TomTom Go 60, navigazione in bella vista ma…

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IN PROVA – In un mercato difficile per i navigatori portatili da automobile TomTom Go 60 si fa forte degli ottimi servizi TomTom e di un ampio display… Ma questo non basta e vi spieghiamo perché

Il mercato dei dispositivi per la ricezione del segnale Gps e la navigazione stradale è profondamente mutato negli ultimi anni. Da un lato sugli autoveicoli il navigatore satellitare è diventato sempre meno optional e sempre più di frequente è stato fornito come strumento in dotazione di serie, dall’altro il mercato degli smartphone e dei phablet ha contribuito ha un’erosione senza fine (si pensi anche alla concorrenza di applicazioni tipo Waze) delle quote di mercato dei navigatori Gps classici , quelli per intenderci che si affrancano al vetro con una ventosa, con le mappe precaricate, e che servono proprio solo a questo: ricevere istruzioni sul miglior percorso, sul traffico, sulle possibilità di rifornirsi o fare una pausa, sui punti di interesse, ed essere avvertiti sulla dislocazione dei dispositivi di rilevamento della velocità.

TomTom Go Posteriore
TomTom Go 60 – Retro
TomTom Go 60
TomTom Go – Fronte

 

 

TomTom Go 60 è la soluzione proposta da TomTom nella fascia bassa di prodotto ma con la diagonale maggiore per quanto riguarda il display. In questa fascia i prodotti proposti sono i TomTom Go 60, 50 e 40. Salendo si trovano i TomTom Go 500 (5 pollici) e 600 (sempre con riferimento alla diagonale display, quindi 6 pollici) e le soluzioni migliori sono invece rappresentate da TomTom Go 5000 e 6000 con collegamento permanente a Internet.

Negli anni TomTom ha evoluto la propria offerta arrivando con una buona app sul mobile, stringendo importanti partnership proprio con i colossi delle mappe su mobile (Apple e altri vendor di servizi in mobilità), ma anche con applicazioni proprie integrabili di tipo turn-by-turn, oltre ovviamente a proporre altri prodotti specifici in ambito sportivo.

TomTom Go 60, pregi e difetti

Vediamo nello specifico cosa offre TomTom Go 60 per poi evidenziarne pregi e criticità.

Come dicevamo si tratta di un navigatore fornito di ampio display in formato 16:9 con una risoluzione discreta di 800×480 pixel. Il dispositivo pesa 300 grammi. Il display è a finitura opaca, ovviamente touchscreen. Sul dorso del navigatore trovano spazio il connettore microUSB e l’innesto per la ventosa di fissaggio al parabrezza, l’innesto può essere sfilato e inserito dalla parte opposta quando non si fissa il navigatore al vetro, ma su un disco adesivo sopra il cruscotto; nel profilo inferiore si individua facilmente invece lo slot per inserire microSD card.

TomTom Go Menu
TomTom Go – Un dettaglio della schermata principale

Pur con un dispositivo di un certo ingombro come questo (17×10,5×2,2 cm) l’autonomia della batteria è minima. Il navigatore senza alimentazione resta acceso e funzionante per circa 2 ore. Davvero troppo poco, anche considerata la sua scarsa tascabilità e quindi la presunzione di poter disporre di una batteria di qualità e di generose dimensioni.

E’ prevista la connettività Bluetooth per il collegamento con lo smartphone, in modo da sfruttarlo come hotspot per fruire dei servizi TomTom Traffic gratuiti (si tratta di un traffico dati di circa 7 Mbyte al mese, quindi incide poco), così si hanno tutti gli aggiornamenti sul traffico in tempo reale, e non solo, anche quelli relativi al Meteo e ai possibili rallentamenti. Inoltre TomTom ha ascoltato in un certo senso le richieste che avevamo fatto nelle nostre oramai antiche recensioni e gli aggiornamenti delle mappe (quattro all’anno) sono gratuiti a vita. Solo per un trimestre è invece gratuito il servizio di segnalazione degli Autovelox. Peccato davvero.

Per quanto riguarda il software le novità non sono poche. L’interfaccia a tasselli ha lasciato il posto a una serie di icone sul touchscreen, da scorrere, o selezionare tramite le frecce, tutte in bellavista, tranne, inspiegabilmente, quella delle opzioni più piccola delle altre pur essendo la più importante.

