettiva “davvero altra” – l’alius non l’alter latino – che facilita il confronto con realtà diverse dalla propria.

 

 

 

 

 

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