Una neo super mamma

Strategie

Il ritratto di Ilaria Chiesa, Country Manager Iomega
Italia
, è luminoso solare e costellato di colori vivaci come i
girasoli di Van Gogh anche se adorerebbe poter essere come la sua illustre
concittadina, Luciana Littizzetto

Una neo-mamma, che si definisce una ?testa calda?, con l’hobby della scherma
e della cucina. Per farsi conoscere attraverso un piatto si paragona a un
brasato al barolo, ma tiene a precisare che non si sente una persona pesante
come il piatto potrebbe far pensare, ma una persona da assaporare e gustare
lentamente. È questa una delle particolarità del ritratto di Ilaria
Chiesa, Country Manager Iomega
.

CRN: Chi è Ilaria Chiesa?
Sono una ragazza di 31 anni, mamma e moglie felice. Quest’anno è arrivata la
prima figlia, Vittoria e mi ritengo una persona fortunata per quello che faccio
e per quello che ho.

CRN: Che adolescente era?
Ero una testa calda, la pecora nera della famiglia che dedicava poco tempo allo
studio per stare con le amiche e praticare sport; per parecchi anni ho praticato
la scherma.

CRN: Come si rivede a quindici anni con gli occhi da trentenne?
Il divertimento puro e semplice era la mia passione. Il periodo dei
15/16 anni è un periodo un po’ ?particolare’ per le ragazze perché si è molto
prese da se stesse, si è più superficiali sotto determinati aspetti.

CRN: Com’è il rapporto con i suoi genitori?
La mia famiglia ha giocato un ruolo fondamentale. Con mia madre, avendo un
carattere simile, a volte ci prendevamo un po’ a testate, mio padre essendo una
persona più tranquilla, mi lasciava sfogare, poi mi riprendeva nei momenti in
cui ero più tranquilla. Da figlia femmina dico che la figura più importante è
mio papà, crescendo però mi sono resa conto del grande affetto e della
complicità con mia madre.

CRN: Qual è stato il suo percorso di studi?
Mi mancano dieci esami per conseguire la laurea. Studiavo materie
letterarie indirizzo teatrale al Dams di Torino, perché quando facevo scherma
sono stata chiamata a fare la comparsa al teatro Regio di Torino, dove
partecipavo in alcune opere, mi sono innamorata del teatro e da lì ho deciso di
studiare queste materie: ho dato tutti gli esami inerenti cinema e teatro e gli
altri, per esempio quelli relativi alla cultura greca più ?mattoni’, li ho
lasciati indietro, poi ho iniziato a lavorare per scherzo e non ne sono più
uscita.

CRN: Una sua illustre concittadina è Luciana Littizzetto. Quanto si
sente Littizzetto?

Con il lavoro che faccio purtroppo non ho la possibilità di sentirmi Littizzetto
al 100%, anche se mi piacerebbe molto.
Sono una persona allegra e felice e penso di esserlo al 70-80%, però lavoriamo
nel mondo It e quindi, spesso e volentieri, siamo riportati con i piedi per
terra dove abbiamo poco da ridere e forse molto da piangere.

CRN: Quali sono i suoi hobby?
Adoro cucinare e sono specializzata su carne, pasta, sughi ecc. Sono piemontese
con influenze toscane ed è automatico l’abbinamento tra le due cucine. Adesso
che sono mamma il mio hobby è questo.

CRN: Ha raccontato della scherma. Ha qualche aneddoto?
L’unica volta che venne a vedermi mia madre, ripeteva sempre quello che mi
diceva il maestro. Siccome sono una testa calda, accettavo le critiche del mio
maestro perché mi seguiva, ma da mia madre che non conosceva la scherma non le
accettavo. Ricordo un giorno in cui mi tolsi la maschera e gliela lanciai
facendole male al piede. Da quella volta non è mai più venuta a vedermi.

CRN: Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale il
difetto che non le va giù?

La schiettezza è il pregio. Sono una persona che ama dire quello che pensa e ama
sentirselo dire. Basta che le persone siano oneste e schiette. Non accetto
l’ingiustizia e l’ipocrisia.

CRN: Direbbe grazie a…e perché?
Ai miei genitori perché se oggi sono arrivata a fare quello che ho fatto lo devo
a loro. Sono del parere che solo lottando si ottengano i risultati ma ci deve
essere alle spalle qualcuno che abbia insegnato a lottare.

CRN: A chi chiederebbe scusa e perché?
A tante persone perché con il lavoro che faccio ogni tanto trascuro la
mia famiglia, i miei genitori, gli amici.

CRN: Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Brasato al Barolo che, contrariamente alla lunga preparazione di questo piatto
che potrebbe far pensare che io sia una persona pesante, in realtà è un piatto
che va gustato e scoperto lentamente con l’abbinamento dei giusti vini.

CRN: Se fosse un vino?
Il Barolo perché più invecchia e più è buono.

CRN: Se fosse una stagione quale sarebbe?
La primavera.

CRN: Se fosse un libro?
Un libro della Littizzetto.

CRN: Se fosse un film, in che genere si identificherebbe?
Sarei un film comico.

CRN: Se fosse un quadro…
Sarei i Girasoli di Van Gogh.

CRN: Se non facesse il lavoro attuale cosa le piacerebbe fare?
Mi piacerebbe avere un ristorante di quelli piccoli a conduzione
familiare dove si riescano ancora a gustare i sapori.

CRN: Se fosse una canzone?
Sarei una delle bellissime canzoni di Vasco Rossi.

CRN: Se fosse una rappresentazione teatrale?
Capuleti e Montecchi.

CRN: Le viene data la possibilità di esaudire subito tre
desideri…

La salute per me e le persone cui voglio bene, la possibilità di rendere
infinito il rapporto tra me e mio marito e un mondo migliore.

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