De Tomasi (WatchGuard Italia): il leader usa il potere per decidere il meglio per tutti

Strategie

RITRATTI 4.0 – Ivan De Tomasi, country manager di WatchGuard Italia, si racconta: da ‘casinaro’ da giovane a leader da quasi otto anni con oneri e onori. Ammette disagio quando ha dovuto licenziare

Ivan De Tomasi, Country Manager WatchGuard Italia da quasi 8 anni, si racconta in questo Ritratto 4.0. Per stare al passo con i tempi – afferma – anche le stesse banche dovranno evolvere ed erogare sempre più servizi IT. Ma c’è anche l’aspetto che direttamente lo riguarda parlando di posizioni di potere., un potere che porta a gestire diverse problematiche ma anche a prendere decisioni dolorose.

Chi è Ivan De Tomasi?
Country Manager Italia per WatchGuard da quasi 8 anni, prima Sales Engineer per il brand e prima ancora ho ricoperto varie posizioni tecniche in altre aziende del settore. Di base rimango quindi un tecnico che ha però sempre avuto la propensione a ‘vendere’ e questo mi ha portato a fare il salto verso un ruolo commerciale. Credo che i miei clienti abbiano sempre percepito la passione con cui parlavo del prodotto e si siano fidati della genuinità di quel sentimento. Non riuscirei mai a vendere una cosa che non mi piace o in cui non credo. In generale, sono una persona che oggi si divide principalmente tra casa e lavoro, anche se vorrei tornare a coltivare anche quegli hobby e sport che prima avevo tempo di praticare.

Lei ricopre, per il ruolo che ha, quelle che in gergo sono chiamate posizioni di potere. Cosa mi puo’ dire al riguardo?
Non le chiamerei posizioni di potere, ma posizioni che ti portano a gestire più problematiche; certo, si tratta di posizioni che ti danno più visibilità, sia a livello personale che professionale, ma quando accetti un ruolo di questo tipo prendi tutto il pacchetto, oneri ed onori come si suol dire. Il mio ruolo comporta molte responsabilità e diventa tutto più complicato quando gestisci delle persone perchè ogni tua decisione può influire anche sullo stato delle tue persone all’interno dell’azienda o sulle loro remunerazioni: ogni scelta va quindi molto ponderata.
Se per “potere” intendiamo la possibilità di poter decidere a livello di business se una cosa deve andare in un modo o in un altro, allora sì… abbiamo del potere. Mi ritengo fortunato perché ho un team di persone intelligenti, con le quali cerco di condividere il più possibile, che comprendono che quando prendo una certa decisione lo faccio per il bene loro e del nostro business.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
Che ognuna delle due tematiche non può essere trattata senza considerare l’altra. Non possiamo parlare di IoT senza porci il problema del mettere in sicurezza ogni collegamento e non possiamo parlare di sicurezza senza pensare che oggi l’IoT è sempre più presente nelle nostre vite (private e professionali) anche se ancora molto poco regolamentato.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
In prima battuta, la classica nuvoletta con cui tutti tendono a rappresentare il Cloud, ma se mi fermo a pensare realmente a cos’è il Cloud mi vengono in mente tantissime cose e potrei parlare per giorni e giorni, partendo dai benefici che comporta fino ai problemi che si porta dietro.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?
Molteplici, sicuramente. Aiuterebbe a ottimizzare molte procedure e, in riferimento al business che tratta WatchGuard, a mettere in sicurezza molti environments che oggi non lo sono, soprattutto nell’industria italiana che non ha mai visto la sicurezza informatica come qualcosa di indispensabile.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?
Direi né amiche né nemiche, semplicemente attente e guardinghe, forse ancora un po’ dubbiose su questo vasto mondo (quello dell’IT): vedono che apporta molti benefici e possibili guadagni ma stanno ancora cercando di capire le problematiche che possono generare un rischio.

Ivan De Tomasi

Cosa chiederebbe a una società di credito?
Di assecondare di più le esigenze dettate dalla veloce evoluzione del mercato e di investire su una maggiore formazione per i clienti.

Le banche hanno responsabilità e leve importanti nei Paesi dove operano per favorire lo sviluppo o per frenarne la crescita. Cosa ne pensa?
Sono assolutamente d’accordo. A un certo punto dello sviluppo del business di un’azienda, entra quasi sempre in gioco una banca ed è da come questa reagirà al progetto che le viene prospettato che si determina il futuro di quell’azienda. Per stare al passo con i tempi, anche le stesse banche dovranno evolvere ed erogare sempre più servizi IT.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Se in un ruolo decisionale troviamo una persona ‘matura’ sarà meno avvezza a considerare la revisione di una strategia aziendale con l’inserimento di strumenti digitali. Più quella persona sarà giovane (e quindi nata con la tecnologia) più avrà la mente aperta per valutare suggerimenti che andranno nella direzione dell’inserimento di più strumenti digitali volti a migliorare e ottimizzare il lavoro dell’intera azienda.
Bisogna considerare anche il problema legato alla cultura; spesso alcuni IT manager non sono a conoscenza delle novità e se non le conoscono non possono valutarle e proporle alla proprietà.

I robot ci ruberanno il lavoro?
Da persona pragmatica quale sono ritengo che per far funzionare un robot servirà sempre una persona. Forse ‘ruberanno’ alcuni ruoli agli esseri umani ma si creeranno anche nuove posizioni per supportare il loro lavoro. Bisogna anche vedere fin dove ci si spingerà con l’intelligenza artificiale… credo che il bello debba ancora venire!

Che idea ha dello smart working?
Lo pratico sempre da quando lavoro in WatchGuard (da 13 anni) e non posso che decantarne tutti i benefici, che sono molteplici. Certamente, implica minor a contatto con i colleghi ma ci sono molti modi per ovviare a questo happy-problem… e la tecnologia ci dà una grossa mano in questo senso.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?
Che è il classico esempio di evoluzione tecnologica che va a toccare sia le aziende che le persone e che tutti dovremo accettare. Oggi in Italia ci sono già negozianti che accettano pagamenti in Bitcoin e dipendenti di aziende che chiedono di avere almeno il 50% del proprio stipendio pagato in Bitcoind, accettando il rischio di vedere il valore di quel 50% deprezzato.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
La comunicazione evolve velocemente, grazie anche alla tecnologia, e le aziende oggi hanno a disposizione strumenti che fino a pochi anni fa non esistevano. Ritengo che oggi un’azienda sia obbligata a comunicare anche tramite i social media perchè è uno dei primi strumenti che le persone usano per raggiungerci. Ci sono già tantissime aziende che erogano supporto post-vendita tramite i canali social proprio perchè hanno realizzato quante persone riescono a raggiungere con queste piattaforme.
Non è però l’unico strumento con cui si deve comunicare, bisogna lavorare parallelamente sulle piattaforme social e sugli altri mezzi più adatti ai servizi erogati dalla propria azienda.

Quali sono i suoi hobby?
In questo particolare momento della mia vita, con due bambine piccole da crescere con mia moglie, il tempo per gli hobby è ridotto al minimo. Il mio desiderio è quello di tornare a praticare gli hobby&sport che amavo: Skydiving, difesa personale, nuoto e motocicletta (non scooter, ci tengo a precisare).

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
Parto da ciò che proprio non mi va giù: l’ipocrisia e la falsità. Sono una persona trasparente e quindi spesso dico le cose come stanno, sia sul lavoro che nella vita privata. Ciò che ammiro nelle persone è proprio la trasparenza e la sincerità, sempre e comunque.

Direbbe grazie a…e perché? A chi chiederebbe scusa e perché?
Sicuramente devo dire grazie a chi vive con me tutti i giorni, mia moglie e le mie figlie, perchè accettano i miei orari di lavoro, i miei viaggi, le mie assenze, i miei umori dettati da una giornata lavorativa andata bene o male. Direi grazie ai miei genitori che mi hanno dato una giusta educazione che mi ha consentito di pormi nella condizione di capire cosa è bene e cosa male e quali scelte fare davanti ad un bivio. Infine, direi grazie al mio attuale manager (Fabrizio Croce, Area Director South Europe) che, quando ero un tecnico, ha avuto la lungimiranza di credere nel mio potenziale e ha corso il rischio di propormi un ruolo che nessuno forse mi avrebbe mai offerto dal momento che non avevo esperienza manageriale.
Chiederei scusa a tutti quelli che ho messo da parte dando priorità al mio lavoro, anche se non c’è qualcosa che, lavorativamente parlando, non rifarei o di cui mi sia mai pentito.

Premiazione Team WatchGuard Italia

Che tipo di adolescente era?
Sono sempre stato estroverso e anche “casinaro”: più caos si faceva meglio era. Non ho mai perso però di vista le regole base della buona educazione che mi hanno insegnato i miei genitori.

Tema giovani. Cosa cercano? Come giocano il loro futuro?
Cercano quello che cercavamo noi, di ritagliarsi un loro ruolo nel mondo del lavoro ed avanzare il più possibile. In termini di volontà e ambizioni non vedo differenze con la nostra generazione, ma devo ammettere che vedo molta meno voglia di fare gavetta, chilometri, sforzi.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Ho studiato da Perito Informatico e poi ho iniziato l’Università in Scienze dell’Informazione. Ho dovuto fermarmi a causa di un grosso problema di salute di mio padre che mi ha costretto ad andare a lavorare ma credo che non l’avrei comunque terminata. Mi sono allontanato dal settore per qualche anno e poi, durante il servizio di leva, è rinata la passione: ho iniziato a studiare da autodidatta sia le reti che i linguaggi di programmazione e ho tracciato la mia strada.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Alla caparbietà e all’ambizione. Caparbietà, perchè credo di essere uno che non molla mai e che vuole sempre dimostrare di farcela. L’ambizione la avvertivo già da ragazzo: da un lato è positiva perchè ti dà sempre un motivo per alzarti la mattina, dall’altro può essere un problema: quando raggiungi l’obiettivo che ti eri prefissato non te lo godi perchè stai già pensando a quello successivo…

Quali sono le migliori scelte che ha fatto da un punto di vista professionale?
Accettare di lavorare per un vendor (WatchGuard) che, rispetto alla posizione che occupavo, rappresentava fare un bel salto nel buio ed accettare la proposta del mio manager di diventare Country Manager Italia quando lui era l’unico a crederci (gli diedi anche del ‘pazzo’ per questo!).

Si è mai trovato nella necessità di fare scelte dolorose, ovviamente da un punto di vista professionale?
Sì certo, una su tutte licenziare delle persone. La scelta è dolorosa ma rientra negli oneri di un Country Manager.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Smartphones, tablets, AppleTV, NAS, Telecamere,…. giusto per citarne alcuni.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
Mi vergogno a dirlo ma tanto… dovrei passarne meno, ma una cosa me la sono imposta: finchè le mie piccole non sono dentro l’asilo, non esiste cliente a cui io risponda. Le mie figlie hanno la priorità su tutto.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Un filetto di manzo al pepe rosa: importante ed imponente nel proporsi ma poi molto gustoso.

Se fosse un quadro?
Un quadro di Munch: essenziale ma con una pittura fluida e forme e linee armoniche che esaltano la qualità globale del lavoro del pittore.

Se fosse un film?
Il Gladiatore, decisamente. In lotta continua per conquistare ciò a cui ambisce.

Se fosse una stagione?
Se dovessi guardare il mio approccio freddo e distaccato ai problemi che si pongono sul lavoro quotidianamente direi inverno, ma adoro troppo l’estate per non scegliere quest’ultima come risposta finale.

Se fosse una tecnologia?
Un router: mi riesce abbastanza bene instradare correttamente le informazioni.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Credo il giardiniere: ho scoperto una fortissima passione per questo lavoro, molto meno di concetto, molto più manuale, ma i cui risultati sono prontamente tangibili.

Se avesse una bacchetta magica…
La darei alle mie bambine: sono certo che mi farebbero una statua per un regalo simile.

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