Vobis risorge ancora

Strategie

Prese in gestione da U-Company, le ex catene del Gruppo Tecnodiffusione, Vobis e Strabilia, si preparano a operare nel mercato
della convergenza digitale e allargano la loro offerta prodotti, completandola con i nuovi servizi e le soluzioni digitali

Si è conclusa a Roma la prima convention della nuova Vobis, gli affiliati, anche quelli con l’insegna Strabilia hanno una nuova strategia e un nuovo punto di riferimento, che si chiama U-Company. A questa neocostituita società, il commissario liquidatore di Tecnodiffusione ha deciso di affittare per i prossimi due anni i contratti di affiliazione con i negozi in franchising delle catene Strabilia e Vobis, l’uso dei loro marchi e il ramo d’azienda della controllata Syspoint con i negozi a gestione diretta. In cambio UCompany verserà ogni trimestre al Gruppo Tecnodiffusione un corrispettivo variabile in base al fatturato, secondo una percentuale pari inizialmente all’1% e decrescente per volumi di vendita superiori a quelli storicamente realizzati. U-Company è una società per azioni, costituita il 23 luglio scorso con un capitale sociale di 500 mila euro e sede a Livorno. La quota di maggioranza è in mano alla società Victoire Sa, il 26,7% delle azioni è detenuto da Giampaolo di Battista, un imprenditore del settore del cuoio, l’11% è di Arcangelo Rizzuti, amministratore delegato. Partecipano all’avventura anche alcuni dirigenti della vecchia Tecnodiffusione, come l’ex direttore generale di Vobis Guerrino Cesarato e il responsabile vendite Massimo Parri. “I computer shop targati Vobis saranno totalmente riposizionati”, spiega Aldo Alderigi, responsabile strategico e relazioni esterne di U-Company. “Le formule delle catene retail sono identiche a quelle degli anni ’90, quando il mercato però cresceva a due cifre è arrivato il momento di cambiare un modello di business che non dà più margini e perde volumi a causa della Gdo”. Per U-Company l’integrazione digitale di computer, cellulari, telefoni, lettori dvd, televisori e stereo è la nuova frontiera. L’offerta degli affiliati sarà progressivamente allargata e differenziata a tutti gli apparati digitali in un’ottica di soluzione. “La sfida è quella – continua Alderigi – di offrire l’integrazione a un target medio-alto in un unico punto vendita: telefonia fissa e mobile, domotica e sicurezza. La cultura dei computer shop è strategica, sono le figure più idonee a gestire questa evoluzione, perché l’informatica è al centro della convergenza digitale. Del resto il consumatore ha bisogno di un unico punto di riferimento, dove trovare i prodotti e soprattutto la soluzione che possa integrare i prodotti già acquistati con quelli che si andranno a comprare”. Nuovo anche il ruolo che l’affiliante intende svolgere nei confronti dei franchisee. Non sarà più il classico distributore, in quanto la logistica, il finanziamento e lo scouting di nuovi prodotti saranno affidati a Ingram Micro e a Master, distributore di telefonia. U-Company sarà una struttura snella, una centrale marketing, composta per ora da dodici persone tutte legate al marketing e al customer service. “Intendiamo trasferire la cultura dell’integrazione digitale al consumatore finale attraverso i dealer, quindi l’attività di formazione dei punti vendita sarà una delle attività principali. In quest’ottica anche il sito, totalmente rivoluzionato, vedrà la luce verso la metà di novembre”, conclude Alderigi. Per il marchio Strabilia è in preparazione un innovativo progetto che verrà reso noto a gennaio. Intanto agli affiliati Strabilia stanno chiedendo di cambiare la loro insegna Vobis, un brand più conosciuto e di dimensione europea.