Sciortino (Panasonic): Intelligenza artificiale amica/nemica dell’industria italiana?

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Ritratti 4.0 – Antonella Sciortino, Marketing Manager Italia Panasonic Procamera Solutions, parla a ruota libera del suo approccio alla tecnologia, all’economia e si confronta con le interazioni tra il vecchio e il nuovo rappresentato dal digitale

Cambierebbe il mondo in cui vive e, se fosse un apparecchio tecnologico sarebbe una macchina fotografica digitale. Forse è per questo che, spesso, con una macchina fotografica digitale si imprimono nella memoria dello strumento fotografico e nella memoria alcune immagini che vorremmo cancellare ma, purtroppo, ci circondano…Ci vorrebbe proprio una bacchetta magica per cambiare questo e, in un certo senso, Antonella Sciortino, Marketing Manager Italia Panasonic Procamera Solutions, ci ha dato uno spaccato chiaro. Cosa c’entrano digitale e artigianato? Come si possono combinare? L’Italia è un paese artigianale che sta pian piano fiutando i benefici dell’approccio digitale. In 25 anni di lavoro in Panasonic, Sciortino ne avrà viste di evoluzioni che è pronta a raccontarci in questa intervista/Ritratto 4.0.

Chi è Antonella Sciortino?
Lavoro da oltre 25 anni in Panasonic. Mi sono sempre occupata di Marketing per l’azienda e oggi ricopro la figura di Regional Marketing Manager, per la precisione per Panasonic Marketing Europe.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Nel mio background c’è un diploma come Perito Turistico, ma nel corso degli anni mi sono specializzata sempre più nel Marketing, frequentando diversi corsi dedicati a perfezionare il mio ruolo in azienda. Il mio percorso di studi ha alimentato sempre più la mia passione per questo settore e mi ha permesso di acquisire l’expertise necessaria.

Antonella Sciortino

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
Diciamo che il concetto di sicurezza è nato 40 anni fa, inizialmente solo nell’ambito aziendale con l’obiettivo di proteggere principalmente gli accessi. Ora il rapporto tra IoT e sicurezza è diventato sempre più stretto e ha avvicinato all’utente finale anche sistemi prima di appannaggio delle aziende o del mondo dell’industria. La stessa domotica domestica ne è un esempio, in quanto ha permesso di sfruttare le caratteristiche intrinseche delle telecamere di videosorveglianza in una serie di contesti trasversali e anche personali (l’interazione con gli elettrodomestici di casa, il garage con il portellone automatico, etc.). Con la diffusione dell’Internet delle Cose il cyberspazio è diventato sempre più affollato e il rischio che i dati scambiati durante qualsiasi tipo di comunicazione vengano intercettati a fini fraudolenti è divenuto una realtà, in tutti gli ambiti. Lo stesso vale per le immagini che le telecamere di videosorveglianza trattano e trasmettono.
È importante quindi affidarsi a tecnologie e dispositivi – in questo caso le telecamere di sicurezza – che garantiscano la capacità di fronteggiare l’aumento di attacchi alla sicurezza delle infrastrutture e quindi delle persone. Noi di Panasonic, ad esempio, abbiamo sviluppato una serie di tecnologie proprio per la protezione dei dati di videosorveglianza, integrandole nelle stesse telecamere.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Mi viene in mente Internet. Un contenitore con tutti i dati sempre a disposizione dell’utente, da qualunque luogo.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono infinite. Considerando l’industria italiana e le sue tradizioni posso affermare che essa ha sicuramente contribuito a fornire una svolta importante, allargandone gli orizzonti. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale ha avuto effetti dannosi, come ad esempio la perdita della manodopera e dell’artigianalità, che caratterizzavano fortemente l’industria italiana.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?
Assolutamente amiche. Senza le società del credito, in alcuni casi, non è possibile operare.

