Smaltimento dei rifiuti tecnologici, ERP soddisfatta dice la sua

Strategie

Da metà aprile, sono entrate in vigore le nuove norme europee sullo smaltimento dei rifiuti “tecnologici” che hanno portato importanti novità per la gestione di pannelli fotovoltaici, dispositivi elettronici “dual use” e piccoli elettrodomestici ma anche l’introduzione di uno statuto unico che regolamenterà in modo uniforme i sistemi collettivi presenti sul territorio

Da metà aprile, sono entrate in vigore le nuove norme europee sullo smaltimento dei rifiuti “tecnologici” che hanno portato importanti novità per la gestione di pannelli fotovoltaici, dispositivi elettronici “dual use” e piccoli elettrodomestici ma anche l’introduzione di uno statuto unico che regolamenterà in modo uniforme i sistemi collettivi presenti sul territorio.

ERP (European Recycling Platform) Italia gestisce in tutta Italia le attività di raccolta e smaltimento per conto di importanti produttori nazionali e internazionali. Questo posizionamento conferisce particolare autorevolezza all’analisi di ERP Italia sui principali cambiamenti introdotti dalla normativa per i vari attori della filiera.

In generale, il recepimento della nuova Direttiva si pone l’obiettivo di potenziare il sistema di raccolta in tutta Italia, rendendolo più capillare ed efficiente, nell’ottica di incrementare i volumi di RAEE raccolti e agevolare il conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini. In questa direzione vanno, ad esempio, le disposizioni che prevedono l’obbligo di ritiro cosiddetto 1:0 dei piccoli RAEE da parte della grande distribuzione. I cittadini in questo caso potranno conferire gratuitamente il proprio piccolo RAEE a un punto vendita di grandi dimensioni, senza obbligo di acquisto di una nuova apparecchiatura.Alberto Canni Ferrari

Inoltre, le nuove norme equiparano i rifiuti da pannelli fotovoltaici esausti a quelli da apparecchiature elettriche ed elettroniche ed è stata confermata anche l’assimilazione degli strumenti “dual use”.

“Siamo soddisfatti delle novità riguardanti i dispositivi dual use e la norma legata all’1:0; siamo contenti perché rappresentano possibilità concrete per raggiungere i nuovi obiettivi di target.” “Bisognerà, invece, valutare bene tecnicamente come raccogliere i pannelli fotovoltaici poiché hanno caratteristiche tali da non poterli equiparare ad altri prodotti presenti nella categoria R4.” dichiara Alberto Canni Ferrari, Country General Manager di ERP Italia – “ERP Italia è strutturata da tempo per conformarsi ai nuovi requisiti stabiliti dal legislatore e la nostra attività proseguirà con il medesimo approccio, impegnandosi ancora di più per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla nuova Direttiva.”

Per quanto riguarda l’introduzione di uno statuto unico, il nuovo Decreto RAEE (D.Lgs 49/14) prevede che i sistemi collettivi debbano essere organizzati con personalità giuridica senza scopo di lucro. A questo scopo il Ministero dell’Ambiente dovrà pubblicare uno statuto tipo cui tutti i sistemi collettivi dovranno uniformarsi.

“La previsione dello statuto tipo rappresenta sicuramente un tema delicato visto che, in Italia, esistono 16 sistemi collettivi con strutture e organizzazioni specifiche e proposte commerciali differenti che costituiscono la fonte della loro competitività e, quindi, della loro ragione di esistere. Questi soggetti si sono sinora legittimamente organizzati e hanno operato secondo le normative previste sin dal 2007.” precisa Alberto Canni Ferrari – “Con la nuova direttiva, la normativa europea continua a prevedere ampia libertà di organizzazione per i produttori che potranno prevedere anche di gestire individualmente la conformità RAEE. Sarà fondamentale che il Ministero dell’Ambiente, nel definire le caratteristiche dello statuto tipo, tenga in considerazione questo fattore così come altri di pari importanza quali, ad esempio, le regole di governance e, di conseguenza, di partecipazione dei produttori all’interno dei sistemi collettivi in modo da non snaturare il contesto competitivo con il rischio di penalizzare alcuni sistemi collettivi.”

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