Utili in forte calo per Esprinet nel 2011

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Esprinet approva il resoconto intermedio di gestione al 31 dicembre 2011. Ricavi consolidati in calo del 5%, pari a 2.069,2 milioni di euro. Forte calo dell’utile netto, -75%

I ricavi di Esprinet per il 2011 sono stati pari a  2.069 milioni di euro, in flessione del 5% rispetto ai 2.205 milioni ottenuti nell’esercizio precedente. Anche il risultato operativo (Ebit) segna un – 57% ,  sceso da 55,82 milioni a 23,9 milioni di euro, con conseguente riduzione della marginalità,  dal 2,5% all’1,1%. In forte calo anche l’utile netto, che è passato da 32,9 milioni a 8,1 milioni di euro, con una perdita del 75%. Al 31 dicembre la posizione finanziaria era positiva per 42,72 milioni di euro, rispetto al valore positivo di 3 milioni di inizio anno.

Questo sono in sintesi i dati resi noti da Esprinet nella giornata di ieri e che rispecchiano un anno difficile anche per il distibutore di Nova Milanese. “L’esercizio 2011 si è rivelato un anno molto difficile dal punto di vista della spesa in beni durevoli e semi-durevoli in quanto nel complesso si è assistito ad un calo generalizzato dei consumi privati di informatica ed elettronica di consumo nonché ad un clima di sostanziale attesa sul fronte degli investimenti aziendali”  fa sapere l’azienda. A fine dicembre 2011 Esprinet S.p.A. ha ricevuto due avvisi di accertamento relativi rispettivamente ad IRES e IRAP dell’anno 2005, aventi ad oggetto il recupero a tassazione di costi sostenuti nei confronti di fornitori residenti in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati. “La Società, con il supporto dei propri consulenti, avendo valutato come del tutto infondate le motivazioni sottostanti gli avvisi di accertamento, ha presentato nel mese di febbraio 2012 istanza di autotutela finalizzata all’annullamento degli stessi”.

E conclude il comunicato: “Il Gruppo prevede che il primo trimestre di quest’anno risulterà significativamente pressato dal difficile quadro congiunturale,  previsto per le economie nazionali,  mentre si riserva di attendere la chiusura del trimestre stesso per potere avere una maggiore visibilità sull’andamento per l’intero anno fiscale corrente, al fine di valutare gli effetti sulla domanda delle politiche fiscali e di rilancio dell’economia adottate nelle scorse settimane nonchè dei provvedimenti adottati in sede europea circa la tenuta dell’area euro“.

Autore: Channelbiz
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