Un uomo in barca a vela

Strategie

Giuseppe Giuliani, Presidente e Amministratore Delegato
di Lenovo Italia
, ha fatto del rigore, della disciplina e dell’ottimismo
gli ingredienti della sua vita. Ama la sincerità e odia la superficialità

Non è diventato Generale perché aveva altri obiettivi nella vita, ma ha
passato i cinque anni di scuola superiore al collegio Nunziatella di Napoli
assorbendone come una spugna disciplina e rigore. La vela lo accompagna da
parecchi anni e la musica, attualmente predilige la lounge, è la colonna sonora
della sua vita. È questo il ritratto di Giuseppe Giuliani, Presidente e
Amministratore Delegato di Lenovo Italia
.

CRN: Chi è Giuseppe Giuliani?
Una persona ottimista e disponibile che cerco di tenere al centro le
persone indipendentemente dalla relazione con esse. Sono del segno della
vergine.

CRN: Che tipo di adolescente era?
Ho avuto due stadi di adolescenza.
Preadolescenziale che mi ha portato fino ai 13/14 anni ed è stato quello di
tutti i ragazzi: vita familiare, in un ambiente napoletano; dopo di che ho
trascorso 5 anni al collegio militare Nunziatella di Napoli, che ha
rappresentato un passaggio complesso e formativo e mi ha lasciato due cose: la
capacità e voglia di relazione con le persone e la disciplina.

CRN: Che aneddoti ci può raccontare di quei cinque anni trascorsi in
collegio?
La trasgressione alla disciplina che poi si concretizzava nelle fughe
notturne dal collegio, le rocambolesche scalate di muri cercando di evitare i
controlli e il rientro alle 3 o 4 del mattino dopo una pizza.

CRN: Qual è stato il suo percorso di studi?
Il liceo scientifico al collegio Nunziatella, non andavo male nelle
materie scientifiche, ma nella mia testa non c’era un futuro nella carriera
militare come molti dei miei compagni di collegio. Si, ho fatto le selezioni per
l’accademia aeronautica di Pozzuoli e per quella di Modena, ma avevo individuato
nella facoltà di ingegneria elettrotecnica il mio futuro. Ho cercato di portarla
a termine velocemente perché avevo una gran voglia di indipendenza, poi ho fatto
il servizio militare nell’aeronautica e sono entrato nel mondo del lavoro.

CRN: E gli hobby?
La musica, oggi ascolto soprattutto musica lounge che mi rilassa. Poi
ho una passione per la vela che ho iniziato a praticare alcuni anni fa, anche a
livello agonistico, e recentemente, in Liguria, abbiamo varato una nuova barca.

Secondo me, la vela combina tre cose: la forte concentrazione che ti assorbe e
ti estranea, la vicinanza alla natura, la tecnica, che è poi il background.

CRN: Si ricorda un episodio particolare che le è capitato in mare?

Era dicembre dello scorso anno, io e mio figlio al largo della Corsica
siamo rimasti in balia di una tempesta forza otto durata circa otto ore. Con
disciplina e ottimismo siamo riusciti a mantenere la calma e uscirne bene a
parte qualche danno alle vele.

CRN: Qual è il pregio che ammira di più e quale il difetto che non
sopporta?
La sincerità e il difetto che mi da più fastidio è la superficialità.

CRN: Oltre agli studi universitari ci sono altri motivi di
avvicinamento all’informatica?
L’informatica è arrivata in un secondo momento. Il mio primo lavoro fu
in una società americana di apparecchi di telecomunicazione. Successivamente,
tra gli anni 1978/79, il mercato dell’informatica era nel pieno vigore e questo
condizionava la vita di noi giovani di allora, una grande multinazionale estera
mi chiamò e io accettai e da lì partì
anche la mia carriera che per buona parte si sviluppò tra Stati Uniti,
Inghilterra, Francia.

CRN: Che cosa le mancava di più dell’Italia?
Ho sempre mantenuto rapporti stretti con l’Italia intervallando a
periodo all’estero altrettanti periodi nel nostro Paese. In questo modo riuscivo
a non avere nostalgia.

CRN: Com’è il suo rapporto con la tecnologia?
Ottimo senza riserva, non sono un fanatico dell’ipertecnologia: il Blackberry
non me lo porto in barca!

CRN: A cosa deve maggiormente il successo nel suo lavoro?
Alla disciplina, all’esperienza internazionale, all’ottimismo che aiuta
a guardare avanti e all’importanza che io ho per le persone.

CRN: A chi si sentirebbe di dire grazie e perché?
Imparai molto da un presidente Ibm, che conobbi quando fui nominato suo
assistente, e poi a mio figlio Giacomo, che ha 29 anni, è un ragazzo con il
quale ci siamo sempre confrontati.

CRN: A chi chiederebbe scusa?
A una persona della sfera personale che preferisco non nominare. Nella
sfera lavorativa a quei clienti che non sono riuscito a soddisfare e ai miei
colleghi per eventuali mancanze di rispetto.

CRN: Se non facesse questo lavoro, che cosa le piacerebbe fare?

Lo skipper in giro per il mondo.

CRN: Se avesse la bacchetta magica quale desiderio le piacerebbe
esaudire?

Cambierei l’immagine dell’Italia nel mondo. C’è stato una deterioramento negli
ultimi anni e una litigiosità un po’ eccessiva a livello politico, istituzionale
e imprenditoriale.

CRN: Quale sarebbe il desiderio che vorrebbe realizzato per se?

Avere un po’ più di tempo per me stesso.

CRN: Qual è il suo piatto preferito?
Pesce crudo.

CRN: Qual è il film che consiglierebbe a tutti?
La tigre e la neve di Roberto Benigni.

CRN: Qual è l’ultimo libro che ha letto?
Navi fantasma di Clive Cussler.

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