Uva (Nutanix Italia): la lettura e il tennis, come sfogo, senza dimenticare l’ottimismo

Mercato

Ritratti 4.0 – Matteo Uva, Channel Sales Manager di Nutanix Italia, si racconta in prima persona. Parla di cloud (…una bella giornata di sole che si affaccia tra le nuvole), di robot come utili al supporto del lavoro; della sua Puglia con le orecchiette alle cime di rapa…

Ama la lettura, sui libri però. Ama lo sport, l’estate, e le orecchiette alle cime di rapa. Da buon pugliese, Matteo Uva, Channel Sales Manager di Nutanix Italia, si è raccontato in questa intervista a ChannelBiz, tratteggiando sia un aspetto deciso, per quanto riguarda le decisioni che deve prendere, per quanto riguarda il rapporto con le società di credito e l’avvento dei robot; dall’altro esprime una spiccata sensibilità quando spiega che, se avesse la bacchetta magica tornerebbe indietro nel tempo per rifare tutto quello fatto fino a ora. 

Chi è Matteo Uva?
Sono pugliese DOP, precisamente di Cerignola, sono un cinquantenne con l’entusiasmo e la curiosità di un ventenne, affronto la vita con ottimismo e mi sembra che il bello debba sempre iniziare.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Ho iniziato gli studi in Puglia, poi per varie vicissitudini mi sono trasferito a Milano dove ho terminato il mio percorso di studi. Dopo aver iniziato l’università ho fatto il mio ingresso nel mondo del lavoro dove ho iniziato “sul campo” la vera formazione. Ho conseguito una specializzazione in telecomunicazioni e poi negli anni mi sono focalizzato sulla parte di infrastruttura.

Matteo Uva, Nutanix

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Forse per contrasto, mi viene in mente una bella giornata di sole che si affaccia tra le nuvole. Sicuramente un’immagine positiva anche nel contesto lavorativo, il cloud è l’evoluzione del mercato in cui lavoro, un’evoluzione importante e dirompente. Cloud vuol dire evolvere l’infrastruttura e quindi il business, delle aziende e quindi dei nostri clienti.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nell’industria italiana?
L’Intelligenza Artificiale può certamente contribuire in modo importante al miglioramento dei processi. Soluzioni che tendono a monitorare i comportamenti umani, ma anche i processi aziendali all’interno delle organizzazioni, aiuteranno sicuramente a migliorare gli aspetti lavorativi e quelli di vita quotidiana. Credo che pensare all’Intelligenza Artificiale significhi pensare a soluzioni software-defined come ad esempio quella Nutanix Enterprise Cloud OS.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo IT?
Forse un mix delle due è la risposta migliore. In alcuni momenti sono sicuramente un partner severo ma anche un elemento decisivo nel permettere alle aziende, in particolare le piccole e medie imprese, di essere competitive e portare innovazione al mercato.

Cosa chiederebbe a una società di credito?
Chiederei di entrare maggiormente nel dettaglio della situazione dello specifico mercato, cliente o partner, e allo stesso tempo di comprendere e immergersi nell’evoluzione e nell’innovazione tecnologica per capire meglio le incredibili opportunità offerte dall’IT e le “qualità” dell’idea per la quale l’interlocutore sta chiedendo supporto.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?
No, per lo meno per quello che riguarda il mio business. Come dicevo prima un po’ per tutte le aziende un credit check e quindi una verifica puntuale del business aiuta un po’ tutti. Sono certo che possano essere un importante supporto ai piani di crescita e sviluppo dei nostri clienti e partner.

Matteo Uva

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Credo si tratti di una naturale diffidenza umana verso la novità. Mi riferisco al fatto che quando una novità irrompe nella nostre consuetudini, questo prodotto in quanto nuovo incontra un naturale scetticismo, ciò accade sia nella vita di tutti i giorni sia in quella lavorativa. Inoltre, nelle organizzazioni sono già presenti delle tecnologie, esistono già dei team che le gestiscono e che hanno skill consolidati. Mettere in discussione gli investimenti tecnologici fatti significa automaticamente rimettere in gioco tutti questi aspetti.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
Credo che sia un buon approccio. Dobbiamo un po’ tutti supportarlo ed è importante che il sistema paese ci creda e che lo alimenti, non solo proponendo grandi visioni e strategie, ma piuttosto che metta disposizione degli operatori strumenti efficaci, sia da un punto di vista fiscale sia di incentivi.

