Software: Truffle 100 Europe, tre italiane in classifica

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La nona edizione della classifica delle 100 principali software house europee realizzata da Truffle (“Truffle 100 Europe”) dà alcune indicazioni forti dell’andamento complessivo del mercato del software, che sta vivendo un periodo di transizione. Tre le italiane: Zucchetti, Reply e Gruppo Engineering. In Europa Sap rimane la prima

La nona edizione della classifica delle 100 principali software house europee realizzata da Truffle (“Truffle 100 Europe”) in collaborazione con IDC, CXP Group (che ha condotto l’indagine) e ESSEC Business School porta quest’anno con sé non solo un ranking preciso delle aziende che stanno continuando ad investire sullo sviluppo applicativo ma alcune indicazioni forti dell’andamento complessivo del mercato. In difficoltà.

Truffle Top 100Alcuni segnali sono molto forti: è la prima volta dal 2006, anno della prima pubblicazione della ricerca, che i produttori di software europei vivono una situazione di alto rischio in un mercato nel quale la concorrenza globale è in aumento e sono in corso radicali cambiamenti di paradigma dei modelli di business (SaaS) e delle tecnologie (mobile), oltre alla costante pressioni sui prezzi. “E’ un momento in cui l’industria europea del software merita attenzione – ha dichiarato Bernard-Louis Roques, General Partner and a co-founder of Truffle Capitalperché sta attraversando una fase in cui gli investimenti sono superiori alle entrate. Può durare questa situazione? Le aziende non sono i governi: per quanto tempo possono vivere in deficit, in un momento in cui i tassi di crescita sono in diminuzione drasticamente (+ 2% lo scorso anno ) e ci sono profondi cambiamenti nel business del software? Non c’è altra scelta che investire nel futuro, soprattutto ora che siamo alla vigilia della transizione inevitabile verso Saas e mobile”.

Siamo in una fase in cui le aziende necessitano di maggiori risorse per rilanciare la propria attività, ma nello stesso tempo hanno un accesso ridotto ai capitali. Segnali che richiederebbero secondo Roques incentivi e riduzione della tassazione sulla ricerca e sviluppo: perché, se è vero che la ricerca e sviluppo cresce, cresce a un tasso ridotto rispetto al passato (10%) e contribuisce solo per l’1% alla creazione di nuovi posti di lavoro in R&D, risultando poco più che stagnante.

Alcuni dati emersi dalla classifica, rispetto alla scorsa edizione: complessivamente si registra un incremento nel fatturato delle prime 100 software house, anche se solo del 2.7%, che porta l’intero giro d’affari del settore a 42.2 miliardi di euro contro i 41.1 miliardi del 2012 (e i 37.2 miliardi del 2011).

Le prime 25 aziende in classifica sono responsabili del 75% del fatturato globale e 50 aziende hanno fatturati superiori a 200 milioni di euro (rispetto alle 42 del 2012);  67 aziende registrano 100 milioni di fatturato (contro 62 dell’anno precedente), 98 aziende hanno un giro d’affari da 50 milioni (contro le 97 del 2012). Si registra un ritorno alla profittabilità, da 5.8 miliardi del 2012 ai 6.3 miliardi del 2014, con una crescita prossima al 10%.

Il fenomeno dell’accentramento del mercato, frutto di fusioni e di acquisizioni, rimane a livello europeo molto evidente, tant’è che le cinque principali aziende registrano in termini di vendite e di profitto il 53% del valore di mercato.
Aziende che rimarcano come i tre principali paesi del settore continuano ad essere Germania, Francia e Uk. Le dieci software house al vertice della classifica sono invariate: la tedesca Sap continua ad essere la numero uno, seguita dalla francese Dassault Systems, dall’inglese Sage, dalla svedese Hexagon, e a ruota da Wincor Nixdorf, Asseco Group, Software AG, Datev, Wolters Kluwer e Swift al decimo post.

Le aziende italiane presenti sono Zucchetti al 53esimo posto, con un fatturato derivante da software e servizi pari a 273 milioni di euro su 315 milioni di euro di fatturato complessivo, con 1000 impiegati in ricerca e sviluppo; Reply al 36esimo, con fatturato software e servizi pari a 265 milioni di euro su 560.2 milioni complessivi e 390 persone dedicate alla ricerca e sviluppo; Gruppo Engineering al 67esimo posto con 87.8 milioni di euro da software e servizi su 800.1 milioni di fatturato e con 287 persone in R&D.

“L’industria europea del software è attualmente in una fase di transizione massiccia, dove i trend dettati dai consumatori, legati a smartphone, tablet, social network, analisi predittiva e cloud computing, stanno impattando sul software pacchettizzato e sulle aspettative degli utenti che nella vita privata utilizzano Google, si interfcciano con Facebook e acquistano su Amazon – ribadisce Bo Lykkegaard, Research Analyst di IDC -. Gli utenti non sono più disposti ad accettare vecchi stili pc-driven che non ottimizzino la loro fruizione di tablet e mobile. Quegli ISV lenti ad adattarsi alle nuove tendenze dei consumatori perdono terreno, mentre coloro che innovano registrano crescite in market share e in valore. In Europa, la transizione che la tecnologia sta vivendo richiede anche la formazione di nuove competenze che riguardano il cloud e le tecnologie end user, oltre ovviamente a un investimento significativo in una migliore infrastruttura a banda larga per spingere l’adozione di nuovi modelli di software basato sul cloud “. Questo porterà a una nuova ondata di innovazione anche nel software enterprise, sulla scia di quando spinto dal mondo consumer.Truffle Exceptional Commitment Innovation

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