Server virtualizzati ancora in crescita, ma non quello delle licenze per gestirli

Mercato

Cresce il mercato dei server x86 virtualizzati ma non di pari passo quello delle licenze software. Verso un cambiamento di scenario. Il parere di Gartner

Cresce ancora il mercato della virtualizzazione dei server x86. Per il 2016 ci si aspetta che il suo valore raggiunga i 5,6 miliardi di dollari, facendo segnare +5,7 percento rispetto al 2015. Se il mercato dei server virtualizzati è in crescita, non cresce invece quello delle nuove licenze software, che per la prima volta si arresta, dopo dieci anni continuati contraddistinti dal segno più. Guidano la crescita invece i ricavi relativi ai contratti di maintenance, fenomeno che indica come oramai il segmento sia ampiamente maturo.

Gartner segnala come oramai su 100 server complessivi in azienda quelli virtualizzati siano circa 75 e come la loro gestione sia nella maggior parte dei casi demandata alle soluzioni VMware, seguita da Microsoft con presenze significative di Citrix, Oracle e Red Hat, mentre si assiste però anche a una vera e propria ‘esplosione’ di vendor locali nel mercato cinese. Gartner segnala, con il rallentare della crescita del mercato di virtualizzazione dei server, il nuovo indirizzo verso sistemi operativi di virtualizzazione a container e ancora la rincorsa al cloud.

VMware vSphere Virtual Volumes
VMware vSphere Virtual Volumes

E’ interessante una specifica osservazione di approfondimento da parte di Michael Warrilow, research director per Gartner, che spiega: “Mentre le aziende con un ricco budget di spesa IT hanno fatto ricorso costante alla virtualizzazione dei server nel periodo tra il 2014 e il 2015 (dati consolidati), e continuano a farlo anche se questo mercato pure è vicino alla saturazione, è significativo come le organizzazioni con budget più piccoli prevedano di ricorrere meno a questa opportunità, di virtualizzazione on premise”.

La nostra lettura di questa osservazione si spinge oltre, indicando proprio nel cloud computing una possibilità alternativa alla virtualizzazione dei server on premise. Warrilow però segnala come le aziende stiano aumentando invece l’utilizzo di server senza software di virtualizzazione, con il 20 percento di questa ultima tipologia di aziende che pensa di arrivare ad avere meno di un terzo dei loro OS su server x86 virtualizzati, da qui al 2017, percentuale doppia rispetto anche solo allo scorso anno.

Le due osservazioni hanno un punto di incontro comune, come se le aziende si stessero indirizzando a mantenere i server on-premise non virtualizzati e a ricorrere per il resto alle soluzioni di cloud computing e a sfruttare l’approccio a container. Ed è possibile che la sfida lanciata dalle infrastrutture software defined e iperconvergenti dei sistemi integrati stiano offrendo un’ulteriore opzione di scelta.

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