Veeam, un voucher per spingere il cloud

Strategie

Veeam sta offrendo ai clienti che decidono di spostare servizi nel cloud un voucher da mille dollari da spendere in servizi presso un service provider. Un aiuto anche per il canale

Lo spaccato delle attività di Veeam in Italia passa per il canale. E’Albert Zammar, dal 2014 in Veeam e oggi  Vice President Southern Emea Region di Veeam Software, a fotografare il rapporto con i partner in occasione del rilascio annuale dei dati del Veeam Availability Report 2017, uno studio condotto su 1.060 IT manager in 24 nazioni che fotografa come le aziende stanno vivendo i processi di trasformazione digitale (l’articolo completo su Silicon.it).

Veeam conta oggi circa 2.000 rivenditori in Italia , di cui 300 attivi a trimestre, con copertura a livello territoriale e rapporto costante di consulenza per rispondere a esigenze di personalizzazione. 

Albert Zammar, figura intera, Veeam
Albert Zammar

“La vicinanza geografica è sempre stata importante e i partner che possono agganciare il cliente al proprio data center per garantire disaster recovery as a service hanno una ulteriore opportunità. I reseller più importanti, con fatturato superiore a 70 milioni di euro l’anno,  si stanno dotando di infrastrutture per offrire servizi essenziali che le aziende richiedono.  Veeam sta offrendo ai propri clienti che decidono di spostare servizi nel cloud un voucher da mille dollari da spendere in servizi presso un service provider. Un aiuto per i nostri rivenditori, per spingere il cloud e aiutare i clienti a spostare i loro workload all’interno del cloud” conclude Zammar.

Anche nel 2017 Zammar continuerà a individuare i top partner con i quali fare attività e  piani di vendita specifici sui clienti per raggiungere l’obiettivo ambizioso fissato per il 2017: una crescita di circa il 30% del fatturato (600 milioni di dollari nel 2016 a livello complessivo), che  man mano che l’azienda si consolidata (10 anni di vita, di cui 6 con filiale in italia) è arduo sostenere. 

Dell’andamento della mia Region  sono molto soddisfatto,  con una crescita del 38% lo scorso anno, raggiunta sia in Italia sia in Spagna”.  Tra i progetti che le aziende implementano,  molti quelli legati al  trend della cyber security, che apre nuovi scenari e che richiede il  ripristino dei servizi a ridosso dell’attacco.

“E’ questo un tema molto caro a chi gestisce applicazioni missioni critical – precisa Zammar – che  sono aumentare all’interno dei data center rispetto al passato:  se erano il 5% nei data center on premises, oggi si parla del 77% di applicazioni critiche dal momento che  i web services sono sempre più cruciali. Gli utenti hanno bisogno di accesso ai dati 24 ore su 24, perché ormai non c’è più tolleranza verso i disservizi. Si chiede di fornire l’accesso a servizi, dati e applicazioni in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Questo fa sì che l’IT diventi sempre più un servizio fondamentale per le aziende, dal momento che i disservizi hanno un impatto negativo  non solo sul brand ma anche sui risultati finanziari dell’azienda, sul business. Oggi anche applicazioni come i Social sono diventate critiche, non solo Erp, Crm, Analytics…”

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