Comanescu (Syneto): il cloud? In Italia una percezione bassa su cosa sia in realtà

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Ritratto 4.0 – Vadim Comanescu, CEO di Syneto, si racconta tra vita privata, business e opinioni sui grandi temi che stanno attanagliando l’economia moderna

Vadim Comanescu, CEO di Syneto, pignolo, si interroga come l’Intelligenza Artificiale possa dare risultati e sul cloud?  In Italia è un concetto in una fase ancora incipiente, perchè secondo me c’è ancora una percezione molto bassa di cosa sia in realtà. Comanescu si racconta in questa intervista Ritratto 4.0.

Chi è Vadim Comanescu?
Sono nato in Romania a Baia Mare nel 1984. Figlio di una mamma medico e di un papà imprenditore. Ora vivo a Brescia, sono sposato e ho due bambine.

Lei ricopre, per il ruolo che ha, quelle che in gergo sono chiamate posizioni di potere. Cosa mi può dire al riguardo?
È vero, il mio ruolo formalmente implica avere una posizione di rilievo, ma ognuno ha un suo modo di gestire il suo potere. Io sono un perfezionista e spesso ho la tendenza a spingere le mie idee. Però sto lavorando per ascoltare di più anche il mio team e seguire una direzione diversa dalla mia se si dimostra valida. Sono convinto che si possa esercitare il potere in modo positivo solo se le altre persone e i tuoi dipendenti riconoscono la tua autorevolezza.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Una bella nuvola! In Italia è un concetto in una fase ancora incipiente, perchè secondo me c’è ancora una percezione molto bassa di cosa sia in realtà. Il cloud però è come un treno che non si può più fermare e io credo in quello che definisco un “Hybrid cloud” del futuro, privato e pubblico, di cui le aziende potranno sfruttare i vantaggi di entrambe attraverso un unico punto di accesso.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nell’industria italiana?
È un argomento di cui si parla molto in questo periodo ma io penso che bisognerebbe fare prima un’attenta analisi per comprendere quale sia il modo più corretto di applicarla per migliorare sempre di più. L’IA avrà un grande peso nei processi e nell’automazione di vari settori e con il tempo si imparerà quali sono i reali vantaggi che possono essere sfruttati. Anche noi in Syneto stiamo cercando di capire come applicare l’Intelligenza Artificiale nel nostro campo.

Vadim Comanescu

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo IT?
Le definirei amiche fino a un certo punto. Purtroppo le società di credito non sono ancora del tutto abituate a lavorare con asset intangibili e software a cui non sono in grado di dare un valore immediato. L’approccio è sicuramente più facile invece quando si tratta di prodotti concreti, di cui si possono comprendere da subito i vantaggi. Spero che in futuro questi ostacoli possano essere superati più semplicemente.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Ci sono motivazioni diverse che dipendono dalle dimensioni delle aziende. A volte, quando si tratta di una grande e importante azienda, solo l’idea del cambiamento diventa un impedimento. Per quanto riguarda le Pmi credo che a volte sia solo una questione di “ignoranza”, nel senso che spesso non si ha la giusta volontà per informarsi su ciò che succede nel mondo circostante. Le faccio un esempio: un’azienda che produce bottiglie di plastica, per il 99% del tempo pensa solo a quello e basta. Quando raggiunge la zona di comfort è molto difficile andare oltre. In altri casi però le piccole imprese non hanno proprio a disposizione le risorse adeguate per comprendere come migliorare la propria attività utilizzando nuovi strumenti come quelli digitali.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
Il concetto di Industria 4.0 è un nuovo trend di cambiamento e di automazione dei processi che si traduce in uno scambio di dati tra tutti i dispositivi che compongono la cosiddetta “smart factory”. Bisogna fare molta attenzione però perché, in aggiunta al vantaggio che l’automazione dei sistemi può portare ad un azienda, è necessario alzare anche la soglia dei controlli per essere sicuri che non si verifichino interruzioni di attività che possano causare il “crollo del castello”. La stabilità dell’infrastruttura IT diventa un punto fondamentale. Per noi si tratta quindi di una grande sfida.

I Robot ci ruberanno il lavoro?
A prima vista effettivamente può sembrare che sia così, ma io credo che il lavoro non diminuisca in funzione dei robot. Lo definirei piuttosto una “ridistribuzione” delle occupazioni. Penso, infatti, che non ci sia un collegamento diretto tra macchina, che sembra stia sostituendo l’azione umana, e la disoccupazione. I ruoli dei robot e dell’uomo possono essere affini ma non identici. In che modo? Partiamo dal presupposto che ogni attività viene svolta seguendo un processo. In alcuni casi, si tratta di azioni automatiche e programmabili che devono seguire una prassi precisa e univoca. Un esempio banale può essere il guidare l’auto: si impara a farlo seguendo un regolamento stradale definito e non c’è spazio per la libera interpretazione. Diversamente, ci sono alcune mansioni che se portate avanti con passione e consapevolezza possono riservare sempre nuove scoperte e dare nuovi spunti di applicazione. Quest’ultimo aspetto, a mio parere, non potrà mai essere sostituito da un robot.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?
Credo che da sempre la blockchain sia una tecnologia con un fascino incredibile e con grandi potenzialità. Reputo il concetto della moneta virtuale molto intelligente e il principio di eliminazione dell’intermediario in favore di uno “smart contract” molto interessante. Ovviamente come tutte le cose dipende dalla modalità di utilizzo. Nell’ultimo periodo è un trend in discesa libera. Vediamo come evolverà!

