Sicurezza Byod: aziende consapevoli del pericolo ma non troppo

News
byod@shutterstock

Secondo un’indagine condotta da F-Secure l’87% delle società i cui dipendenti usano dispositivi personali per svolgere il lavoro sono consapevoli che la sicurezza è una sfida più complessa, tuttavia molte non la considerano una questione al pari degli altri fronti in cui è prioritaria la sicurezza aziendale

Byod: aziende consapevoli che la sicurezza è in pericolo ma, forse, non sono del tutto convinte della portata delle minacce e dei disastri che si potrebbero avere.

Secondo un’indagine condotta da F-Secure che ha raccolto i dati di 1780 responsabili It in tutta Europa su aziende con 25 o più dipendenti e totalizzando un campione di 1278 professionisti che hanno risposto, l’87% delle società i cui dipendenti usano dispositivi personali per svolgere il proprio lavoro sono consapevoli che, proprio per questo motivo, la sicurezza è una sfida più complessa e tuttavia molte non la considerano una questione al pari degli altri fronti in cui è prioritaria la sicurezza aziendale.

Dallo studio è emerso che molte aziende hanno un’idea generica della necessità di una sicurezza affidabile, ma che spesso non sono in grado di convertirla in sistemi di protezione specifici e concreti. Sebbene il 92% degli intervistati sia d’accordo sul fatto che la gestione della sicurezza diventerà prioritaria nei prossimi 12 mesi e l’87% affermi che la tendenza ad utilizzare i dispositivi personali per scopi lavorativi rende la sicurezza una sfida più complessa, solamente il 36% dispone di una soluzione per la gestione dei dispositivi mobili che protegga dai rischi di sicurezza legati ai Byod. F-Secure-Infographic-Businesses-Beware-ENG-5

Questo problema è stato riscontrato nelle aziende con 25-199 dipendenti, che non riescono a stare alla pari delle aziende più grandi nella protezione dei dispositivi Byod e dei dispositivi mobili in generale. Tra le lacune specifiche di questo segmento si evidenzia che: solo il 29% possiede una soluzione di gestione dei dispositivi mobili, rispetto al 36% della media del campione; solo il 29% implementa soluzioni di sicurezza mobile per telefoni e tablet, rispetto al 37% della media del campione; solo il 41% usa reti VPN, rispetto al 50% della media del campione. Il segmento annovera tra le maggiori priorità odierne la fluidità delle operazioni IT, la protezione antivirus e anti-malware e la protezione contro attacchi informatici mirati al furto di informazioni finanziarie, proprietà intellettuale e dati di dipendenti e clienti, mentre definisce meno prioritaria la messa in sicurezza di intere gamme di dispositivi o, in altre parole, la sicurezza mobile.

Secondo Jarno Niemela, F-Secure Security Researcher, considerare in modo erroneo la peculiare necessità di protezione dei dispositivi Byod rappresenta una seria lacuna nella sicurezza degli endpoint e questo potrebbe esporre le aziende proprio a quei problemi che tentano di evitare. “Immaginare che la sicurezza dell’endpoint sia una priorità minore, ovvero negare la necessità di sicurezza dei dispositivi Byod vuol dire essenzialmente evitare di occuparsi dei rischi dovuti a politiche di sicurezza lassiste, e questo lascia le aziende in balia degli incidenti che esse tentano di impedire”, ha affermato Niemela. “Mettereste in funzione un Pc aziendale che non dispone di un sistema di sicurezza dell’endpoint? Ovviamente no. Allora perché fornire accesso a e-mail o altri patrimoni aziendali da dispositivi Byod non sicuri?”.

Quiz – Byod e dispositivi mobili, questi sconosciuti in azienda

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore