Bonus 18App: perchè non includere tablet e Pc nel paniere?

News

E’ in corso l’audizione presso la Commissione Istruzione Pubblica – Beni culturali al Senato sul Bonus 18app. Davide Rossi (Aires) pone al centro una considerazione legata al testo presentato dal Sindacato Italiano Librai – SIL Confesercenti

Cosa manca nel paniere dei beni acquistabili attraverso il bonus 18app? Tablet, computer, DVD e Blueray…Secondo Davide Rossi, direttore generale di Aires, non è condivisibile la posizione di SIL Confesercenti sul Bonus Cultura che tenderebbe a escludere questo tipo di strumenti dal paniere in esame. Sono ancora in corso le consultazioni, a ora che stiamo scrivendo, e quindi non è escluso che nell’ambito della discussione finale non si giunga a un colpo di scena. Secondo Rossi, per esempio, non è spiegabile come sia possibile che la “musica pre-registrata in qualsiasi formato la si voglia fruire sia inclusa nel paniere e, per esempio i Dvd no”.

I computer e i tablet sono strumenti indispensabili alla formazione e alla inclusione sociale e per questo devono assolutamente essere inseriti nel paniere dei beni acquistabili tramite la 18app. Stiamo parlando del bonus cultura 18app che il Sindacato Italiano Librai – SIL Confesercenti, in audizione presso la Commissione Istruzione Pubblica – Beni culturali al Senato con una delegazione guidata dalla Presidente nazionale di SIL Cristina Giussani, dal Vice Presidente Antonio Terzi e dal Coordinatore Nazionale Ermanno Anselmi ha definito un’esperienza “molto positiva.

Davide Rossi

Abbiamo visto in libreria ragazzi che prima non venivano. La maggior parte dei ragazzi, ha visto 18App come un ‘regalo’ che permette di avvicinarsi alla cultura gratuitamente. Senza librerie nei territori anche il bonus è destinato fatalmente a diventare meno efficace e strategico”. Secondo il documento che SIL ha consegnato alla commissione: “È ben noto come il settore della cultura in Italia versi in situazioni critiche. Solo il 40% degli italiani legge almeno un libro all’anno, con una dinamica in costante decremento da anni. Un popolo che non legge è un popolo senza capacità critica e soprattutto senza preparazione alla partecipazione nella vita attiva e istituzionale del Paese. La stagnazione della nostra economia è, a nostro avviso, molto legata a questi temi ed è urgente che si riconosca al settore della cultura la sua valenza economica. Siamo altresì convinti che la base della risoluzione del problema sia l’allargamento della base dei lettori, introducendo tutte le azioni possibili, in un’interconnessione fra editori, librai, insegnanti e bibliotecari, arrivando il più presto possibile ad un provvedimento di legge complessivo ed organico, con l’adeguata disponibilità finanziaria che preveda la promozione della lettura attraverso tutti i canali possibili, incluso quello delle librerie”.

Giovani allo studio

Proprio per questo, continua il documento, “per la 18App il nostro sindacato si è molto speso nell’aiutare a registrarsi sia i librai che i ragazzi, convinti che sia anche un’opportunità per gli esercenti e per i ragazzi ad avvicinarsi ad un mondo digitalizzato. La nostra esperienza è dunque molto positiva e abbiamo visto davvero molti ragazzi in libreria, che prima non venivano”.

Preoccupa però, sottolineano i librai, la possibilità che in futuro “venga richiesto di vendere i libri tramite Voucher 18App con uno sconto, in modo da ‘aumentare’ il valore del buono. Questa possibilità ci vede in disaccordo: il tema della marginalità è centrale per la sopravvivenza dei librai e soprattutto riteniamo indispensabile far capire ai lettori il valore reale di un libro. Dietro al prezzo di copertina ci sono tante professionalità e svilire il valore di tutto questo lavoro, offrendo uno sconto sistematico, non ci sembra educativo. Così come speriamo non si aggiungano alle possibilità di spesa strumenti informatici, vedi telefonini o tablet, perché, a nostro avviso, allontanerebbero 18App dalla sua funzione originaria, cioè quella del consumo culturale. Crediamo invece che andrebbe incentivato l’utilizzo nei musei e nei teatri, sempre per quell’indicazione fornita dall’Istat che dove non si legge, non si va al museo, né a teatro o al cinema”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore