Smart City, crescono gli oggetti interconnessi via Sim dati

Strategie
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Secondo l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano In Italia il numero di oggetti interconnessi tramite Sim dati è arrivato a 5 milioni, crescendo del 25% rispetto al 2011

In Italia il numero di oggetti interconnessi tramite Sim dati è arrivato a 5 milioni, crescendo del 25% rispetto al 2011 (contro il 13% dell’anno precedente). Il mercato legato a queste soluzioni vale oltre 800 milioni di euro. Resta limitata la diffusione di soluzioni che facciano ricorso a tecnologie di comunicazione diverse da quella cellulare, ma vi sono alcuni ambiti specifici promettenti, tra cui in particolare quello delle Smart City, per il monitoraggio e la gestione degli elementi della città. Sono alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno “Attenda, la stiamo collegando all’oggetto desiderato”, che si è tenuto presso l’Aula Rogers del Politecnico di Milano.sim, sim card@shutterstock

Riguardo il concetto di ‘Smart City’, l’Osservatorio ha effettuato un’analisi tecnica ed economica su una città di 70mila abitanti che applica il concetto di interconnessione e monitoraggio su, per esempio, illuminazione pubblica e gestione dei rifiuti. Ne emerge che ci sarebbero dei risparmi significativi compresi tra il 25% e il 50% dei costi di investimento e tra il 50% e il 70% dei costi operativi rispetto al caso in cui ciascun servizio sia implementato indipendentemente dagli altri. “L’Internet of Things è un paradigma tecnologico dal potenziale applicativo sconfinato che può avere impatti importanti sulle attività di imprese e pubbliche amministrazioni, oltre che modificare in meglio la vita delle persone”, dice Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Le applicazioni di Internet of Things più diffuse in Italia sono nell’ambito Smart Car (la connessione tra veicoli o tra questi e l’infrastruttura circostante), che riguarda il 42% del totale degli oggetti connessi. Si tratta soprattutto di box GPS/GPRS per la localizzazione dei veicoli privati e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative, oppure soluzioni per la fornitura di informazioni geo-referenziate sulla situazione del traffico (Infomobility) su smartphone o dispositivi ad hoc.

Seguono, con 1,4 milioni di oggetti intelligenti, lo Smart Metering (i contatori intelligenti per la misura dei consumi, la corretta fatturazione e la telegestione) e lo Smart Asset Management (la gestione in remoto di asset di valore) nelle Utility. Le soluzioni più diffuse si hanno nel settore elettrico per la trasmissione dei dati di consumo da parte delle cabine secondarie, ma iniziano a crescere – sulla spinta della normativa – i contatori intelligenti per misurare i consumi di gas delle utenze industriali e le soluzioni per la contabilizzazione dei consumi condominiali relativi al riscaldamento. Oltre alle applicazioni nelle Utility, lo Smart Asset Management conta circa altri 500 mila oggetti connessi (pari al 10% del totale) per soluzioni “semplici” che rispondono a esigenze specifiche, come la rilevazione di manomissioni e la verifica della posizione delle Gambling Machine, oppure il monitoraggio del funzionamento degli ascensori.

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