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Questo tipo di comunicazione non deve essere sottovalutata da parte di un’azienda. I social network con il passare del tempo diventeranno sempre più uno dei canali principali di divulgazione delle informazioni, per questo è necessario trovare metodi innovativi per differenziarsi e per non rischiare di diventare “rumore di fondo”. Per capirci meglio, diversi studi dimostrano che oggi una persona è esposta fino a 4mila inserzioni pubblicitarie circa di diversi brand, durante tutto l’arco della giornata. Non basta comunicare, bisogna farlo in modo intelligente. La Cina, in questo senso, è un esempio interessante: il successo nel mercato high-end cinese è sempre più determinato da fattori quali un’efficace attività di marketing e di sviluppo del marchio, distribuzione efficiente e una profonda capacità di comprensione dei bisogni del consumatore di riferimento.

Quali sono i suoi hobby?
Ne ho diversi. Quando ero più giovane ho avuto una passione che definirei più ossessione per i videogiochi. Ho passato anche giornate intere a cercare di portare a termine una sfida. Quando mia moglie mi ha minacciato di chiedere il divorzio ho dovuto smettere! A oggi mi piace molto il calcio, ma solo da guardare in tv perché in campo non sono così bravo, e il crossfit che pratico costantemente tutte le settimane. Lasciando da parte lo sport, una delle mie più grandi passioni è la cucina, sono un ottimo cuoco.

Vadim Comanescu

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e il difetto che proprio non le va giù?
Il pregio che ammiro di più è l’intelligenza. Mi affascina trovare persone che mi stupiscano con i loro ragionamenti. Non sopporto le bugie e la disonestà delle persone.

Che tipo di adolescente era?
Sono sempre stato un perfezionista, ho sempre cercato di raggiungere i miei obiettivi dando il massimo. Un’indole che ho ereditato da mio padre, che fin da piccolo mi ha responsabilizzato. Mi sono sempre piaciute le materie scientifiche e la tecnologia, ma per assurdo non l’informatica. Questa passione è arrivata tardi quando, dopo gli studi universitari al Politecnico, sono arrivato in Syneto e ho cominciato ad occuparmi di sviluppo software.

Giovani. Cosa cercano? Come giocano il loro futuro?
La realtà di oggi è la generazione smart dei millenials. La tecnologia ha abituato i giovani ad avere tutto e subito e questo ha quasi del tutto eliminato la soddisfazione di guadagnarsi qualcosa. Ormai è sufficiente postare una foto su un social network per ricevere mille like e questo fa salire di molto l’autostima. Quindi sembra tutto facile. Nel mondo del lavoro però non funziona proprio così e i traguardi da raggiungere sono più difficili. I ragazzi a questo non sono abituati. Ci vuole impegno e costanza e bisogna capire come utilizzare al meglio i mezzi che si hanno a disposizione per raggiungere i propri obiettivi.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Sicuramente la mia voglia di approfondimento continuo del settore in cui lavoro e l’essere alla ricerca del raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi mi ha aiutato molto. Ma un aspetto importante che mi ha permesso di arrivare dove sono oggi è anche l’essere stato capace di collegare le mie competenze tecniche e di marketing, per avere una visione più ampia su diversi aspetti della mia azienda.

Quali sono le migliori scelte che ha fatto da un punto di vista professionale?
Non riesco a individuare delle scelte specifiche. Io non mi accontento mai, come ho detto prima sono un perfezionista e cerco sempre di raggiungere i miei obiettivi e di migliorarmi ogni giorno sempre di più. Mi concentro molto su me stesso e mi considero il mio primo punto di riferimento.

Si è mai trovato nella necessità di fare scelte dolorose, ovviamente da un punto di vista professionale?
Dolorose no ma difficili sicuramente sì. Licenziare una persona per esempio non è mai piacevole. Ma quando sono diventato CEO avevo ben chiaro il fatto che mi sarei trovato di fronte anche a situazioni di questo tipo. Si analizza il problema e si affronta per arrivare alla soluzione.

Vadim Comanescu e due attori

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato in casa sua?
Essendo un appassionato di tecnologia ho diversi dispositivi in casa. Ultimamente ho introdotto le lampadine smart per controllarle le luci dal telefono (quando il wireless non funziona è un bel problema!) e ho comprato il set virtual reality di PlayStation per i miei momenti di divertimento.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di addormentarsi?
Secondo il mio iPhone trascorro al telefono circa 3 ore e 14 minuti al giorno! Il tempo dedicato al lavoro per fortuna è inferiore rispetto all’uso che ne faccio per la mia vita privata.

Se fosse un piatto quale sarebbe?
Domanda difficile, mi piace e molto tutta la cucina italiana. Tra i vari cibi però preferisco in particolar modo la carne.

Se fosse un quadro?
Non sono molto appassionato di arte quindi non saprei. Però facendo crossfit forse il David di Michelangelo in Piazza della Signoria. È una scultura ma va bene lo stesso no?

Se fosse un film?
In questo caso ho due alternative: Snatch e Pulp Fiction.

Se fosse una stagione?
Sicuramente l’estate.

Se fosse una tecnologia?
Sono iperconvergente come Syneto!

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Mi sarebbe piaciuto fare il cuoco.

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