Utilizzare il navigatore è quindi nel complesso più semplice e intuitivo; sul display a destra è sempre in evidenza una barra che segnala l’ubicazione del prossimo rifornimento e le postazioni Autovelox, oltre alle informazioni con ora di arrivo e distanza. In verità l’esperienza con il touchscreen non è però eccellente, nulla di paragonabile con quella che si sperimenta tutti i giorni con il proprio smartphone, senza contare poi che TomTom Go 60 di suo non è risultato nelle nostre prove particolarmente reattivo. Risulta lento nel recepire il tocco e offrire le proprie risposte, lento rispetto alla velocità cui ci hanno abituato oramai gli smartphone.

TomTom Go deviazione
TomTom Go – Una delle scelte durante la navigazione

La funzionalità Speak & Go anche su questo modello di base è risultata gradita, per quanto non sia ancora equiparabile per agilità nelle procedure di utilizzo rispetto alle intelligenze come Siri, Cortana, così l’utente percepisce ancora di più il gap per differenza di esperienza. Si può pronunciare un certo numero di frasi ma è importante sfruttare bene i suggerimenti, e anche una volta arrivati a una scrematura di indirizzi, bisogna pronunciare esattamente la selezione altrimenti non serve.

E’ proprio questo il punto di base, il vero nodo di questa tipologia di prodotto rispetto all’esperienza di navigazione con uno smartphone. Anche i navigatori portatili come questo perdono gran parte del loro valore e delle proprie potenzialità rispetto a quelli sempre collegati a Internet. Oramai la gente è abituata a cercare gli indirizzi anche solo digitando l’esercizio commerciale che sta cercando in una località, nulla più, oppure richiedendo il nome di un museo, ma non dovendoselo cercare tra i punti di interesse, che fa capo a un database che, per quanto aggiornato, purtroppo non può competere con Google.

Sappiamo che mappe dettagliate in memoria hanno un peso in Gbyte non irrilevante. Per esempio aggiornando le nostre abbiamo riscaricato ben 6 Gbyte per le mappe europee, con un utilizzo di navigatore e computer per farlo di circa 2 ore. Ecco, questo di avere sempre tutte le mappe caricate su un navigatore che può funzionare sempre anche senza connessione è un punto a favore, ma è sufficiente come motivazione per l’acquisto oggi?

Il valore di TomTom

Noi pensiamo infatti che il vero valore di TomTom oggi sia proprio il servizio, la navigazione punto a punto, che manca sugli smartphone così ben fatta, se non utilizzando un paio di altre applicazioni, ma tuttavia non con la stessa esperienza e facilità d’uso.

Giusta quindi la direzione presa da TomTom con una proposta ad hoc per chi ha bisogno di questo servizio turn-by-turn online senza bisogno di memorizzare le mappe.

Per questo però ci sembra anche che 200 euro per l’acquisto di un dispositivo hardware a parte come questo Go 60, con una scarsa autonomia, non molto reattivo, con un display ingombrante, ma che non restuisce un’esperienza d’uso eccellente non siano oggi facilmente giustificabili.

Il nostro parere e consiglio quindi, nella fascia bassa di navigatori portatili TomTom, è quello di spendere il meno possibile, indirizzandosi al modello con diagonale da 4 pollici. E con queste caratteristiche non pensiamo di esagerare nel segnalare che davvero ci sembrererebbe giusto offrire ai clienti una soluzione entry level a un prezzo non superiore agli 80 euro, non come accade ora a partire da 159 euro.

Se infatti su mobile l’app TomTom con la cartografia dell’europa occidentale costa 45 euro, non è legittimo desiderare semplicemente una “scatola touch” che la contenga per 40 euro in più? Perché un prezzo così elevato per una navigatore portatile da automobile che fa fatica sul mercato, e che invece a un prezzo ben inferiore rappresenterebbe una vera commodity?

TomTom Go è una valida soluzione allora per chi non ha ancora familiarizzato con i servizi TomTom su smartphone, o per chi preferisce non usare lo smartphone in questo modo e in auto. Tuttavia il gap tra questa tipologia di soluzione con quanto può offrire uno smartphone si è molto accentuata nel tempo.

La nostra proposta ideale di TomTom come dispositivo indipendente da uno smartphone se proprio si volesse mantenere un prezzo più elevato dovrebbe avere un display magari di diagonale inferiore, ma di qualità più elevata, con un’autonomia almeno di 4 ore, una buona Cpu, il collegamento a Internet integrato, su tutti i modelli, non solo per l’accesso ai servizi TomTom, ma anche per poter cercare in tempo reale le località di destinazione sfruttando non solo il semplice database, ma anche il motore di ricerca di Google e la sua capacità di recepire comandi vocali intuitivi in linguaggio naturale. Forse chiediamo troppo, ma l’esperienza che si può avere con i servizi TomTom su uno smartphone è oramai questa, e spendere tanti soldi per un’esperienza inferiore non ha più molto senso.

 

 

 

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