Unieuro senza pace. Il fondo proprietario vende

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Voci, che prendono sempre più corpo, parlano di una fuoriuscita dalla compagine proprietaria del fondo detentore della quota di maggioranza nel gruppo Unieuro. La GDS tenta di trovare pace in un momento storico ancora in difficoltà, sebbene Aires veda col segno positivo il primo trimestre 2015

Unieuro senza pace. A poco più di un anno dall’operazione che ha fatto confluire in una unica holding il gruppo Dixon che capitanava il brand Unieuro con la Sgm Distribuzione – Marco Polo, oggi si ritorna a parlare del prossimo assetto proprietario del gruppo; un gruppo che, insieme all’altro brand forte in Italia Media World, si contende il mercato della GDS in Italia, per numero di scontrini e per punti vendita.Unieuro

La notizia è rimbalzata dopo che, dalle pagine di Corriere Economia dell’11 maggio scorso, è emerso che il fondo Rhone capital, la cui quota di investimento nel gruppo vale il 70% dell’investimento, potrebbe essere intenzionato a uscire dall’affare, dato che si parla di due istituti di credito che hanno il fascicolo sotto mano.

Si aprirebbe così un nuovo capito per il brand che a settembre dello scorso anno terminò la fase di rebranding. Annunciato a maggio 2014 e portato a termine in quattro mesi, il rebranding della nuova Unieuro è stato completato da Sgm Distribuzione. Dopo il cambio di insegna delle ultime regioni, Unieuro è a tutti gli effetti la catena di elettronica di consumo con maggiore capillarità e una rete di oltre 400 punti vendita su tutto il territorio nazionale.

Davide Rossi, Direttore Generale Aires
Davide Rossi, Direttore Generale Aires

Il mondo della grande distribuzione è in fermento, ma anche in ‘trasformazione costruttiva’. E’ Davide Rossi, direttore generale Aires, che interpellato a riguardo, non ha rilasciato dichiarazioni su Unieuro, ma ha detto la sua sul settore che vede tra i suoi associati, oltre alla stessa Unieuro, Media World anche Gre, Euronics, Expert. “Siamo di fronte a una profonda trasformazione della GDS perché è in trasformazione il mondo intero. Ma si tratta di una trasformazione costruttiva. Il mondo del non specializzato sta dismettendo periodicamente le categorie dell’elettronica di consumo a vantaggio della specializzata e il consumatore stesso si è specializzato. Fenomeno simile si sta verificando sul commercio elettronico. Dopo una ubriacatura di vendite da parte di soggetti non specializzati, potrebbe avere luogo una dinamica simile, perché i nostri operatori sono attivi anche online. Nel lungo periodo – spiega Rossi – i segnali che ci arrivano portano a considerare alcune certezze: fiducia verso operatori che l’hanno saputa trasmettere e hanno dato le giuste informazioni”.

Secondo i dati di mercato dei “Technical Consumer Goods” relativi al primo trimestre 2015, le imprese rappresentate dalla Aires (oltre il 70% del totale mercato nazionale) hanno registrato una crescita del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un fatturato totale di 2.23 Miliardi di euro, contro i 2.13 Miliardi dei primi tre mesi del 2014. La telefonia si è confermata il settore trainante per l’intero comparto (+26,4), con un fatturato di 534.817 milioni di euro, seguito dall’Home Comfort – Condizionamento e Riscaldamento (+20,9), dai Small Domestic Appliances – Piccoli Elettrodomestici (+9,4) e dai Major Domestic Appliances – Grandi Elettrodomestici (+8,3). Ancora in terreno negativo il segmento Consumer Electronics – TV e Apparecchiature Audio-Video (-2,6).

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