Vallazza (ceo di Endian): l’IoT non sicuro può far male anche fisicamente

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Ritratti 4.0 – Raphael Vallazza, ceo di Endian, azienda che compie 15 anni, spiega come la sicurezza sia il presupposto dell’IoT. Per la prima volta elementi della nostra vita entrano in rete e possono diventare pericolosi dal punto di vista relazionale, etico e fisico

Endian è un’azienda fondata nel 2003 ad Appiano, in provincia di Bolzano, da un gruppo di specialisti delle reti accomunati dalla passione per Linux. L’obiettivo di Endian è stato, fin da subito, sviluppare semplici e potenti soluzioni Unified Threat Management (UTM) basate su tecnologia Open Source. Dalla prima release, il prodotto Community Edition è stato scaricato 1.700.000 volte, mentre la versione Enterprise conta migliaia di installazioni in oltre 50 paesi. Raphael Vallazza è il ceo di Endian e a lui abbiamo proposto un Ritratto 4.0.

Chi è…Raphael Vallazza?

Ex-bambino che quando aveva 7 anni ha ricevuto in regalo un Commodore 64: è stato amore a prima a vista per l’informatica. Dopo di che sono passato a un’altra macchina da culto per la mia generazione, l’Amiga 500. E poi il salto al Pc. Grazie al linguaggio Php ho avuto invece il mio primo vero lavoro legato all’informatica, come sviluppatore in una web agency. Ma da lì a poco è arrivata Endian: e da quel momento il progetto ha unito passione, lavoro e tlc in un unico percorso.

Qual è stato il suo percorso di studi?

A 14 anni ho venduto a un amico il mio primo programma, scritto in Turbo Pascal. Quindi sono principalmente un autodidatta. Poi ho iniziato a studiare informatica anche in ambienti accademici: ma con un trasporto inferiore…

Che tipo di adolescente era?

Un metallaro informatico.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Passione. E perseveranza (se penso che Endian quest’anno compie già 15 anni!)

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

Mi piace e la uso, ma forse come individuo la “consumo” poco, rispetto ad altri. Lo so, sembra paradossale: ma se guardo alla mia vita privata sono un po’ old fashion, non sono un feticista della tecnologia o un collezionista di oggetti tecnologici. Per esempio, ho ancora un iPhone 7, e ho anche dovuto controllare per ricordarmi il modello esatto… Invece, la mia passione vera è tutta per la tecnologia professionale, produttiva: mi piace anche la sola idea di poterla anticipare, definire e creare.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?

La Sonos e una smart TV. Tutto sul versante della musica… dell’intrattenimento in famiglia.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?

Cinque o dieci minuti, forse. Ho installato Moment, che è una app per monitorare l’uso del telefono. Le mie sono solo 2 ore al giorno, quando la media è 4. Anche se è una statistica un po’ fuorviante: in realtà le uso molto, le mail, ma sul cellulare no. Ho bisogno di una tastiera fisica, del mio portatile, per scrivere.

Cosa pensa del rapporto IoT e sicurezza?

La sicurezza è il presupposto della IoT. Per la prima volta elementi della nostra vita (sotto forma di devices) entrano in rete, e possono diventare pericolosi oltre che sul versante psicologico, relazionale, etico, anche fisicamente: in senso letterale. Basta pensare ai macchinari dell’industria. È ovviamente un argomento che mi sta molto a cuore, perché con Endian lavoriamo molto proprio su progetti di Industrial IoT. E il presupposto da cui partiamo è che non c’è e non ci dovrebbe essere IoT, senza sicurezza.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?

I server degli altri…Scherzo: è solo che il cloud è un concetto astratto, ma dal nostro punto di vista è importante intendere anche il cloud come infrastruttura controllata da un provider, non come un’entità aerea, impalpabile. E dunque, in quanto infrastruttura va sempre protetta.

Intelligenza artificiale: evoluzione o involuzione? Cosa si aspetta nel futuro?

Evoluzione senza dubbio. Idealmente la mia visione , romantica, lo so, sarebbe di macchine che grazie alla AI ci aiutano nei lavori noiosi, faticosi, seriali: mentre noi possiamo dedicarci alla creatività e all’astrazione. Ovviamente, la declinazione pratica non può essere così semplice… ma piace l’idea di riuscire ad applicare questo modello romantico in ambito strettamente produttivo. Dopodiché, anche in questo caso si tratta di tecnologia e modelli tecnologici che devono essere controllati: è il dna di Endian, che riemerge sempre in questa tensione verso la sicurezza, come garanzia su evoluzione e trasformazione. Ma in sostanza sono fiducioso che l’intelligenza artificiale ci aiuterà, sempre.

Raphael Vallazza

Quali sono i suoi hobby?

Musica, montagna, finanza (sì, per me è un hobby). E la creazione di tecnologia: ovviamente sempre come strumento, non come oggetto da collezione.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

Pregi: onestà e umiltà. Difetto: la superbia.

Direbbe grazie a…e perché?

Famiglia e collaboratori che hanno reso Endian un’azienda speciale.

A chi chiederebbe scusa e perché?

Probabilmente ad alcune persone con cui sono stato troppo diretto, e che di conseguenza ho ferito. Per eccesso di trasporto.

Raphael Vallazza

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Canederli!

Se fosse un quadro?

Der Kuss, di Klimt.

Se fosse un film?

Forrest Gump.

Se fosse una stagione?

Estate.

Se fosse una tecnologia?

Industrial IoT.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Il produttore musicale. Mi piace moltissimo la musica (si è capito?), ma proprio non mi vedrei come musicista. Ecco perché mi immagino di più a mettere insieme musica e progettualità.

Se avessi una bacchetta magica…

Moltiplicherei il talento che abbiamo in Endian.

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