WPC 2011: Cloud, lanciato il nuovo Partner Network

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Sfilano sul parco della Microsoft Worldwide Partner Conference i manager mondiali delle linee di business che declinano i vantaggi dello spostamento verso il cloud per qualsiasi famiglia di prodotti. Nasce il nuovo programma di canale per vendere il cloud

Oggi alla Worldwide Partner Conference di Microsoft a Los Angeles sfilano sul palco davanti ai 15.000 invitati tutti i manager responsabili a livello mondiale delle divisioni di  prodotto, per illustrare i vantaggi che la transizione verso il cloud porterà ai partner, qualsiasi sia linea di business che li vede impegnati. Sì perché “il cloud non è vendere prodotti ma soluzioni e servizi”. Lo ribadisce Jon Roskill, corporate vice president worldwide partner goup,  che battezza la plenaria con un titolo d’effetto: “winning together, defining the opportunity”.

Se ieri la scena era condivisa con Ballmer (che ha parlato di opportunità) oggi il focus è il Microsoft Partner Network, cioé il programma di canale che è statao completamente ridisegnato per competenze, e che da oggi diventerà operativo  per i partner che vorranno vendere il cloud. “Abbiamo iniziato a lavorarci due anni fa – spiega Roskill – partendo dai rilasci di prodotti  in ambito server, seguiti da Bpos, Azure, Crm online e dal recente Office 365. Ora è arrivato il momento di creare un programma di canale cloud che permetta ai partner di operare. Quest’anno 6.000 partner hanno ricevuto certificazioni su 8.000 competenze, ma le competenze per vendere cloud vanno riviste”. E questo è un passaggio chiave: tutti i partner devono rimettersi in discussione, capire come modificare i profili dei propri collaborati, lavorare sulle singole competenze. “Voi partner – precisa Roskill – siete nella posizione di raccogliere questa opportunità”.

Dopo Roskill, inizia la sfilata dei manager che incalzano il messaggio declinato per le singole linee di business. Satya Nadella, president Server & Tool Business Division,  non solo sottolinea che “i partner potranno trarre molti vantaggi da questa trasformazione e costruire nello stesso tempo una forte esperienza che li guiderà nel business” ma che d’ora in avanti i  partner potrenno vendere le loro applicazioni attraverso il marketplace di Azure, in modo da raggiungere un numero potenziale di clienti maggiore e crescere di conseguenza in fatturato. Quest’anno su Azure sono stati formati 30mila partner e il mercato dei server virtuali ha sorpassato in consegna quello dei server fisici. “Nel 2012 anche l’installato delle macchine vituali sarà maggiore: a livello mondiale saranno 10.9 milioni i server virtali contro i 7.8 milioni di quelli fisici, una grande opportunità per promuovere il cloud “ dichiara Nadella. E sottolinea come i partner possono usare le soluzioni di private cloud di Microsoft costruite su Windows Server, Microsoft  Hyper-V e Microsoft System Center per aiutare i loro clienti ad affrontare questa transizione.

Dopo Nadella calca la scena Kurt DelBene, presidente di Microsoft Office Division, che annuncia cambiamenti  nei margini per i partner: ” i primi che hanno deciso di muoversi verso il cloud stanno già costruendo significati fatturati e stanno trasformando il loro business. C’è un miliardo di pc con Office e la versione 2010 è quella che ha avuto il processo di vendita più veloce nelle storia – precisa-. Quindi ci sono molte opportunità. Vogliamo rimanere leader nella produttività sia sul desktop, sia sui device ed estenderla in ambito collaboration, unified communication e business intelligence”.

Ai partner verranno offerte diverse risorse:  un accordo speciale da stipulare in ambito enterprise, un programma premier che si sta definendo e il marketplace di Office 365. Sul sito www.microsoftcloudpartner.com le condizioni e le regole (severe) per entrare tra coloro che vogliono proporre cloud.

Anche Pietro Scott Jovane, amministratore delegato italiano, sentito a proposito degli annunci è molto chiaro al proposito.Stiamo obbligando i partner al cambiamento e questo significa che cambierà il mix dei nostri partner e diventeranno più attenti ai processi dei clienti. Un cambio che porterà i partner a erogare servizi. Siamo affrettati nel convincere i partner a passare al nuovo modello ma non abbiamo fretta sui clienti. I partner che cambieranno avranno a disposizione un set maggiore di clienti sul quale fare business”. Si stima che il mercato italiano del cloud possa valere 440 milioni di euro alla fine di quest’anno. Marketing, demand generation e nuovo Partner Network saranno gli strumenti che aiuteranno i partner, quelli che avranno deciso il salto.

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