Zucca (Cisco), come si scelgono i partner in ambito data center

Strategie
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Diego Zucca, alliance manager e data center partner sales di Cisco, ricerca capacità di sviluppo congiunto e complementarietà nei partner. Perché in ambito data center serve maggiore focalizzazione. Nella videointervista il punto anche sul cloud

Partner e alleanze in ambito data center richiedono un approccio nuovo e dedicato. Non solo perché le tematiche sono recenti, ma anche perché l’approccio al mondo dei data center è in continua evoluzione, oggi spostato completamente sul paradigma software defined.
Come si scelgono i partner e le alleanze strategiche in ambito data center? Ne parliamo  con Diego Zucca, alliance manager e data center partner sales di Cisco, che sottolinea quanto le competenze si stanno “variegando” perché in una data center sempre più in trasformazione non bastano gli skill più tradizionali ma servono competenze recenti e innovative. “La ricerca nelle alleanze segue la logica di trovare entità che completino la nostra proposizione in termini di piattaforma e soluzioni  – precisa –  con alcuni partner lavorando sullo sviluppo congiunto, con altri ricercando soluzioni complementari”.

L’aspetto della complementarietà porta a scegliere partner focalizzati sulla tecnologia come gli storage vendor e aziende in ambito applicativo, maggiormente concentrate sugli aspetti di orchestrazione, “tra questi ad esempio Microsoft e RedHat”.

Quanto la tecnologia “software defined” possa aiutare le aziende a fare il salto verso la digital trasformation rimane comunque una questione aperta. Zucca ribadisce l’interesse sul paradigma SDI, che permette di definire e disporre di servizi più flessibili e di ridurre la complessità di gestione sia delle infrastrutture sia di provisioning. Ma sottolinea anche la necessità di lavorare a monte per la sua implementazione.  “Il software defined è un paradigma sul quale si deve investire – precisa – ma non necessariamente questo modello consente di per sé di ottenere vantaggi, perché richiede un’architettura stabile che sappia far dialogare il mondo delle applicazioni con  quello delle infrastrutture”.

Nella stessa direzione deve andare la spinta verso l’adozione del cloud: “in Italia è stato implementato  principalmente per obiettivi di riduzione di costi e per fronteggiare il fenomeno dello  Shadow IT, essendo già utilizzato da identità interne all’azienda non appartenenti al dipartimento IT. Ma bisogna adottare questo paradigma in modo più significativo per spingere una vera innovazione, cosa che già vediamo in altre geografie ma non ancora nel nostro paese”.
Nella videointervista maggiori dettagli, anche sullo stato di adozione di InterCloud, la rete i cloud lanciata un paio di anni fa da Cisco per mettere in comunicazione i cloud tra loro e sul mondo dell’Internet del cose, che impatterà sulla mole di dati da gestire nei prossimi dieci anni.

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