Sharp e Panasonic a un passo dal precipizio

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crisi, conti economici al ribasso@shutterstock

Il crollo del mercato TV in Giappone e strade sbagliate a livello di strategie aziendali, sono alcuni dei motivi che potrebbero decretare la ‘scomparsa’ di Sharp e di Panasonic dalla scena

Sharp e Panasonic a un passo dal precipizio.

Il crollo del mercato TV in Giappone e strade sbagliate a livello di strategie aziendali, sono alcuni dei motivi che potrebbero decretare la ‘scomparsa’ di Sharp e di Panasonic dalla scena industriale.

Secondo ChannelBiz.co.uk, riportando le dichiarazioni di Bob Raikes, Principal Analyst di Meko, arrivano dopo un crollo dei risultati delle società in Giappone. Panasonic è scesa al livello più basso in 37, dopo l’ampliamento delle stime sulle perdite, i costi di ristrutturazione e il calo della domanda. Si prevede una perdita netta di 9,5 miliardi dollari per l’anno terminato il 31 marzo scorso, in calo rispetto alla proiezione di maggio d 62 miliardi di dollari di utile. La maggior parte della perdita di Panasonic è da imputarsi a oneri di ristrutturazione imputabili a rettifiche di valore su avviamenti sulle celle solari, sulle batterie al litio e le operazioni di telefonia mobile.

Tuttavia, secondo Raikes, una delle mosse più costose per l’azienda è che, insieme a Sharp, aveva “fatto grandi scommesse sui mercati dell’energia e solare per il futuro. Pochi anni fa sembrava un piano abbastanza buono, ma ora si sente che il mercato del pannello solare è in crisi, con la ristrutturazione enorme previsto “, ha accennato l’analista. crisi, conti economici al ribasso@shutterstock

L’elettronica giapponese versa in grave difficoltà. Dopo la maxi perdita, Sharp, un’azienda con 100 anni di Storia, è al tappeto. Sharp ha bond convertibili per 2.5 miliardi di dollari che matureranno nel 2013. Ma l’ex colosso giapponese, che oggi produce pannelli flat e Tv d’alta gamma, è prossimo alla bancarotta.

Sharp non è riuscita ad aggiudicarsi un investimento equity da 67 miliardi di dollari di Yen da parte di Terry Gou, il miliardario di Foxconn Technology Group. Sull’azienda giapponese pesa un’emorragia di 103 miliardi di yen in contanti a causa di operazioni della prima metà dell’anno. Sharp sente l’impatto della competizione di Samsung.

Se Sharp fallisse, causerebbe ingenti perdite di posti di lavoro, visto che impiega 55,216 dipenti, oltre alle perdite dei supplier. Il calo della domanda delle TV (tranne le Smart Tv) e lo yen forte fanno male anche ai conti di Sony e Panasonic.

Sharp ha Apple e Boeing fra i suoi clienti. Anche Panasonic registrerà perdite per 10 miliardi di dollari, e dovrà proseguire la ristrutturazione, dopo aver già licenziato 39.000 dipendenti. Sotto ristrutturrazione è anche Sony, il colosso che scommette sui nuovi ibridi Vaio con Windows 8 per recuperare terreno nel mercato Pc. Ma anche Sony è ancora in rosso, con una perdita netta di 198 milioni di dollari. La cura del Ceo Kazuo Hirai punta su tagli e una rifocalizzazione strategica, dopo che la divisione videogiochi ha registrato una flessione del 15,8%: Sony è stata così costretta a limare le stime di vendita di PSP e PS Vita da 12 a 10 milioni di unità. Il comparto fotocamere ha segnato un calo delle vendite del 16,7% (a 2,3 miliardi). Migliora, ma rimane in rosso, la divisione delle Tv Bravia. Invece sono rddoppiate rispetto allo scorso anno (+112,1%) le vendite del mercato Mobile: gli smartphone Xperia con Android registrano un fatturato di 3,85 miliardi di dollari.

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