Ceccomancini (Infinidat): Posizioni di potere? Privilegio ma tanta responsabilità

Mercato

Ritratti 4.0 – Donato Ceccomancini, Sales manager Italy di Infinidat, se fosse un quadro sarebbe uno di Escher: Difficile da capire al primo sguardo e in grado di rimettere in discussione le convinzioni…

Un passato in molte aziende di rilievo nel settore Ict e oggi una nuova avventura come Sales manager Italy di Infinidat. Si sta parlando di Donato Ceccomancini che, per una volta, si è spogliato di questo ruolo per indossare quello molto più personale per descriversi in questo ritratto 4.0. Dalla passione per la falegnameria, alle scelte, anche un po’ dolorose.

Chi è…Donato Ceccomancini?

Laurea in Ingegneria. Sales Manager per l’Italia di Infinidat e con un passato con diversi ruoli manageriali in aziende come Fujitsu, Emc, Siemens e Ibm. Pescarese di nascita, milanese di adozione. Sono cresciuto a Spoltore, un bel borgo medioevale in provincia di Pescara (da visitare). Curioso di tutto quello che mi circonda cerco sempre di mettere passione in quello che faccio. Apprezzo la musica jazz (preferibilmente, quando posso, dal vivo) ma non disdegno di ascoltare ed apprezzare tutta la buona musica.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?
L’AI è già realtà in molte aziende italiane. Le implementazioni principali al momento solo legate a tecnologie di assistenza ai clienti specialmente per banche e telco. Mi auguro che possa avere a breve anche un ruolo per lo sviluppo del sistema Paese, soprattutto per quanto riguarda la protezione del made in Italy e per la semplificazione burocratica.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It? Cosa chiederebbe loro?
Mediamente le società di credito in Italia conoscono poco le specificità del mondo It e questo le porta ad essere a volte eccessivamente caute.  Chiederei più coraggio, più lungimiranza e personale maggiormente in grado di comprendere il mondo It.

Donato Ceccomancini, Sales Manager Italy di Infinidat

Le banche hanno responsabilità e leve importanti nei Paesi dove operano per favorire lo sviluppo o per frenarne la crescita. Cosa ne pensa?
Assolutamente d’accordo. E anche in Italia alcune importanti realtà bancarie hanno investito nella crescita del paese Italia e ci riescono. Purtroppo non tutte e non quante ne servirebbero.

Tema giovani. Cosa cercano? Come giocano il loro futuro?
Non sono molto diversi da noi alla loro età. Vedo in molti di loro l’ambizione e la voglia di affermarsi, altri invece sono alla ricerca di un percorso “sicuro” di vita futura. La differenza forse è, per questi ultimi, che le prospettive sono oggi meno rosee rispetto ai miei tempi. Dovranno e dobbiamo svegliarli.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Le piccole e medie aziende (vero cuore dell’economia italiana) molto spesso scontano un problema di dimensione e di cultura interna. Le aziende più grandi invece sbagliano quando pensano che l’adozione di strategie digitali sia essenzialmente un problema di innovazione tecnologica. L’adozione di strategie digitali deve invece partire da una revisione delle organizzazioni, dei ruoli e delle responsabilità negli organigrammi e dei processi interni. Il resto verrà fatto dall’adozione di tecnologie It innovative pensare per essere a supporto delle strategie digitali aziendali.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
Dati alla mano, il piano Calenda è una legge che ha aiutato le imprese del Made in Italy. La speranza di tutti è che il nuovo governo riesca a fare altrettanto e magari meglio.

I robot ci ruberanno il lavoro?
I robot si sostituiranno a noi su molti lavori di fatica o ripetitivi ma contribuiranno alla nascita di nuove professioni. Di certo, quello che i robot non potranno mai avere è la creatività e la capacità di vedere in anticipo le “idee future”. Ed è su questo che dovremo maggiormente educare le nuove generazioni. Niente di nuovo, visto che già nel 1962 François Truffaut nel suo film “Jules e Jim “faceva dire al protagonista la famosa frase “L’avvenire appartiene ai curiosi di professione”.

