Wildix lancia un piano marketing più territoriale: ecco il permission marketing

News
Stefano Osler

Durante la Wildix Business Partner Convention di Vicenza, i vertici della società spiegano la nuova strategia marketing per il 2015: un piano più territoriale e centrato alla cura di un potenziale cliente senza invasioni dirette ma la richiesta iniziale di un permesso per spiegare le potenzialità e le utilità di un prodotto

Wildix prende una nuova rotta verso il marketing che diventa più territoriale e meno generalista. Partirà a marzo 2015 questo piano di marketing che Wildix chiama permission marketing con l’obiettivo di iniziare a coinvolgere almeno 25 dei 50 partner gold e top della società.

Questa è una delle novità che è stata presentata durante il Business Partner Convention alla fiera di Vicenza, l’evento principale che Wildix dedica ai partner e quest’anno sono stati oltre 300 i presenti. Stefano Osler, ceo di Wildix e Cristiano Bellumat, sales manager, spiegano il nuovo progetto di marketing. Bellumat dice che “per la prima volta un vendor porta un piano marketing sul territorio, via canale e trasversale per competenze”.

Stefano Osler
Stefano Osler

I partner, oggi, hanno grossi problemi nel vendere e questo porta a trattative di vendita che non si concludono molto velocemente, per gli stessi partner, questi ritardi significano costi dal punto di vista economico e organizzativo. Se il partner si trova in fase di trattativa e non riesce a chiudere le vendite e a recuperare potenziali clienti rischia di non portare a casa il business. Il permission marketing è la novità di quest’anno: chiediamo al cliente il permesso di spiegare l’utilità di una determinata soluzione. Qualora poi il cliente si dimostri interessato apriremo i classici canali di marketing potenziando i messaggi e coinvolgendo l’area commerciale”, spiega Osler.

Questa nuova strategia prenderà il via da marzo prossimo e coinvolgerà almeno i primi 25 su 50 top partner. Questa non apertura a tutti i 124 partner Osler la spiega così: “Dato che abbiamo prodotti complessi sui quali vorremmo dare valore, abbiamo coinvolto i partner di più alto profilo, coloro i quali dovranno mettere a disposizione una persona. Inoltre – continua – vorremmo arrivare ad avere un database di 20 mila utenti, persone fisiche dato che il permission marketing si rivolge al singolo individuo e non all’azienda”.

Cristiano Bellumat, Wildix
Cristiano Bellumat

Il permission marketing è partito in fase test in Germania e, oltre a questa novità, Wildix ha studiato un nuovo piano di marketing tradizionale affiancandosi a uno studio di web marketing che lavora per target locali su azione diretta, attraverso Adwords. Ma in carniere, Wildix ha sempre in serbo tanta formazione. “Nel 2014 abbiamo dato il via a una serie di nuovi corsi con il supporto di un docente di marketing dell’Università di Trento. Quest’anno – spiega Bellumat – abbiamo dato il via a nuovi corsi pratici di vendita che daranno, al termine, il titolo di Wildix sales specialist. Inoltre abbiamo riposizionato i prodotti perché vogliamo che i partner riescano a vendere la tecnologia con più facilità a una clientela di tipo medio grande. Anche per questo motivo vorremmo integrare alcuni prodotti con quelli di competitor, come il caso di Google”, chiude Bellumat.

Dimitri Osler, Wildix
Dimitri Osler

Wildix ha quattro sedi: Italia, Germania, Francia e Ucraina.La sede italiana è composta da 15 persone che si occupano dell’area commerciale, logistica e amministrativa; in Francia abbiamo sette persone per area commerciale e tecnica; in Germania due commerciali e in Ucraina sono 70 persone che si occupano prevalentemente di sviluppo software . Inoltre – spiega Osler – è stata spostata una persona a Taiwan per seguire la produzione. Nel 2015 vorremmo sbarcare in Gran Bretagna per un esperimento commerciale e iniziare fin da subito con il permission marketing, chiude Osler.

Infine, un cenno su alcune novità di prodotto. Dimitri Osler, cto Wildix, spiega “l’ampliamento della gamma dei telefoni Ip che va a semplificarsi con schermo touch, ampliamento della gamma di prdootti per la comunicazione wireless in azienda, per l’ufficio abbiamo introdotto il supporto bluetooth. Inoltre – continua – abbiamo introdotto una nuova base dect più piccola e utile per lo small and medium business; una piattaforma aggiornata del pbx e infine, la novità del cloud aggiornando l’esistente grazie anche all’accordo con Google”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore