Sticotti (Ca Technologies): Aziende distratte sul ripristino dei dati

Strategie
Gianpaolo Sticotti, Channel Sales Director di CA Technologies

Giampaolo Sticotti, channel sales Data management Csu Ca Technologies, spiega i risultati dell’indagine ‘Insights: Data Protection and the Cloud 2011’ e l’approccio al cloud delle imprese. Focus sul back up ma poco sui tempi di ripristino

Disaster recovery, data protection, back up: le aziende sono informate, si, ma lo sono di meno quando si chiede loro di parlare di ‘tempo di ripristino’. Si perchè va bene fare il back up dei dati, ma se i tempi di ripristino sono mediamente lunghi si traducono in costi e perdita di produttività per l’azienda stessa. E’ questa l’analisi che emerge da un incontro con Giampaolo Sticotti, channel sales Data Management Csu Ca Technologies, che ha spiegato la nuova indagine della società dal titolo: ‘Insights: Data Protection and the Cloud 2011’.

Quello che è emerso è sia il proliferare di episodi di perdita dei dati sia l’urgente necessità di investire in soluzioni cloud. “L’indagine ha coinvolto 202 aziende italiane per un totale di circa 2 mila in tutta Europa e a domanda su cosa le stesse aziende pensino di fare per il disaster recovery e in che misura avessero investito o avessero in previsione di investire per il 2011, l’81% delle imprese interpellate ha risposto investimenti piatti o poco crescenti e, di questa percentuale, il 27% ha sottolineato investimenti crescenti”, spiega Sticotti che sottolinea come l’81% delle imprese intervistate creda nel cloud pubblico.

E quanti credono in progetti di data protection in ambito disaster recovery? “Solo il 26% afferma di non avere progetti, poco più del 50% si vede possibilista mentre il resto afferma di avere già progetti  in corso e l’Italia si riconosce nella media europea per avere intenzione ad andare verso il cloud. Ma, se da un lato , il 55% delle imprese è cosciente e fa azioni di back up, non è così altrettanto preparata e attenta a tenere in considerazione i tempi di ripristino, tempi che fanno perdere soldi se non correttamente calibrati. E’ questa la prossima missione di Ca Technologies far capire alle aziende che servono piani di ripristino fatti bene”, commenta Sticotti.

Nonostante il trend positivo degli investimenti per il disaster recovery e la crescente adozione del cloud computing, quasi tutte le realtà intervistate (96%) hanno registrato episodi di perdita di dati nel corso dell’ultimo anno, riconducibili a cause diverse. Il 76% delle aziende ha subìto un guasto dei sistemi informatici (per esempio, un malfunzionamento di rete, storage, software) che rappresenta la causa più comune di perdita dei dati.

Fra le cause ricorrenti vi sono stati, tra l’altro, attacchi esterni contro l’It (57% delle aziende) ed errori di dipendenti o altri soggetti (38%). In Italia, pur essendo elevata la frequenza di perdita di dati, sono poche le aziende dotate di sistemi di disaster recovery adeguati. Solo il 17% ha riferito di disporre di piani completi e dettagliati di disaster recovery per la tutela dei dati in caso di evento catastrofico. Il motivo principale addotto per la mancanza di pianificazione è stato il mancato supporto e sostegno del top management (55%). Un altro fattore significativo (43%) sarebbe stata la preparazione inadeguata del personale It nella pianificazione dei rischi e del disaster recovery.

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