Aruba (HPE company), anche il canale seguirà la specializzazione su wifi

Mercato

Fabio Tognon, Country Manager Aruba HPE, spiega l’evoluzione della società in seguito all’acquisizione di HPE: oltre a switch e data center un punto fermo sul wifi e una maggiore specializzazione da parte dei partner

Aruba Networks è diventata da qualche anno una HPE Company e, già forte nell’ambito data center e switch, oggi vuole puntare molto anche sul wifi, andando a toccare nuovi segmenti di mercato. Sul fronte del canale Fabio Tognon, Country Manager Aruba HPE, auspica di vedere i primi risultati derivanti dall’ottimizzazione, compresa una presa di coscienza da parte dei partner che il mondo sta cambiando, entro il 2019, in particolare al 30 ottobre 2018 dovrebbe già esserci la macchina operativa e pronta per iniziare a intravedere i primi risultati del cambiamento. Si parla del mondo degli ospedali, della pubblica amministrazione e del retail in particolare nell’ambito del lusso. Tognon, reduce dall’evento europeo in Croazia chiamato Atmosphere 2018, introduce il percorso che la società ha affrontato e sta affrontando dopo l’acquisizione di qualche anno fa da parte di HPE.

Fabio Tognon, Country Manager Aruba HPE

“Abbiamo l’esigenza di iniettare la curiosità tra i clienti di Aruba, che sono diversi rispetto a quelli di HPE, perché abbiamo negozi e l’ambito sanitario. Si pensi solo agli ospedali e alla necessità di sapere dove siano le barelle: con un tablet le potrei trovare ma serve il wifi e l’ambito mobile che mi aiuterebbe. Accedere al dato per trovare un servizio è compito nostro, abbiamo lavorato molto sui data center con gli switch ma oggi Aruba deve essere molto presente sui clienti che non hanno un data center nei loro spazi ma hanno bisogno di connettività e per questo anche il canale deve supportarci e seguire la trasformazione che anche noi stiamo avendo. Se prima lavoravano pesantemente sui data center adesso, esemplificando, devono pensare se e come installare un sistema di wifi in un negozio nel quale non vi sia un data center ma a cui devono prestare attenzione per la presenza di apparecchi che viaggiano sulla stessa frequenza wifi del sistema che deve essere installato”. Un recente studio condotto da Aruba e dal titolo The Right Technologies Unlock the Potential of the Digital Workplace, mette in luce i vantaggi che derivano dai workplace orientati al digitale, sia per l’individuo sia quelli per il business, ed evidenzia che le aziende meno avanzate tecnologicamente rischiano di restare indietro rispetto ai competitor e non attrarre i talenti migliori. Lo studio, che ha coinvolto 7mila dipendenti in tutto il mondo, ha rivelato un distacco nelle performance e nel sentiment tra i dipendenti che lavorano in digital workplace avanzati e quelli che invece utilizzano la tecnologia digitale in misura minore.

Aruba Smart Digital Workplace

Sono emersi: non solo produttività; gli strumenti digitali generano vantaggi per l’individuo: i “Rivoluzionari Digitali”, ossia i dipendenti che lavorano all’interno di digital workplace completi nei quali le nuove tecnologie per il workplace sono utilizzate in modo diffuso, hanno il 51% di probabilità in più di sentirsi pienamente soddisfatti sul lavoro e il 43% in più di giudicare positivamente il proprio equilibrio tra vita privata e vita lavorativa rispetto agli “Arretrati Digitali”, coloro che hanno accesso minore alle tecnologie per il workplace. I dipendenti “Rivoluzionari” hanno anche il 60% di probabilità in più di dichiararsi motivati sul lavoro e il 91% in più di giudicare positivamente la vision della propria azienda. Il lavoro digitale supporta anche lo sviluppo professionale: il 65% dei “Rivoluzionari” ha dichiarato di aver sperimentato sviluppo e crescita professionale attraverso l’utilizzo della tecnologia digitale, contro solo il 31% degli “Arretrati”. In presenza di un digital workplace, il 72% ha riportato una capacità superiore di adottare nuove competenze professionali rispetto al 58% degli “Arretrati”. Quantificare i vantaggi in termini di produttività derivanti dalla tecnologia digitale: il 73% dei “Rivoluzionari Digitali” ha dichiarato un impatto positivo sulla propria produttività e il 70% una migliore collaborazione grazie alle tecnologie digitali contro il 55% degli “Arretrati Digitali”. I continui progressi nell’automazione e nella tecnologia digitale aprono la strada a migliori esperienze per il workplace: per quanto l’automazione possa essere percepita come una minaccia per la sicurezza dell’impiego, la nostra ricerca ha rilevato un diffuso entusiasmo nei suoi confronti. Il 71% degli interpellati ha dichiarato che apprezzerebbe l’arrivo in futuro di un workplace completamente automatizzato che permettesse alle aziende di creare ambienti di lavoro più smart ed efficaci.

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