Wincor Nixdorf: la gestione del contante è cara e apre la porta alle frodi

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Stefano Salteri, amministratore delegato di Wincor Nixdorf, anticipa il progetto che partirà il prossimo anno nel retail. Obiettivo: ridurre il contante in circolazione negli Iper e nei superstore che si ripagheranno l’investimento in poco più di un anno

Ottimizzare la gestione del contante sia per ridurre i costi di gestione operativa sia per prevenire frodi legate alla facile circolazione delle banconote. Questo è uno dei progetti a cui sta lavorando Wincor Nixdorf che, al momento, coinvolgerà solo alcuni retailer italiani  e, secondo prime analisi, la società stima che il ritorno sugli investimenti in queste soluzioni, almeno sulle grandi superfici come Iper o superstore, sia compreso tra 12 e 15 mesi.

Tutto questo, al momento per l’area retail, per il mondo bancario, l’altro comparto della clientela di Wincor Nixdorf, se ne parlerà più avanti anche se per questo mondo la società ha in serbo novità.

Secondo fonte Abi, in Italia il costo della gestione del contante è stimato in dieci miliardi di euro all’anno suddiviso in 2,8 miliardi nel settore bancario e il resto tra privati e imprese. A livello Europa, invece, più del 62% dell’allocazione dei costi del ciclo del contante è riposto nel front office e back office. E Stefano Salteri, amministratore delegato di Wincor Nixdorf, rincara la dose, dopo aver citato questi dati,  per spiegare le motivazioni che hanno portato la società a cavalcare il progetto di Cash Cycle management.

In Italia il 90% delle transazioni avvengono in contanti mentre in media, in Europa siamo al 60%, percentuali che si traducono in maggiori costi di gestione del contante per le banche questo aspetto è parzialmente superato mentre nel retail ci sono ancora troppe transazione che ruotano attorno al contante aprendo il terreno a situazioni di frode”.

Wincor Nixdorf chiude l’anno fiscale al 30 settembre e, lo scorso, chiuso appunto al 30 settembre 2009 ha registrato un fatturato a livello mondo, di 2.200 milioni di euro, in flessione del 3% rispetto all’esercizio precedente, ma ha quasi raddoppiato il valore del titolo.

Salteri ha parlato di un anno difficile, soprattutto perché i clienti della società sono banche e retail che, quest’anno, hanno ridoto i budget sensibilmente e “secondo Mediobanca sono stati persi 100 milioni di euro di Ebit anno su anno nel retail”.

Tra il 2008 e il 2009, in Italia, la società ha proseguito nel cambiamento della composizione del business. Wincor Nixdorf sta sempre più riducendo il peso che ha, nel fatturato, la componente vendita di hardware per riversarsi invece in quella caratterizzata dal mix software, consulenza e servizi. Nel 2009 la prima è stata pari al 56%; il 44 invece compete ai servizi ecc. Questo è in linea con quanto aveva anticipato la società lo scorso anno.

L’obiettivo che ci eravamo prefissati era quella di parificare il peso delle due componenti entro il 2011 ma – prosegue Salteri visti gli sviluppi di quest’anno, anticiperemo il raggiungimento di questo obiettivo”.

Inoltre, il managemenent della società ha illustrato alcuni progetti conclusi di recente  come l’interesse per il mondo petrol come l’integrazione dei sistemi di pagamento direttamente nelle pompe di benzina oppure il caso di Erg e Total che stanno entrando nel retail grazie a Wincor Nixdorf.

Infine alcuni progetti in fase di sperimentazione per il mondo banking come per esempio il faccia a faccia, l’evoluzione virtuale del call center che associa una voce al volto dell’operatore.

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