Univideo registra una contrazione del 18% nell’home video

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Secondo il rapporto annuale sullo stato dell’editoria audiovisiva in Italia elaborato da Univideo-Prometeia, nel 2009 il giro d’affari dell’home video è sceso del 17,8% assesstando la discesa della spesa fino a 680 milioni di euro

Nel 2009 contrazione di quasi il 18% (17,8%, per la precisione) del giro d’affari dell’Home Video ma prospettive in miglioramento per il 2010. E’ questo uno dei dati emersi dal rapporto annuale sullo stato dell’editoria audiovisiva in Italia elaborato da Univideo – Prometeia e presentato a Venezia nell’ambito della 67ma mostra d’arte cinematografica.

Le difficoltà del mercato ha scontato la debolezza dei redditi delle famiglie italiane e sono state aggravate dal mancato contrasto della pirateria digitale e fisica, spiega il rapporto.

In generale, la spesa complessiva degli italiani per l’acquisto di prodotti audiovisivi ha amplificato la flessione dell’ultimo triennio, scendendo su livelli prossimi ai 680 milioni di euro.

La crisi ha impattato sul mercato dell’Home Video sia direttamente, via minori acquisti di supporti audiovisivi, sia indirettamente, frenando il rinnovo della dotazione tecnologica, in una fase di estrema ponderazione delle spese più comprimibili.

Ciò non ha impedito al Blu-ray Disc di raddoppiare il proprio giro d’affari, che ha superato nel 2009 i 21 milioni di euro e compensare la flessione del Dvd. Questo supporto, ormai entrato in fase di maturità, ha generato un fatturato pari a 658 milioni di euro nel 2009, oltre la metà dei quali realizzati da edizioni di film.

L’analisi delle diverse aree di business evidenzia come anche nel 2009 sia stato il noleggio quello più in difficoltà, maggiormente penalizzato dalla pirateria e dall’allontanamento dei consumatori più giovani, più attivi in questo segmento, ma i più attratti dalle opportunità d’intrattenimento offerte dalla rete.

Le difficoltà degli ultimi anni hanno portato alla chiusura di numerosi videonoleggiatori: dal 2006 al 2009 un’impresa su 5 ha cessato (in base ai dati Unioncamere) l’attività.

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