Si fa presto a dire Euro

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Le visioni dei distributori Actebis Computer, Esprinet, Opengate, Pisani Distribuzione e Tech Data Italia sul passaggio alla nuova moneta

Una piccola-media impresa su quattro risulta in ritardo, a livello europeo, sulla tabella di marcia delladeguamento alleuro, ma secondo lultimo sondaggio della Commissione Ue, in Italia il 78% delle imprese avrebbe stilato un piano dazione per riconvertirsi, contro il 51% della media Ue. La stessa Commissione ammette che tutte le pmi europee non hanno ben chiari i tempi e stanno mancando dadottare misure che le rendano pronte in tempo. Il Belpaese è peraltro sopra la media comunitaria, le imprese in regola con il passaggio alleuro sono il 29% contro il 26% della media europea.
Ma davvero leuro è percepito in questo modo così pronto nel nostro Paese?
Non si direbbe vista la impressionante disinformazione di tutti a qualunque livello, riconosciuta da tutti gli organi dinformazione.
Ma cominciamo con i dati della ricerca di Unioncamere, Indagine Euro 2000 con dati limitati al primo semestre 2000 (che appare sul sito www.unioncamere.it/), relativa a 1.500 imprese appartenenti ai settori agricoltura, manifatturiero, artigianato, commercio e turismo. Si evidenzia il processo di avvicinamento alla moneta unica da parte delle imprese italiane. Secondo gli analisti di Unioncamere, rispetto al 1999 il processo dadattamento alleuro delle piccole e medie imprese nostrane è uscito dalla fase pionieristica e il 2000 ha rappresentato il primo anno di reale verifica di cosa concretamente le imprese hanno realizzato o stanno approntando.
Nonostante il miglioramento della performance – il 34,8% delle imprese del campione ha dichiarato di essere adeguato – il dato medio nasconde una parte della realtà quello italiano è un tessuto di imprese formato soprattutto da piccole e micro aziende orientate esclusivamente al mercato domestico che hanno valutato di non anticipare al 2000 il percorso di adattamento, sperimentando poco in termini informatici e di rapporti di credito; nellindagine non si è tenuto conto delle imprese senza addetti, quindi il dato generale è significativo per un universo di imprese che esclude proprio le aziende che avranno maggiori difficoltà alladeguamento e che hanno maggiore necessità dassistenza tecnica; visto che anche in altri Paesi della zona euro il processo di adeguamento non ha brillato, di fatto ha contribuito con la non richiesta di transazioni internazionali nella nuova valuta al rallentamento generale. Da ciò si trae la conclusione che un periodo di transizione così lungo (1999-2001), se per alcuni settori come la pubblica amministrazione centrale e locale era giustificato, in molti settori con forte presenza di piccole imprese come lartigianato e il commercio poteva essere senzaltro più breve. Inoltre, i risultati dellindagine dicono che a livello territoriale, il tradizionale schema interpretativo Nord/Sud è, ancora, purtroppo reale soprattutto perché la capacità dadattamento delle imprese è correlata al grado di sviluppo del territorio, che spesso è sinonimo di capacità dello stesso di mettere in rete le imprese del bacino e creare economie di scala in termini di diffusione dellinformazione e conoscenza finalizzata alladeguamento. Si evidenzia infatti che dove le realtà a vocazione distrettuale industriale e terziaria o comunque dove i sistemi locali di pmi sono diffusi, le aziende si sono rivelate più adeguate. Nel Nord/Est il 35% delle imprese dichiarano di essersi adattate e il 66,7% di essere molto/abbastanza informate così come in Emilia Romagna rispettivamente il 42,8% e il 59,1%. Tra chi dichiara di aver completato e chi di aver iniziato si raggiunge un 63,8%, in particolare nei settori agricoltura, manifatturiero e commercio, nelle imprese più strutturate e che esportano, soprattutto posizionate nelle regioni del Centro/Nord. Una verifica incrociata di questi dati è stata realizzata attraverso alcune variabili di controllo, quali la percentuale delle imprese che hanno affermato di aver sostenuto alcuni costi per ladattamento alleuro (il 32,1%) e quelle che hanno introdotto la dicitura euro nelle buste paga (il 33,6%), risultando simie al 34,9% che ha dichiarato il completamento. Ora le prossime fasi del processo devono interessare nellimmediato futuro le imprese a più piccole dimensioni in particolare localizzate nel Mezzogiorno; le imprese proiettate soprattutto su mercati locali; le società meno dinamiche o poco propense al cambiamento, in pratica le imprese che presentano maggiori criticità sia finanziarie sia di tipo organizzativo-strategico e che avranno un maggior bisogno di assistenza esterna.
Un ulteriore dato che emerge dallindagine Unioncamere è che le imprese richiedono supporti precisi, non limitati a sgravi fiscali ma, in ordine di preferenza a decrescere assistenza di tipo telefonico, assistenza tecnico/informatica, assistenza attraverso attività di sportello e formazione del personale. I prossimi mesi saranno i più difficili da percorrere per loro perciò i consulenti e i rivenditori che lavorano bene sul territorio, e magari fanno attività di formazione come chiesto dalle imprese, potranno cogliere loccasione di traghettare nuovi clienti, in passato ostici perfino da profilare, verso leuro.

Che si tratti di unoccasione da non perdere scaturisce anche da alcuni risultati dellultima analisi della società di ricerche Sirmi per Assintel sullimpatto delleuro sui sistemi gestionali (analisi realizzata su un campione di 1.001 aziende estratto casualmente tra le imprese italiane con oltre 10 dipendenti nei settori pubblica amministrazione, finanza, servizi, commercio e industria). Le percentuali maggiori rispetto alle strategie realizzate e previste per ladeguamento alleuro riguardano la realizzazione di un sistema informativo integrato, ladeguamento del sistema informativo e lavvio di corsi di formazione.
Anche CRN ha deciso di guardare dietro lapparente calma degli operatori per capire cosa stia succedendo nel mondo del canale, che si trova nel mezzo della catena del valore, anche per quanto riguarda i tempi di adozione di tutte le procedure nella nuova valuta da parte di fornitori e clienti. Per toccare con mano lo stato delle cose abbiamo chiesto ai distributori a che punto sono internamente e come vedono procedere il loro parco clienti/partner a monte e a valle della catena distributiva (vedere riquadro).
Seppure molti tra gli operatori del canale italiano abbiano già beneficiato della problematica Anno 2000 per tenere alti i loro margini con servizi di consulenza, installazione e formazione sulla problematica, secondo il Gartner Group il vero business remunerativo a lungo termine è seguire presso i clienti enterprise il progetto relativo alla problematica euro.
Si tratta di un investimento strategico che le società devono obbligatoriamente realizzare entro il2002 e, sempre secondo Gartner Group, avrebbe potuto coinvolgere investimenti da due a cinque volte quelli affrontati dalle imprese sul Millenium bug.
Secondo diverse fonti vicine ai piccoli imprenditori, come le associazioni di categoria, o per esempio lordine dei ragionieri commercialisti, la situazione è a dir poco preoccupante. Da una parte cè chi non si ricorda neppure le date fatidiche, dallaltra qualcuno rimanda il passaggio al sistema a doppia valuta a un weekend estivo, pensando di allenarsi in corso dopera. Il problema vero è che non ci saranno abbastanza amici, consulenti, software house e battitori liberi in grado di rispondere al picco di richieste che avverrà negli ultimi tre mesi dellanno. Soprattutto, la piccola e media impresa italiana non si rende conto che ci vogliono più ore di un weekend (48 ore) per convertire automaticamente i processi. Ma quel che si deve fare a mano è parecchio e serve una mentalità diffusa e allenata da parte del personale. Per esempio tutte le cifre presenti sui sistemi personali di calcolo degli addetti interni a unorganizzazione, vedi le migliaia di fogli Excel sui desktop, non possono essere aggiornate automaticamente. Chi, con quale competenza e quando farà questo lavoro?

Ma coloro che vanno a proporsi come
risolutori tecnici della problematica euro sono a loro volta pronti a lavorare con la nuova valuta, al loro interno e in relazione con lutenza finale business e consumer? Un buon metodo per evitare errori marchiani è che i rivenditori decidano di affidarsi a un distributore di riferimento, magari già in grado di mettere online una serie di form per realizzare ordini e fatture in doppia valuta o la consultazione di Q&A list sui problemi principali legati alle transazioni commerciali b2b. I distributori che hanno risposto alla nostra inchiesta si dichiarano in grado di mettere la propria esperienza a disposizione dei partner, sia per la conversione interna delle procedure, sia per quanto riguarda consigli su servizi di consulenza e training ai clienti finali. Tutte le domande circa dubbi su leggi e applicazioni possono essere lasciate sul sito della Commissione http://europa.eu.int/euro/.

Fino al 31 dicembre 2001 le imprese possono scegliere quando realizzare la conversione delle procedure interne, dei bilanci e dei listini, gli arrotondamenti consentiti per eccesso o difetto sono minimi. L1 gennaio 2002 inizia il periodo di circolazione di doppia valuta leuro per tutti i rapporti daffari, commerciali e finanziari; mentre le monete nazionali potranno essere usate solo per transazioni in contanti. Il 28 febbraio 2002 è la deadline per il passaggio definitivo totale alleuro. Le monete nazionali andranno fuori corso ma potranno essere cambiate per dieci anni in banca.

Coloro che pensano che si potrà avere un posticipo probabilmente saranno delusi dal fatto che le disposizioni europee non lasciano scappatoie allitaliana. Un piccolo esempio di quali saranno i problemi le modalità darrotondamento stabilite dalla normativa europea dicono che si deve eseguire alla seconda cifra decimale per le società che devono realizzare un inventario del magazzino con minuteria hanno pezzi singoli del valore inferiore a 1 lira, lo scarto sugli importi minimi può cambiare di molto i resoconti finali, in eccesso o in difetto. Ma non solo, anche molti uffici pubblici non sono a tuttoggi in grado di recepire documenti fiscali e pagamenti in euro.

Insomma, si può cogliere loccasione euro ma attenzione a mettersi in riga per primi, oppure le code di problematiche su ordini, fatture, inventari con i relativi contenziosi potranno bloccare il flusso fluido e veloce al quale lutilizzo di internet, per la gestione di rapporti business to business, aveva abituato i rivenditori più attenti alla tecnologia.

Luca Ronconi, managing director back-office di Actebis Computer
“Il Gruppo Actebis è impegnato nel processo di implementazione di Sap R/3 che entro la fine dell’anno sarà operativo in tutte le filiali e società del Gruppo. In particolare in Italia andremo ‘live’ l’1 settembre prossimo con tutti i moduli relativi alla gestione logistica, le vendite, il customer service e, ovviamente, i moduli relativi alla gestione amministrativa, finanziaria e del controllo di gestione. è stato quindi naturale inserire in questo progetto le problematiche relative alla conversione all’euro che verranno quindi risolte contestualmente all’implementazione di Sap; al primo di settembre il processo di conversione sarà terminato. Stante il fatto che il progetto euro è inserito e risolto all’interno del più generale progetto Sap, è estremamente difficile scorporarne i costi dal valore globale di investimenti e consulenza. Sicuramente la formazione del personale riveste un’importanza decisiva per il successo del progetto in quanto, contrariamente al sentire comune, non si tratta solo di un problema di impostare un coefficiente di conversione ma imparare a ragionare e gestire la propria area di competenza in una diversa valuta. Nell’ambito del progetto Sap abbiamo creato nel Gruppo una task force di circa 100 persone cui compete anche la responsabilità del progetto euro. A livello locale abbiamo una squadra di specialisti interna che coinvolge i ‘key user’ di tutte le funzioni coinvolte, oltre ad avvalerci della consulenza di Kpmg Consulting. La squadra non si interfaccia con il canale almeno in questa fase di attuazione. Non credo che nell’it ci sia una sensibilità nei confronti della transizione all’euro vistosamente più accentuata rispetto alla media delle aziende italiane. In effetti solo con alcuni vendor, per esempio Hp, abbiamo avviato uno scambio di informazioni inerenti ai tempi e alle modalità della transizione all’euro volti anche a conoscere in anticipo eventuali necessità in ordine a fatturazioni, ordini eccetera. Finora le richieste ricevute dai partner sono state essenzialmente informative, fatte salve poche eccezioni di clienti che hanno richiesto la fatturazione in euro. Actebis Italia opererà in regime di doppia valuta dall’1 settembre al 31 dicembre 2001. In altre parole, l’euro sarà considerato valuta locale mentre la lira sarà considerata ‘valuta straniera’. I nostri partner in realtà non avranno alcun tipo di conseguenza a causa di questa gestione dato che continueremo a gestire tutte transazioni commerciali in Lire (pricing, ordini, fatture…) mentre l’euro costituirà la valuta di conto per le registrazioni amministrative e fiscali. In questo modo il passaggio all’euro come valuta unica dal 1 gennaio 2002 avverrà senza alcuna difficoltà. Difficile rispondere circa la determinante del successo del nuovo regime. In realtà sarà la capacità dell’euro di affermarsi come valuta di conto nelle transazioni internazionali. Finché si è trattato di una valuta ‘virtuale’ ciò è accaduto in misura minima e difatti per tutto il triennio di transizione il dollaro americano è rimasta la vera valuta di regolazione delle transazioni extra Ue per il mercato dell’it. Laddove alla nuova dimensione ‘reale’ acquisita dall’euro a partire dal prossimo gennaio si accompagnasse una crescita significativa del suo utilizzo come valuta di regolazione al posto del dollaro, potrebbe davvero determinarsi una crescita del business grazie soprattutto all’annullamento vero del rischio di cambio”.

Roberto Mondonico, responsabile direzione tecnologie e organizzazione di Esprinet
“Tutto il ciclo passivo (dall’emissione ordine al fornitore fino alla registrazione delle fatture di acquisto) ha la possibilità di essere gestito in euro; a oggi il numero di fornitori che sfrutta questa possibilità è limitato (poco più di 10). è in corso di fine tuning il ciclo attivo (dalla gestione dei listini cliente alla presa ordine, consegna e fatturazione) che verrà abilitato a partire dalla metà di maggio. La logica che comunque seguiremo sarà quella di ‘fornire possibilità’ e non di ‘obbligare’ sia i clienti sia i fornitori ad adottare l’euro. Il programma euro di Esprinet è gestito direttamente dalla Direzione tecnologie e organizzazione (Dto). Abbiamo inoltre due risorse esterne full time dedicate al progetto euro stanno effettuando gli interventi, peraltro modesti, ai sistemi informativi (prevalentemente l’aggiunta dei decimali nelle varie stampe). Non sono previsti interventi hardware significativi. La Dto ha già effettuato varie sessioni di formazione sul tema; materiale divulgativo è stato inserito nella intranet aziendale e ulteriori sessioni di training saranno erogate anche su aspetti di ‘vita quotidiana’, per esempio cedolini e impatti sui propri conti correnti. E’ inoltre previsto l’inserimento sul nostro sito web di una sezione dedicata al tema euro da cui forniremo supporto sia ai clienti sia ai fornitori che desiderano attivare con noi rapporti in euro. Sono pochissimi i fornitori che a oggi sono in grado di gestire rapporti commerciali in euro; paradossalmente anche le grandi multinazionali dimostrano latenza sul tema. Sul canale l’interesse sembra invece maggiore (pur rimanendo l’eccezione) anche perché una parte del canale è formata dai var che a loro volta forniscono soluzioni euro ai propri clienti finali. Per sua natura l’adozione dell’euro presuppone un passaggio totale alla nuova valuta (listini, ordini, fatture, pagamenti) e quindi non ha senso parlare di richieste su singoli aspetti. Comunque, le richieste di ‘migrazione’ sono sicuramente più numerose, anche in percentuale, da parte del canale. La possibilità/necessità di anticipare il più possibile l’adozione dell’euro diviene elemento fondamentale per garantire il buon funzionamento dell’azienda anche a cavallo dell’anno solare, periodo tipicamente critico nel nostro settore. Questo ci spinge quindi a iniziare rapporti in euro il più presto possibile. D’altronde non possiamo imporre nessuna adozione né a fornitori né a clienti e quindi il mantenimento di rapporti in doppia valuta diviene elemento fondamentale per garantire la continuità del rapporto commerciale, oltre che essere leva fondamentale di ‘partner satisfaction’. Riteniamo che il mercato non potrà che trarre giovamento dalle politiche di pricing più uniformi che deriveranno dall’adozione completa a livello europeo; sicuramente i distributori che per primi adegueranno la propria azienda all’euro non potranno che trarre beneficio dalla potenziale riduzione di operatività di quei distributori che adotteranno la moneta unica solo a fine anno. Diviene quindi fondamentale per i partner selezionare da subito i distributori ‘euro compliant’ per evitarsi tutte le turbolenze (errate fatture, mancate consegne, problemi di pricing) che potrebbero generarsi alla fine dell’anno 2001”.

Giampiero Grisetti, chief information officer di Opengate Group

“In questo momento Opengate espone semplicemente sui documenti e sul sito web di b2b i valori sia in lira che in euro. Da gennaio siamo partiti con il progetto euro che prevede lo startup con l’azienda completamente in coincidenza con la partenza del nuovo anno fiscale che è l’1 settembre 2001.

Il progetto prevede 100 giorni uomo di conversione della parte Finance e Distribution e circa 60 giorni uomo per controlli, quadrature, ecc. Sono previsti circa 20 giorni uomo per eventuali sistemazioni di screen e tabulati, inoltre stiamo pianificando la formazione per tutte le persone operative che certamente andrà fatta. Abbiamo una task force dedicata al progetto euro dove sono rappresentati tutti i settori dell’azienda. Compreso anche personale delle vendite e del marketing che si occuperà di relazionarsi con clienti e fornitori, chiarendo e favorendo i processi di interfacciamento. Per quanto riguarda i nostri partner, già da qualche mese i nostri principali partner hanno cominciato a darci visibilità delle loro attività riguardo al tema, attività che, comunque, riteniamo troveranno attuazione solo a partire dal 1 gennaio 2002. Per il momento sono ancora pochi i clienti che stanno chiedendo l’emissione di documenti in euro. Dal primo settembre, inizio del nostro anno fiscale, Opengate opererà in euro considerando la lira come una valuta estera, quindi fino al 31 dicembre 2001 si darà la possibilità ai clienti e ai fornitori di operare ancora in lire.Noi crediamo che anche questo cambiamento epocale dell’euro, come tutte le Implementazioni di sistemi che comportano eventuali upgrade hardware o software portano business per operatori informatici come noi; dal punto di vista utente, invece, crediamo che un mercato meno condizionato da rischi di cambio e oscillazioni imprevedibili, possa solo essere un vantaggio”.
Domenico Pisani, presidente e amministratore delegato di Pisani Distribuzione
“Per quanto riguarda la conversione dei nostri processi aziendali, Pisani Distribuzione è nella fase applicativa e di test. Sono già a regime alcuni aspetti amministrativi. Certamente avendo analizzato che l’impegno in termini generali è sensibile, così pure i tempi che occorrono (e occorreranno) per la formazione del personale interno ed esterno, Pisani ha predisposto una task force composta da tutti i responsabili di settore che tengono anche i rapporti con il canale.Rispetto ai nostri partner vediamo che si stanno ovviamente organizzando per il passaggio, e già alcuni sembrano essere potenzialmente operativi sulla nuova valuta. Per esempio, qualche vendor si è già attivato con procedure euro richiedendoci procedure conformi per ordini, pagamenti (e fatture). La nostra intenzione è quella di avvicinarci al passaggio in maniera graduale: nella prima fase, prevista tra luglio e settembre, avremo un listino in doppia valuta lira/euro; nella seconda fase, tra ottobre e dicembre, avremo i listini in ordine invertito (euro/lire) per passare infine alla sola valorizzazione in euro a far data dall’1 gennaio 2002. Abbiamo inoltre previsto un particolare supporto alla nostra rete di rivenditori che permetterà loro di fornire valido aiuto nei confronti dell’utenza finale, sia aziendale sia consumer. Noi riteniamo che l’impatto iniziale genererà una fase di attesa da parte dell’utenza finale che dovrà assorbire fino in fondo la nuova divisa e abituarsi a convivere con nuovi rapporti; successivamente (ovviamente) si tornerà alla normalità del business. Per quanto riguarda le opportunità (e le maggiori sfide commerciali), sicuramente ci aspettiamo un mercato allargato a tutti i Paesi nell’area euro”.
Paolo Strina, country manager di Tech Data Italia
“Tech Data Italia è euro-compliant al 100% già dallo scorso 19 febbraio. I nostri sistemi informativi – dai sistemi amministrativo-contabili sino ai nostri tool di e-commerce – lavorano in base euro. Le nostre persone imputano tutte le cifre a sistema in euro, emettiamo assegni ai fornitori in euro e i nostri report interni sono tutti in euro. Questo facilita anche i rapporti con la sede europea poiché ormai parliamo tutti la stessa ‘lingua’, almeno in termini contabili e di reportistica. Ai nostri clienti offriamo invece la doppia visualizzazione (lira ed euro) per cercare di guidarli in modo morbido alla transizione. I prezzi in OnLine Catalog e Fire! sono visualizzabili a piacere in una delle due valute e accettiamo ordini sia in lire che euro. Emettiamo fatture in euro ma indicando il relativo controvalore in lire. Invece le promozioni e le offerte sono emesse tutte in euro perché riteniamo che il mercato debba adattarsi a ragionare in base alla nuova valuta. Il progetto euro ha avuto un respiro ampio, sia in termini di tempo che di risorse e di persone coinvolte. Si può dire che il progetto sia partito nel 1998 (a dicembre di quell’anno l’euro è stato inserito a sistema come valuta alternativa alla lira) e che terminerà nel 2002, quando dovremo rimuovere la lira dai sistemi informativi. Più in specifico, il progetto che ci ha portato a lavorare in base euro è cominciato lo scorso settembre 2000. Un team di 12 persone, sotto la responsabilità di Michele Cornaggia, nostro tresaury manager ed euro project leader, e di Giovanni Pedrotti, Is manager, ha lavorato intensamente secondo un piano preciso, scandito da incontri settimanali di verifica. Ci siamo avvalsi anche della consulenza di Arthur Andersen che ci ha garantito la piena conformità sotto il profilo amministrativo-fiscale. Intorno al cosiddetto core team hanno lavorato circa 50 persone, tutte coinvolte nel ‘fatidico’ weekend di conversione del 17 e 18 febbraio. Tutte le funzioni aziendali sono state coinvolte e tutte le procedure sono state più volte provate in un ambiente di test appositamente creato, come replica del nostro sistema informativo. Per il successo dell’operazione è stata utile l’esperienza del precedente progetto Y2K, dal quale abbiamo mutuato le metodologie di lavoro e di test dei programmi. È stata anche una buona occasione per rivedere le nostre procedure interne, anche in vista della certificazione Iso-9000 prevista nell’ultimo trimestre dell’anno. Il team euro non è andato in pensione dopo la conversione. Continua il suo lavoro focalizzandosi soprattutto sulla formazione interna, in modo che il nostro personale possa offrire ai clienti la necessaria competenza in materia. L’informazione al canale è stato uno dei tratti costanti del nostro progetto, a partire dagli invii di mailing mirati ai nostri rivenditori e ai nostri vendor partner, sino al retro della nostra fattura dove si possono trovare tutti i riferimenti normativi. Ora nel nostro sito web esiste una sezione dedicata all’euro www.techdataitalia.com, che include una serie di domande e risposte sulle problematiche più comuni.La percezione che abbiamo dal mercato è di essere partiti in pole position nella corsa all’euro. Oltre a essere il primo distributore in Italia ad adottare l’euro siamo stati anche i primi in Europa all’interno del gruppo Tech Data. I nostri partner vendor si stanno tutti muovendo abbastanza velocemente verso l’euro, per cui non abbiamo riscontrato significativi problemi di interconnessione. Chi non si è mosso per tempo avrà sicuramente problemi perché c’è una scarsità di personale tecnico necessario a supportare una conversione così massiccia dei sistemi informativi. Abbiamo giocato d’anticipo e siamo stati normalmente noi a contattare i partner (clienti, vendor, corrieri, banche, fornitori di servizi) per affrontare la problematica. Abbiamo trovato collaborazione, anche perché ci siamo dimostrati flessibili: per esempio le fatture e le comunicazione ai clienti sono espressi in euro con controvalore in lire. Al nostro interno ragioniamo in euro, ma non possiamo pretendere che tutti si adattino immediatamente alla nuova situazione. Diciamo che ci siamo dati un ruolo di guida sul mercato, essendo un’azienda leader nel settore. Sino a fine anno offriremo i dati in doppia valuta. Riteniamo che nell’ultimo trimestre dell’anno ci sarà un inevitabile adeguamento di tutto il mercato all’euro. Noi saremo già pronti e forti di mesi di esperienza.

Noi crediamo che in un mercato sempre più globale l’effetto dell’euro sarà di maggior trasparenza. Un fatto positivo anche per il nostro canale. Certo aumenterà la concorrenza perché la protezione rappresentata dai confini nazionali verrà pian piano a cadere. Tech Data si sta già preparando a gestire il business in ottica paneuropea attraverso strutture centralizzate focalizzate sui business più verticali. Siamo soddisfatti della nostra migrazione all’euro. Tech Data si è mossa in anticipo sul mercato perché è, e vuole essere, di supporto alla comunità dei rivenditori in questo passaggio epocale”.