Sini (Retelit): dopo le Tlc portiamo l’infrastruttura all’Ict

NewsStrategie

Giuseppe Sini, direttore commerciale di Retelit, spiega la strategia della società: dalle Tlc, anche nel 2012 ci sarà un forte investimento nel settore Ict e il prossimo anno in previsione un business partner program

L’Ict ha bisogno di cloud, virtualizzazione e infrastruttura. “Oggi ci sono i margini per operare ma nella fascia medio alta e intermedia non ci sono player. Noi ci poniamo come partner infrastrutturale”. A parlare è Giuseppe Sini, direttore commerciale di Retelit, operatore italiano di servizi dati e infrastrutture wholesale per il mercato delle telecomunicazioni.

Da quest’anno, l’offerta della società si è estesa anche a mercati complementari, come quello dell’Ict, grazie a oltre 16 mila metri quadrati di spazi attrezzati per l’housing di soluzioni di cloud computing. “Maggiore portafoglio servizi da infrastrutture – fa notare Sini – abbiamo lanciato servizi evoluti per individuare e supportare un mercato con esigenze importanti verso quelli che non sono servizi verticali, come per esempio il disaster recovery e la business continuity”.

Diciannove data center sparsi per tutta Italia “e nelle città più strategicamente interessanti, laddove ci siano assembramenti e latenze, siamo in grado di coprirle grazie ai nostri 19 datacenter connessi in fibra che, per alcuni tipi di applicazione, hanno caratteristiche appetibili sul mercato. E’ il caso dei segmenti finance e assicurazione, settori che hanno necessità soprattutto per il discorso di solvenza, disaster recovery ”, spiega Sini.

E non solo. Incubatori, poli tecnologici, business angel sono alcune delle nuove realtà a cui Retelit si avvicina per sviluppare la crescita anche nel mondo dei servizi infrastrutturali Ict. Una nota di Retelit fa sapere di aver perfezionato una nuova offerta di servizi di housing e connettività ad alto valore aggiunto. “Le nuove offerte sono su misura – fa sapere Sini in una nota – per favorire l’adozione di piattaforme di data center in rete per piccole realtà agli esordi in fase di start up”.

L’offerta per loro è di due tipi: convenzione e accordo di partnership. Mel primo caso Retelit propone contratti di fornitura alle start up associate al Polo, all’incubatore convenzionato a condizioni economiche particolari prevedendo pacchetti standard e soluzioni personalizzabili. Nel caso di accordi di partnership, Retelit mette a disposizione degli incubatori d’impresa la piattaforma tecnologica dei servizi Ict, da utilizzare per servire le proprie aziende start up a un costo inferiore rispetto alla fornitura dei singoli servizi Ict. “L’incubatore potrà a sua volta fornire i servizi Ict come parte integrante del proprio portafoglio. In questo caso – spiega Sini – il valore dell’erogazione sarà pari al prezzo di mercato dei servizi offerti alle proprie imprese, mentre il costo effettivo sostenuto sarà inferiore, grazie alle economie di scala realizzate da noi”, afferma.

Sono sostanzialmente system integrator e provider le realtà con cui sottoscriviamo partnership. E nel 2012 la società continuerà a sviluppare il segmento Ict avvicinandosi a imprese medie dell’Ict. “Non facciamo cloud – precisa Sini – ma ne siamo abilitati attraverso la nostra infrastruttura e non facciamo nemmeno offerta Iaas dato che ci sono già partner che lo fanno e il mercato riconosce queste realtà”, spiega Sini.

Per quanto riguarda il canale, così come tradizionalmente conosciuto, Sini spiega che “Retelit non ha reti di agenti ma nel 2012 realizzeremo un business partner program con partnership sulla fascia alta del mercato”. Sini spiega che Retelit non vende server virtuale tuttavia se una realtà “Pmi avesse bisogno di accesso Internet lo può prendere da noi”.

Sini spiega il valore cruciale della rete per i datacenter e la garanzia di neutralità degli stessi e anticipa un workshop a Padova, il 15 novembre sui servizi e le realtà Ict.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore