VMware Forum 2012: il cloud sotto la lente

Mercato
Alberto Bullani, Regional Manager VMware Italia

Durante Vmware Forum 2012, i temi della virtualizzazione del cloud computing sono stati al centro del dibattito. Con Alberto Bullani, country manager Italia, si è fatto il punto sui vantaggi e sul livello di appeal nelle aziende italiane

Due i temi di VMware Forum 2012 (andato in scena a Milano con replica a Roma): uno, ricco di novità di prodotto e di annunci , è la virtualizzazione del desktop , l’altro , considerato ormai mainstream ma con risvolti ormai strategici e di business per le aziende , è il cloud computing. E’ data per acquisita , anche nelle aziende di minori dimensioni , la realtà preliminare della virtualizzazione dei server. Nell’occasione è stata proposta una ricerca nel territorio Emea che è stata illustrata a Techweekeurope.it con attenzione particolare ai risvolti dell’innovazione aziendale da Alberto Bullani , country manager per VMware in Italia.

Un terzo del budget It delle aziende è speso per il cloud computing , in particolare nella virtualizzazione che è la tecnologia di adozione per le cloud private interne. Come emerge dlala ricerca sullo stato di adozione del cloud nelle imprese , la metà della spesa in cloud computing va nelle cloud private.

Nel 2011 il 31 per cento del budget è andato sulle nuvole contro il 26 per cento del 2010. Il 54 per cento è andato verso la versione privata del cloud (60% in Italia, il dato più elevato fra i Paesi coinvolti) , mentre il 24 per cento ha scelto la strada del cloud pubblico ((32% in Italia) e il 22 per cento ha fatto una scelta di tipo ibrido (solo 8% in Italia, il più basso nell’area Emea). In Italia il cloud rappresenta una priorità per l’80 per cento degli intervistati (dei quali il 36 per cento la definisce una elevata priorità).

La virtualizzazione si riconferma una tecnologia essenziale: gli intervistati che hanno implementato il cloud computing in una sola divisione piuttosto che nell’intera azienda si sono rivelati sensibilmente più inclini rispetto agli altri a giudicare “molto importante” la virtualizzazione in quanto elemento abilitante per il cloud (81% contro 68%). Come si legge nella ricerca il 67 per cento degli intervistati ha dichiarato che il cloud è ormai i una’applicazione critica allo stesso livello della virtualizzazione dei server.

Il cloud computing comincia a prendere piede, ma molto resta da fare e i dipartimenti It sembrano bloccati. Nel passato l’It aziendale era il campione nell’abilitare il business attraverso al tecnologia e a fare la differenza con la concorrenza . Ora sembra essere ridotto a fornire un insieme standard di strumenti tecnologici e viene visto solo come una fonte di costo che deve fornire al massimo efficienza. La questione della sicurezza ha paralizzato l’IT che sembra invogliato solo a dire no a ogni cambiamento . Solo il cloud computing potrebbe imporre un modello in cui l’IT ritorna ad essere proattivo e a suggerire come migliore l’operatività e le strategie aziendali .

Per Bullani i dati sono una conferma di un trend consolidato : “ I nostri clienti per il versante cloud vedono un passaggio naturale al cloud ibrido o pubblico in varie forme. Il cloud non è più una buzzword sulla bocca dei fornitori per convincere i clienti o loro stessi. Ora i nostri clienti stanno usando il cloud computing come vantaggio strategico”. Le aziende hanno cambiato il loro feeling verso il cloud .” Prima a spingere erano i responsabile dei costi. Ora il cloud è visto come una componente strategica del business che dà un vantaggio alle aziende”.

La ricerca arriva dopo un’altra condotta 18 mesi fa e in qualche misura è una verifica del percorso fatto dal cloud in questo periodo. A questo proposito Bullani sottolinea che “ in appena 18 mesi il cloud computing è diventato un’applicazione critica per le imprese e in parallelo all’interno delle aziende si è modificato il processo decisionale . Il decision making sul cloud non appartiene più al CIO , ma è passato a chi si occupa di strategia ”.

A livello tecnico nelle sessioni dell’evento è stata tuttavia la virtualizzazione del destop a tenere banco , grazie anche alla notizia della più recente acquisizione di VMware su Wanova la cui tecnologia permette di mantenere le prestazioni native di un PC anche in ambiente VDI . Mirage di Wanova si avvale su un’architettura basata su wide-area-network (WAN) che semplifica la gestione delle immagini software del desktop su diversi dispositivi fissi e mobili. Mirage ha la capacità di immagazzinare tutti gli elementi di un’immagine del desktop sulla cloud per una completa gestione compreso il backup. L’intento di VMware è di combinare View con Mirage. L’obiettivo è di mettere in grado le organizzazioni IT di sincronizzare in modo automatico gli aggiornamenti dell’immagine su ogni tipo di endpoint , fisici e virtuali, desktop e portatili in mobilità.

In generale VMware Forum 2012 ha indicato l’uscita dalla fase di sperimentazione e il raggiungimento di una certa maturità operativa delle tecnologie del vendor di virtualizzazione del desktop, a partire dalla nuova versione di View e della promessa disponibilità generale in giugno di Horizon Apps manager. Come ha indicato Brian Gammage Chief Market Technologist di VMware, gli utenti puntano per le tecniche VDI “sul loro vero valore che è quello che le applicazioni fanno concretamente sul desktop. E’ un viaggio appena iniziato. Sta all’azienda distinguere tra applicativi legacy e altri innovativi ,quali virtualizzare e quali lasciare come sono” . Ma in ogni caso gli strumenti per gestirli e realizzarli ora ci sono: “ E , cosa importante , i nostri concorrenti hanno la stessa nostra visione e la condividono “. L’obiettivo di VMware è di contribuire alla modernizzazione del parco applicativo aziendale , renderlo più intuitivo e più vicino alla collaborazione.

Autore: Channelbiz
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