Che idea ha dello smart working?
◦ E’ un ottimo strumento per conciliare produttività aziendale e qualità della vita dei dipendenti.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?
◦ Sui Bitcoin sono curioso di capire la reale evoluzione mentre sono molto più interessato sulle enormi potenzialità delle Blockchain.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Restando coerente sui contenuti ma bilanciando adeguatamente la comunicazione istituzionale con quella via social. E con un approccio strutturato, affidandosi ad agenzie specializzate.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
◦ Penso che progetti di IoT cresceranno molto in tutte quelle aziende che vogliono mantenere un vantaggio competitivo sul mercato. E penso che però di pari passo cresceranno le richieste di maggior sicurezza sui dati generati grazie anche ai vincoli imposti dalle nuove legislazioni europee (vedi GDPR). Ad esempio, uno dei trend più significativi in questo momento per le aziende è quello di dotarsi dell’encryption end-to-end per ottenere la massima tutela dei dati. E per questo sarà sempre più necessario dotarsi di Infrastrutture IT adeguate e innovative.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Grandi opportunità ma non per tutte le aziende e non per tutte le applicazioni aziendali. Dopo anni di forte spinta verso il Cloud, prevedo nei prossimi anni una forma di riequilibrio tra soluzioni on-premise e in Cloud, anche grazie a tecnologie di nuova generazione in grado di garantire “on-premise” la stessa flessibilità commerciale e semplicità di utilizzo dei servizi Cloud. E su questo Infinidat è all’avanguardia essendo stata definita dalla stessa Gartner “lo storage del futuro”.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Il pregio che ammiro di più è la coerenza. Il difetto, la mancanza di disciplina nel rispetto degli impegni presi.

Donato Ceccomancini, Sales Manager Italy di Infinidat

Direbbe grazie a…e perché? A chi chiederebbe scusa e perché?
Grazie alle persone a me care ma anche a tutti quelli che ho incontrato durante la strada e che volontariamente o involontariamente mi hanno dato qualcosa. Grazie a mio padre, forte e gentile come gli abruzzesi doc. Scusa a tutte le persone a cui non ho dedicato le attenzioni che meritavano.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Negli ultimi anni di liceo ho iniziato a interessarmi di elettronica. Da li il passo per iscrivermi ad Ingegneria è stato breve. Lo stage in IBM alla fine del percorso universitario ha fatto il resto.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Tenacia, perseveranza, capacità di trarre vantaggio dagli insuccessi e ripartire più forti di prima … e anche fortuna.

Quali sono le migliori scelte che ha fatto da un punto di vista professionale?
Più di una, ma in termini temporali direi l’ultima, quella di accettare la sfida ed entrare in Infinidat. Un’azienda che propone una tecnologia innovativa per la gestione dei dati: un software defined storage di classe Enterprise che utilizzando algoritmi di machine learning e di Intelligenza Artificiale è in grado di garantire elevate performance, affidabilità unica sul mercato e a costi contenuti .

Donato Ceccomancini, Sales Manager Italy di Infinidat

Si è mai trovato nella necessità di fare scelte dolorose, ovviamente da un punto di vista professionale?
Certamente, come tutti. Anche se a volte attraverso una corretta “prevenzione” si riesce a non arrivare al punto di fare scelte dolorose. In ogni caso l’importante e mantenere un alto livello di coerenza e di correttezza.

Lei ricopre, per il ruolo che ha, quelle che in gergo sono chiamate posizioni di potere. Cosa mi può dire al riguardo?
E’ allo stesso tempo un privilegio e una responsabilità da gestire con ambizione e coraggio ma anche con equilibrio e ragionevolezza. Chiunque ricopra una “posizione di potere” si confronta, discute, accetta consigli e suggerimenti, ma alla fine è sempre solo nel momento in cui deve prendere decisioni. Ma questo non deve allontanarlo dagli eccessi. A questo proposito condivido e faccio mie le parole del Presidente Mattarella che ultimamente ha avuto modo di dichiarare che “…la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere. Rispetto a questo pericolo un antidoto è avere capacità di autodisciplina, di senso del limite, di autocontrollo – e, perché no – di autoironia che è sempre molto utile a tutti”.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
In ordine di arrivo in casa, un TV Box Android.

Quali sono i suoi hobby?
Mi diletto in piccoli lavori di falegnameria, la manualità mi rilassa e mi aiuta a prendere le decisioni. Mi piace camminare in montagna, giocare a tennis e, quando posso, frequentare i locali dove si può ascoltare della buona musica dal vivo.

Donato Ceccomancini, Sales Manager Italy di Infinidat

Se fosse un piatto sarebbe…
Melanzane alla parmigiana. Non molto semplice da preparare ma molto gustoso quando viene servito a tavola. E poi rompe un po’ gli schemi. E un primo o un secondo?

Se fosse un quadro?
Un quadro di Escher. Difficile da capire al primo sguardo. In grado di rimettere in discussione le convinzioni.

Se fosse un film?
Blade Runner, ma quello del 1982. Ha ormai qualche anno ma è ancora molto attuale.

Se fosse una stagione?
Primavera. La giusta metafora dell’imparare dai propri errori e riprovarci di nuovo.

Se fosse una tecnologia?
Un algoritmo di Intelligenza Artificiale e di Machine Learning in grado di osservare e apprende

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Falegname. Mio padre aveva una falegnameria, gli ho sempre dato una mano durante gli anni del liceo. Se non mi fossi iscritto ad Ingegneria molto probabilmente avrei continuato la sua attività.

Se avesse una bacchetta magica…
Mi chiamerei Harry Potter.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore