Var Group: entro 4 mesi un pool di data scientist per l’analisi profittevole dei Big data

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Giovanni Moriani, Var Group
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Durante la convention di Var Group a Carvia, la società ha presentato la nascita di Var Service e un progetto che guardi alla collaborazione con quattro data scientist specializzati per la conversione profittevole della mole di dati

La nascita di Var Service; un progetto che sarà implementato nei prossimi quattro mesi e porterà all’interno di Var Group una squadra di quattro data scientist ognuno dei quali con una propria specializzazione (Gdo, Automazione, fashion e una all’interno della società Var Group) focalizzati a dare un senso alla mole di dati che il sistema economico e informatico sta producendo al fine di poterli rendere produttivi. Var Group ha da poco concluso la sua convention a Cervia, la decima edizione nella città romagnola, e ogni anno ha ‘regalato’ agli intervenuti (vendor, clienti e partner) qualche pillola di novità.

Giovanni Moriani, presidente di Var Group, racconta del decennale a Cervia, dei 640 circa inviati all’edizione 2016 e spiega il focus sul ‘nostro’ made in Italy. “Oggi dopo dieci anni ci presentiamo con contenuti diametralmente diversi; condividiamo con le aziende la ricerca e di come possiamo aiutarli a creare nuovo business e valore nei servizi. Non dobbiamo dimenticarci che oggi, rispetto a dieci anni fa, qualsiasi tipo di prodotto ha al suo interno una parvenza di impronta digitale”.

Giovanni Moriani
Giovanni Moriani

Il riferimento è all’incremento notevole di dati in circolazione dovuti sia all’evoluzione dell’Iot sia all’impatto sulla organizzazione delle imprese che oggi non è più una questione di nicchia ma una gestione di normalità. Una normalità che oggi ha portato Var Group a dichiarare un fatturato 2015 pari a 215 milioni di euro, in crescita del 12% anno su anno, su una struttura di circa 900 dipendenti.

Una struttura quindi che ha bisogno di gestire questa mole di dati, renderli produttivi e far si che generino fatturato, ma anche una struttura che ha bisogno, attraverso un percorso di intelligenza artificiale, di conoscere in tempo reale i dati delle apparecchiature in manutenzione per poter agire più velocemente. Insomma, tutto quanto ruota attorno al concetto di big data e gestione del dato e Var Group non vuole farsi trovare impreparata. Ed ecco le prime novità. La nascita di Var Service, con figure tecniche che coprano, entro maggio, buona parte d’Italia e, attraverso una rivoluzione che coinvolgerà l’intelligenza artificiale riuscirà a comunicare più velocemente i dati sulle apparecchiature in manutenzione.

Francesca Moriani
Francesca Moriani

Var Service è un’attività di trasformazione dell’ecosistema che deve svilupparsi e crescere. Abbiamo visto arrivare novità attraverso i giovani, abbiamo fatto allenaze con startup; abbiamo collaborazioni con le università  e novità che siano il frutto di tematiche attorno all’interpretazione del dato. Quanti dati ci mette a disposizione la rete e quante informazioni si nascondono in questi dati? Come impresa cosa posso fare con tutta questa mole di dati? Le aziende non hanno questa capacità di studiare e rendere profittevole la mole di dati che oggi abbiamo a disposizione ed è per questo che servono capacità. Come il progetto che entro i prossimi quattro mesi metteremo in atto, il reclutamento di quattro data scientist selezionati e specializzati che ci aiutino a capire cosa fare della mole di dati e come far crescere l’ecosistema”, afferma Moriani.WP_20160506_017

“La base dell’offerta è l’infrastruttura tecnologica a supporto che oggi ha fatto 119 milioni di euro di fatturato. L’offerta basata su big data e digital transformation appartiene al passato, oggi la capacità di crescita si fonda sul mix tra la novità e il passato”, spiega Francesca Moriani, amministratore delegato di Var Group.Ma oggi serve passare attraverso un concetto di marketing intelligence, un progetto di marketing automation che abbatta le barriere di comunicazione tra domanda e offerta e le informazioni passino da un Crm, dai social e da Hivemind, un’applicazione web che non è un catalogo ma un sistema smart per comunicare casi di successo, concept, che servano a costruire un’offerta”, chiude Francesca Moriani.

Di digital transformation ne parla anche Paolo Degl’Innocenti, firma storica della Convention di Var Group, si legge sulla presentazione a tutto schermo e appartenente a una realtà, Ibm, storico partner di Var Group che, anche questa volta, si mette a disposizione della realtà di Empoli attraverso un gruppo di lavoro specializzato in ambito cloud.

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