Veeam: conciliare backup con dati sempre disponibili

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I dipendenti, i clienti e i partner si aspettano di avere accesso alle informazioni sempre e ovunque. L’84% dei cio ammette di non venire incontro a queste aspettative, secondo la recente ricerca commissionata da Veeam, questo atteggiamento costa 16 milioni di dollari ogni anno

Al giorno d’oggi un mero backup dei dati non può essere considerato sufficiente, ma serve domandarsi se dati e applicazioni siano sempre disponibili. L’organizzazione It riesce a garantire che i clienti, i partner, e i dipendenti possano avere accesso alle loro applicazioni 24 ore su 24 e 7 giorni su 7? L’organizzazione IT utilizza un data center che è sempre disponibile? Se un’applicazione ha un problema, l’IT è in grado di risolverlo in 15 minuti?

Sono tutti interrogativi che le aziende si pongono o dovrebbero porsi. I dipendenti, clienti e partner si aspettano di avere accesso alle informazioni e alle applicazioni in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Ma questo non accade. L’84% dei cio ammette che non riesce a venire incontro a queste aspettative, secondo la recente ricerca commissionata da Veeam, questo atteggiamento costa 16 milioni di dollari ogni anno. Inoltre le aziende non riescono a soddisfare i propri service level agreements (SLAs)availability, cio@shutterstock

Il recovery time objectives (RTOs) per gli SLAs ha una media di 1.6 ore ma gli intervistati ammettono che il reale tempo di recupero è intorno alle 3 ore. Allo stesso modo, la media del recovery point objectives (RPOs) sarebbe di 2.9 ore, mentre realmente occupa 4.2 ore.

Veeam Software celebra il “World Availability Day”. Il 30 marzo è la giornata dedicata alla sensibilizzazione per le aziende sulla disponibilità dei loro dati e delle loro applicazioni. Al giorno d’oggi un mero backup dei dati non può essere considerato sufficiente. Ecco il motivo per cui durante il World Availability Day l’attenzione sarà posta sulla disponibilità dei data center delle imprese. Nessun dipendente o cliente accetterà di essere senza accesso alle applicazioni mission-critical, nemmeno per poco tempo. È un bene che esista una copia di backup, ma se qualcuno deve recuperare il nastro dai meandri di un magazzino situato dall’altra parte della città prima ancora che il ripristino inizi…

il problema è tutt’altro che risolto. Infatti i downtime stanno aumentando. Nel 2015, le aziende hanno avuto una media di 15 eventi non pianificati di downtime all’anno, rispetto ai 13 eventi nel 2014. Oltre a questo, la durata media degli eventi di downtime è aumentata, con il riscontro degli IT decision-maker (ITDMs) che la durata dei downtime delle applicazioni mission-critical non programmate è aumentata da 1.4 a 1.9 ore. È aumentata anche la durata dei downtime delle applicazioni non-mission-critical da 4 a 5.8 ore. Ma oltre la comprensibile frustrazione dei dipendenti, clienti e partner la situazione attuale è dispendiosa.

I costi dei downtime e dei dati persi fanno perdere, in media, alle imprese fino a 16 milioni di dollari annuali, un dato in aumento del 60% rispetto al 2014.

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