Taglioretti (Gfi Software): l’approccio ibrido che fa grandi le piccole imprese

Strategie

Maurizio Taglioretti, Channel Sales Manager, Southern Europe, Middle East, Africa and Turkey di Gfi Software spiega l’approccio ibrido per le piccole imprese che potranno sfruttare i vantaggi del cloud senza investire milioni di euro in data center. Un’anticipazione: a breve saranno ufficializzate due grosse acquisizioni

Come trarre benefici dai servizi basati sul cloud senza smantellare le infrastrutture esistenti? E’ questa la domanda che si è posta Gfi Software, pensando alle piccole e medie imprese.

Maurizio Taglioretti, Channel Sales Manager, Southern Europe, Middle East, Africa and Turkey di Gfi Software, distribuita da Computerlinks, Sitel e Ready Informatica, spiega l’ultima novità di casa ribattezzata approccio ibrido.

“Si tratta di una novità che calza bene sulle Pmi”, spiega Taglioretti. L’approccio ibrido di Gfi si fa carico di molte preoccupazioni che le Pmi possono avere, dando la possibilità di scegliere, attraverso il canale, la soluzione necessaria per proteggere la rete, il server di posta e/o gestire gli archivi, indipendentemente dal fatto che siano in modalità hosted o on premise (in casa).

Maurizio Taglioretti, Channel Sales Manager, Southern Europe, Middle East, Africa and Turkey di Gfi Software

“In questo momento di congiuntura economica non proprio favorevole, abbiamo studiato questa formula attraverso la quale i nostri servizi on the cloud sono fatturati su base mensile senza alcun tipo di impegno o contratto da sottoscrivere da parte del rivenditore o dell’utente finale. Non chiediamo di sottoscrivere un contratto di medio lungo periodo – spiega Taglioretti – di volta in volta eroghiamo il servizio e fatturiamo mensilmente per l’effettivo consumo. Questo significa che, nella peggiore delle ipotesi, se il cliente dovesse chiudere gli fatturiamo il consumato e non l’intero importo mensile”.

Tutte le soluzioni on the cloud di Gfi Software sono fornite al partner in white label. “Questo significa che il partner – spiega – può erogare il servizio applicando il proprio brand: noi forniamo la piattaforma  e il partner eroga il servizio customizzato da noi per il partner”.

Gfi Software si preoccupa del futuro e spiega le motivazioni che l’hanno portata a definire un approccio ibrido. “Fra cinque o 10 anni, il concetto di virtualizzazione o cloud avrà cambiato pelle e non è da escludere che le aziende potrebbero riportare in casa i server  e noi dovremo essere pronti a seguire questo trend di mercato”, spiega Taglioretti. “Non possiamo prescindere dallo sviluppo fisico dei server perché oggi incalza il cloud. I piccoli rivenditori o gli utenti finali di piccole dimensioni sono oculati sugli investimenti per paura. La nostra filosofia, con l’approccio ibrido, è quella di consentire anche ai piccoli di accedere alle tecnologie che utilizzano i grandi ma che non possono permettersi. Si pensi solo che un data center costa 2 milioni di euro! Forse una realtà come Telecom Italia può investire così tanto, no di certo una piccola realtà”, dice Taglioretti.

Gfi Software annuncia un roadshow itinerante rivolto ai rivenditori o ai system integrator. “Si tratta di affrontare in una mezza giornata la situazione economica attuale e cercheremo di spiegare come uscire da questi momenti, come proporsi con un nuovo modello di business”, spiega.

Gfi Software è in procinto di chiudere un paio di acquisizioni. Top secret le società ma sembra proprio che Gfi sia interessata a un grosso nome in ambito sicurezza e un altro in ambito monitoraggio di rete.

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