Zucchetti, un commercialista devoto all’It che ama i colori e l’estate

Mercato

Ritratti 4.0 – ChannelBiz intervista Alessandro Zucchetti, presidente di Zucchetti: ama la tenacia, i colori e odia l’ipocrisia e la mancanza di onestà, tanto nell’aspetto privato quanto in quello professionale

Un commercialista con la passione per lo sport che ama l’estate e, se fosse un piatto, sarebbe un cesto di frutta colorata e dissetante. Continua il nostro viaggio alla scoperta delle personalità dei più importanti manager It del nostro tempo e, questa volta, lo abbiamo fatto intervistando Alessandro Zucchetti, presidente dell’omonima società italiana di software.

Chi è…Alessandro Zucchetti?

Presidente della Zucchetti, azienda italiana di software, nato e cresciuto a Lodi, città dove c’è il quartier generale del gruppo Zucchetti.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Dopo il Liceo scientifico ho scelto la facoltà di Economia Aziendale e mi sono laureato nel 1998 all’Università Bocconi di Milano. Dopo aver fatto il praticantato da commercialista, ho sostenuto il relativo esame e sono diventato Dottore commercialista e revisore contabile.

Che tipo di adolescente era?

Ero un ragazzo allegro e spensierato, ma con senso di responsabilità. Dal punto di vista scolastico mi sono sempre piaciute le materie scientifiche, per le quali mi sentivo maggiormente portato. Nel tempo libero amavo fare attività sportiva, non solo il calcio ma anche lo sci in inverno e gli sport acquatici d’estate.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

La vicinanza con l’Ict è avvenuta per il fatto che mio padre ha fondato un’azienda informatica. Far parte di una società che si occupa di Information Technology mi ha fatto capire come sia importante la tecnologia nel lavoro: ti rende più produttivo, semplificando quelle attività che una volta richiedevano molto più tempo.

Alessandro Zucchetti
Alessandro Zucchetti

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Un processo graduale di inserimento nella realtà aziendale di cui sono responsabile è stato fondamentale, perché mi ha consentito di imparare da chi lavorava nell’impresa da molto più tempo di me e di scoprire le dinamiche delle varie divisioni aziendali. Questo mi ha dato una maggiore consapevolezza delle esigenze dei clienti e delle problematiche legate alla loro soddisfazione. Inoltre ho capito che per guidare un’azienda è fondamentale selezionare e trattenere persone capaci e motivate: la loro passione per il lavoro e l’attaccamento all’azienda sono due aspetti importanti per mantenere un clima di lavoro positivo.

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

Sono sempre stato una persona curiosa e amante dell’innovazione, ma non fine a se stessa. Ritengo infatti che la tecnologia non debba essere un fine, ma un mezzo per migliorare la qualità della vita e del lavoro.

Quali sono i suoi hobby?

Nonostante ami molto dedicarmi alle attività sportive, mi impegno a farlo senza sottrarre troppo tempo alla mia famiglia per seguire queste mie passioni.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

La tenacia è una caratteristica molto importante per avere successo sul lavoro ed è importante abbinarla al coraggio: infatti ripetiamo sempre alle nostre persone che è fondamentale criticare tutto e tutti al fine di migliorare l’efficacia e la qualità del servizio che offriamo ai nostri clienti. Il difetto che non riesco proprio a tollerare è l’ipocrisia e la mancanza di onestà, tanto nell’aspetto privato quanto professionale.

Alessandro Zucchetti
Alessandro Zucchetti

Direbbe grazie a…e perché?

Grazie sicuramente alle nostre persone che lavorano ogni giorno con impegno e passione e sono riuscite a garantire per anni alla Zucchetti di mantenere la leadership in un mercato come quello dell’IT, estremamente competitivo e in continua evoluzione.

A chi chiederebbe scusa e perché?

Cerco sempre di comportarmi correttamente, perché sono convinto che instaurare un rapporto basato sulla fiducia sia la condizione necessaria tanto nella vita professionale che in quella privata.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Mi piacerebbe essere la frutta: colorata, fresca e dissetante.

Se fosse un quadro?

Mi vengono in mente i quadri dell’artista cremasco Angelo Frosio, che allestiscono i nostri uffici. Sono molto variopinti e fantasiosi, noi diciamo che stimolano la creatività delle nostre persone.

Se fosse un film?

“Inside Out”. Ogni giorno dobbiamo gestire emozioni e stati d’animo diversi e ho trovato molto originale il modo in cui questo è stato rappresentato nel film.

Se fosse una stagione?

L’estate sicuramente. Le giornate si allungano con la luce fino a tardi, è tutto molto più bello ed è più facile trovare occasione di stare a contatto con la natura.

Se fosse una tecnologia?

Tutte le tecnologie, anche le più moderne, oggi finiscono per diventare obsolete in pochissimo tempo. Mi piacerebbe, quindi, essere una di quelle capaci di evolvere, per adattarsi ai continui mutamenti della società.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Mi sarebbe piaciuto lavorare in una investment bank oppure in qualche organizzazione internazionale a finalità umanitarie.

Se avesse una bacchetta magica…

Ultimamente mi chiedo se il maggior pericolo per la terra sia un progressivo inquinamento o un evento improvviso e catastrofico creato dall’uomo, mi piacerebbe non sentire più questi rischi.

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