TEST: Apple MacBook Air

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Ha uno spessore di poco superiore a quello di una presa Usb il nuovo MacBook Air che oltre a essere ultraportatile e’ pure elegante e robusto. Non è velocissimo, ma si propone come compagno di viaggio ideale anche grazie ai dischi SSD

Il nuovo MacBook Air è un notebook dedicato a chi vive in mobilità. Per caratteristiche hardware e potenza non può sostituire i MacBook Pro, ma si propone come laptop da viaggio di riferimento. Noi abbiamo provato il modello con il display da 13 pollici, processore Intel Core 2 Duo a 1,86 GHz, 2 Gbyte di memoria DDR3 da a 1.067 MHz e disco fisso allo stato solido da 256 Gbyte, il chipset grafico è nVidia GeForce 320M con 256 Mbyte di memoria condivisa. I MacBook Air dispongono di due prese USB 2.0, lettore di schedine di memoria, Mini DisplayPort, webcam, presa per le cuffie, microfono integrato e presa per l’alimentazione di rete.

Nonostante le dimensioni ridotte, il touchpad rimane ampio, e la tastiera comoda. Questo anche nel modello da 11 pollici, per quanto sia tutto più compresso

Non c’è il connettore Ethernet ma, come è nello stile di Apple, sono disponibili adattatori di vario tipo per sfruttare una delle prese USB in questo senso. Per quanto riguarda la connettività i notebook Air supportano WiFi n e Bluetooth 2.1 con Edr.
MacBook Air è disponibile anche con display da 11 pollici, cambiano però le proporzioni e in questo caso avremo uno schermo 16:9 e non 16:10, come il nostro. Per lavorare è meno pratico quello a 16:9. Il modello a 11 pollici poi non dispone del lettore di schedine di memoria, pesa circa 3 etti in meno (1 kg contro 1,3 Kg del nostro modello) e ha un processore ancora più lento: Core 2 Duo a 1,4 GHz con appena 3 Mbyte di cache di secondo livello.

MacBook Air ha uno spessore di poco superiore a quello di una presa USB

Il modello da 13 pollici consuma anche di più (50w/h contro i 35 del modello a 11 pollici), ma ha comunque un’autonomia maggiore rispetto a quello da 11 pollici, perché c’è più spazio per ospitare una batteria capiente. Conforta, con il modello da 13 pollici così configurato, poter lavorare ben oltre le 6 ore con i programmi office e il Wifi acceso.

Ottime le capacità di dispersione del calore, Air non scalda minimamente. Anche dopo un utilizzo prolungato. Tastiera e touchpad, infine, sono molto confortevoli. Il touchpad invoglia a non sprecare la presa Usb per collegarvi un mouse aggiuntivo.

 

Prestazioni e giudizio

Il notebook non è un fulmine in velocità, se si vuole utilizzare un software di virtualizzazione consigliamo vivamente di scegliere in fase di configurazione il raddoppio della Ram (4 Gbyte); sul processore è prevista l’ opzione di scelta e si può montare per 90 euro in più il modello a 2,13 GHz. Quella in prova è comunque già una configurazione che costa la bellezza di 1.599 euro, a voler ottenere il massimo si devono aggiungere ancora 100 euro e arrivare in pratica a 1.700 euro, un prezzo davvero elevato. A nostro avviso la scelta migliore è tutto sommato il raddoppio della Ram con disco allo stato solido da 128 Gbyte, mantenendo questo processore. La soluzione costerà 1.390 euro.

Solo sul modello da 13 pollici è disponibile il lettore di schedine di memoria

Solo sul modello da 13 pollici è disponibile il lettore di schedine di memoria

I punti di forza di MacBook Air sono presto detti: accesso alle applicazioni e avvio rapidissimi, grazie all’utilizzo di memorie flash; robustezza, ottima ingegnerizzazione per la corretta dissipazione del calore, autonomia elevata della batteria, per lavorare più di mezza giornata senza preoccuparsi di ricaricare il notebook.  Lo chassis è tutto di metallo. Di plastica c’è solo il logo della mela illuminato, la tastiera e la cerniera di innesto tra display e base .
Bisogna aggiungere qualche riflessione. Quello dei notebook costosi, ad alta portabilità è un segmento spesso lasciato scoperto dai produttori. Toshiba ha abbandonato la produzione del modello R600 – punto di riferimento anche per la disponibilità dell’unità ottica integrata; altri vendor mantengono a listino solo un modello di questo tipo, in una fascia di prezzo che necessariamente è elevata (Sony per esempio). A prima vista può anche suonare strano, eppure un concorrente del MacBook Air è proprio l’iPad.

Chi voleva massima portabilità, leggerezza e praticità in alcuni casi ha scelto iPad, accettando il compromesso sulla tastiera. Questo pubblico ora ha a disposizione l’Air da 11 pollici, costa di più ma non soffre di tante limitazioni. Intanto registriamo che la forbice di prezzo degli ultraportatili si è molto allargata, dai 999 euro a 1.799. Vale ancora la regola che nessun nuovo dispositivo in arrivo negli ultimi due-tre anni è riuscito a sostituire adeguatamente il format precedente. E’ un mercato molto fluido che ancora cerca una sua stabilità ma che difficilmente può assorbire novità a rilascio continuo.

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