Cosa chiederebbe a una società di credito?
Chiederei un maggiore supporto in termini di visione futura a lunghissimo termine. Abilità nel vedere e anticipare il futuro prossimo.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?
Assolutamente no. Sono uno strumento fondamentale, un aiuto, la spalla destra di ogni azienda.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Questa risposta è legata alla mia visione dello sviluppo dell’industria italiana in ambito digitale. Ciò che frena le aziende è la paura di perdersi una fetta di quel mercato ancora legata alle vecchie tradizioni. Probabilmente ci vorrebbe “il terzo occhio”, servirebbe cioè avere una visione dell’azienda proiettata nel futuro, per poter valutare se cogliere le opportunità che gli strumenti digitali sono in grado di offrire all’azienda. Il mercato italiano è ancora molto legato alle tradizioni (pensiamo al lavoro manuale o alle attività artigianali o semi artigianali) e lo strumento digitale, che può rappresentare sicuramente un aiuto, in certi casi ha il “difetto” di far perdere quel retaggio di tradizione legata ad un’idea di lavoro più “artistico”, se così possiamo definirlo.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
Se ne sta parlando molto e penso che sia utilissimo. Penso che debba essere ancora compreso appieno, ma lo ritengo un’ottima opportunità per le aziende.

I robot ci ruberanno il lavoro?
Credo di sì: una buona parte della manodopera andrà ovviamente persa. Voglio però vedere queste nuove tecnologie in modo positivo: se saremo capaci di integrare i robot con le capacità dell’essere umano, uniche e insostituibili, potremo recuperare in un certo senso l’antico valore della manodopera, che potrà così fruire di un supporto “Tech”, ma senza dover rinunciare all’originalità.

Che idea ha dello smart working?
Lo smart working rappresenta una grande possibilità di risparmio di tempo: penso ad esempio ai pendolari, che ogni giorno perdono ore e ore tra treni soppressi e mala organizzazione. Se gli strumenti che vengono offerti dalla propria azienda per lavorare in mobilità vengono utilizzati correttamente possono diventare realmente un’ottima opportunità di risparmio per tutti.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?
Vorrei capirci di più. La valuta digitale mi spaventa, non riesco a vedere il disegno che le accompagna. Per me sono ancora un grande punto interrogativo.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Deve utilizzare una comunicazione molto smart, con un linguaggio molto diverso da quello che è stato utilizzato fino ad oggi. È importante che avvenga una completa integrazione tra media e social media, nel concreto tante infografiche e poche parole!

Antonella Sciortino

Quali sono i suoi hobby?
Il mio percorso lavorativo, seppur spesso faticoso e impegnativo, non mi ha mai negato la possibilità di coltivare altre passioni. Mi piace molto mettermi in gioco e sfidare i miei limiti, nel lavoro come nella vita personale, in cui pratico sport in montagna, trekking e ballo. Amo anche l’arte.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Dipende ovviamente da chi ho di fronte. Il pregio che ammiro di più: la semplicità, ma anche la sincerità. Il difetto che non mi va proprio giù: l’arrivismo!

Direbbe grazie a…e perché?
Direi grazie ai miei figli, perché sono estremamente collaborativi.

A chi chiederebbe scusa e perché?
Sempre ai miei figli, per tutte le volte in cui non sono stata capace di capirli.

Che tipo di adolescente era?
Sempre allegra e molto socievole.

Come si è avvicinata al mondo dell’Ict?
Grazie alla professione del Marketing.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Alla perseveranza.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Un computer.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglia o la sera prima di coricarsi?
Tantissimo, a volte troppo: mattina e sera.

Antonella Sciortino

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Un pesce al forno.

Se fosse un quadro?
Un quadro di Botticelli.

Se fosse un film?
Chocolat, con Juliette Binoche e Johnny Depp.

Se fosse una stagione?
Sarei la primavera.

Se fosse una tecnologia?
Una macchina fotografica digitale.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Sarei un’assistente sociale.

Se avesse una bacchetta magica…
Cambierei il luogo in cui vivo.

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