I robot ci ruberanno il lavoro?
Sono positivo verso l’utilizzo dei robot nel mondo del lavoro. Si tratta di portare innovazione che però non può essere solo tecnologica ma deve andare di pari passo con il sistema paese, la struttura politica, il mercato del lavoro. Se vogliamo andare in quella direzione, avere robot che facciano il lavoro per noi non deve essere frainteso come rischio della perdita di lavoro per le persone. Non credo che i robot possano sostituire al 100% l’essere umano, ma caso mai eseguire lavori più complessi o di routine, lasciando alle persone il tempo per studiare nuove tecnologie e approcciare l’innovazione.

Che idea ha dello smart working?
E’ un approccio molto intelligente. Lo condivido e lo supporto. Deve essere inteso come un modo per migliorare la produttività delle persone e quindi delle aziende. Dotare le persone di strumenti che siano funzionali all’efficienza è importante e oggi gli strumenti a disposizione sono moltissimi.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Deve comunicare tanto e forse anche di più. Sicuramente deve comunicare meglio. Credo si stia esagerando nell’utilizzo un po’ confuso dei vari strumenti. Oggi quando apro certi social non mi è chiaro dove sono e qual è l’obiettivo della comunicazione.

Matteo Uva

Quali sono i suoi hobby?
Amo leggere e lo faccio appena ho un po’ di tempo libero. Leggo di tutto, dai grandi autori come Pirandello e Hemingway fino a quelli più contemporanei come Camilleri. La lettura è affascinante e mi permette di immergermi in mondi diversi. Sono un lettore “vecchio stampo”, amo infatti comprare e sfogliare libri cartacei. Amo lo sport come ad esempio il tennis, e in generale mi piace tenermi in forma. Lo sport mi aiuta a sentirmi meglio fisicamente ma anche mentalmente.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Mi piacciono le persone semplici nella comunicazione e nel modo di fare, mi piace chi è in grado di comunicare ascoltando prima di tutto. Non mi piace chi mette se stesso al centro del team, saper fare squadra è la cosa che più apprezzo.

Direbbe grazie a…e perché?
Grazie un po’ a tutto. Fino a ora ho avuto una bella vita ricca di spunti.

A chi chiederebbe scusa e perché?
Nel mio lavoro di manager del canale mi trovo spesso nel mezzo e a dover decidere per altri. Un po’ per la quantità di lavoro e un po’ per questioni di tempo ti trovi inevitabilmente a trascurare qualcosa o qualcuno. Chiedo scusa a quelle situazioni, a quei partner a quelle persone a cui, a volte e non volendo, non ho dato la risposta che si aspettavano.

Che tipo di adolescente era?
Un adolescente un po’ introverso, un po’ chiuso. Forse ancor più che adesso immerso nella lettura, con un numero ristretto di amici ma sereno e senza grandi problemi. Poi la vita ti cambia e oggi posso dire di essere esattamente l’opposto.

Matteo Uva

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Quasi per caso. Avevo studiato per lavorare nell’ambito delle telecomunicazioni in realtà poi, alla prima esperienza, mi sono trovato a dover scegliere tra un’azienda TLC e una informatica e avendo già degli amici che lavoravano in quest’ultima e che me ne parlavano molto bene, mi sono per così dire lasciato convincere. Da li in poi devo dire che l’entusiasmo per il settore IT è cresciuto sempre più.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Soprattutto a una formazione familiare e culturale fondata sul rispetto e un forte senso del dovere. Vengo da una famiglia modesta, umile, mio padre faceva l’operaio e quindi ho avuto modo di scontrarmi con le difficoltà quotidiane. Con questa immagine in mente dei miei genitori che hanno fatto molti sforzi e sacrifici per far studiare i 3 figli, ho sempre dato al lavoro un ruolo chiave nella vita di una persona.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Un sistema di domotica con antifurto integrato.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
Tantissimo purtroppo. Non appena pronto la mattina, la prima cosa che faccio è controllare le email.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Da buon pugliese direi orecchiette alle cime di rapa.

Se fosse un quadro?
Mi ha sempre affascinato L’Urlo di Munch, lo trovo colmo di significati a seconda delle fasi in cui lo guardo.

Matteo Uva

Se fosse un film?
Mediterraneo di Gabriele Salvatores.

Se fosse una stagione?
L’estate sicuramente.

Se fosse una tecnologia?
Una tecnologia software-defined.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Se ne avessi le qualità, farei il tennista.

Se avesse una bacchetta magica…
Tornerei indietro ai venti anni per rivivere la stessa vita che ho avuto sino a oggi.

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