Strategie

Arrow: l’offerta cloud si arricchisce grazie a Microsoft

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Arrow ECS University 2018 – L’infrastruttura premia Arrow che, grazie all’accordo con Microsoft, riesce a offrire servizi in ambito cloud da propria piattaforma. A novembre un evento in due tappe per spiegare la cloud experience che insieme a IoT sono le tematiche chiave dell’offerta

Soddisfazione dal mercato dell’infrastruttura, grazie a brand come NetApp e prossimamente anche Infinidat ma è grazie all’accordo, già siglato in Europa, con Microsoft, per Azure, che ad Arrow mancava quel tassello che completa il marketplace del distributore e che gli permettesse di proporre soluzioni anche in ambito cloud. Federico Marini, regional director di Arrow Enterprise Computing Solutions (ECS) Business sud est Europa, incontrato durante l’Arrow ECS University 2018. Quest’anno l’evento ha visto 600 iscrizioni, 450 presenti e 32 brand. Arrow è cresciuta del 30% nel 2017 e anche il 2018 sta procedendo a doppia cifra, sottolinea Marini, che ricorda come la security sia sempre un ambito di soddisfazione e tiene. Ora, il focus per Arrow è il cloud.

Eleonora Molinari

Proprio in relazione alle tematiche chiave del momento, cloud e IoT e grazie alla partnership con i ‘cugini’ Arrow Components, il distributore terrà a novembre prossimo due eventi tematici sul cloud dal punto di vista di chi lo utilizza, ha sottolineato Eleonora Molinari, marketing manager di Arrow ECS. Si tratta di “Cloud Experience”, l’evento in due tappe Milano (6 novembre) e Roma (8 novembre) che farà da palcoscenico a esperienze di successo illustrate attraverso casi concreti dalle aziende che hanno affrontato la sfida con i maggiori player del mercato It. “Aumenta il peso delel infrastrutture – sottolinea Marini – grazie al peso di Microsoft e Citrix su Csp, che vanno a completare la nostra piattaforma dedicata, già pronta, ma per la quale mancavano tasselli. Sul fronte della security, mantiene la sua posizione perché siamo un distributore forte in questo settore”.

L’offerta cloud…Finalmente

Tornando al segmento cloud, Marini spiega che già il distributore vendeva offerta cloud dei vendor in portafogli, ma con l’accordo con Microsoft, Arrow è in grado di proporre l’offerta cloud attraverso la propria piattaforma. “All’estero – spiega – la piattaforma è performante”. Anche l’ambito IoT ha visto qualche cambiamento in Arrow, sia a livello di figure responsabili, sia per quanto riguarda l’offerta. “Due persone sono referenti in questo settore: una per Arrow ECS a Bolzano e una per Arrow Components a Milano e lavorano solo sull’IoT. Le due figure lavoreranno a contatto per proporre sul mercato soluzioni IoT e l’integrazione con i clienti. Abbiamo visto la possibilità di avere interazioni con le soluzioni dei clienti”, dice Marini.

La voce dei vendor

Sophos ha annunciato crescite anche per il 2018. Forti di investimenti fatti nel passato, su segmenti di mercato che per il mondo It possono essere considerati di nicchia, Marco D’Elia, country manager di Sophos in Italia, spiega che l’azienda si rivolge alle aziende che hanno carenza di risorse e competenze.

Marco D’Elia

La novità annunciata da D’Elia è il lancio della nuova versione di Sophos Intercept X con Endpoint Detection e Response integrato. Intercept X Advanced with EDR, basato sul Deep Learning, è in grado di individuare più rapidamente il malware e viene reso disponibile attraverso un programma globale di accesso. La rete neurale di Deep Learning di Sophos è stata collaudata su centinaia di milioni di campioni malevoli al fine di individuare eventuali caratteristiche sospette e consentire così di rilevare minacce fino a quel momento sconosciute.
La soluzione Sophos fornisce inoltre un’analisi esauriente e qualitativa dei potenziali attacchi, confrontando il DNA dei file sospetti con i campioni di malware già classificati nei SophosLabs. Fino ad oggi, un’indagine e una risposta efficace alle minacce era possibile solo per aziende dotate di un Security Operations Center (SOC) dedicato o di un team specializzato nella sicurezza IT con una formazione specifica per il rilevamento e l’analisi degli attacchi informatici.

Maurizio Desiderio

Maurizio Desiderio, country manager di F5 Networks fa leva sul fatto che oggi le applicazioni sono il motore delle aziende, ma è altrettanto vero il fatto che il cloud sta prendendo piede, ed è sempre più complicato gestire servizi on premise, dal proprio data center o dal cloud pubblico. “Oggi cambiano le metodologie di sviluppo, sta per esplodere la parte delle applicazioni sviluppate con nuove metodologie, pensiamo al DevOps, i clienti vi stanno investendo e tutto ciò sarà dirompente in Italia”, spiega. F5 ha una piattaforma che fornisce ai clienti una gestione omogenea a 360 gradi a prescindere dalle applicazioni. “Con Arrow è importante la capillarità sul mercato”, spiega Desiderio, che conferma per marzo prossimo una serie di nuovi annunci e sfide di integrazione. “Sul fronte dei partner – spiega – siamo alla ricerca di nuovi partner da inserire nel contesto su cui lavoriamo. Il percorso è in evoluzione perché ce lo impone il mercato: il cloud prevede risorse e modalità di acquisto differente: ci sono partner che sapranno evolversi e adattarsi, mentre altri non ce la faranno, ecco perché ne stiamo cercando di nuovi, che abbiano competenze in ambito networking e sicurezza e abbiano una componente di sviluppo”.

David Gubiani, Technical Manager Italy, Check Point Software Technologies
David Gubiani

David Gubiani, responsabile pre vendita per l’Italia di Check Point Software Technologies, spiega che l’anno in corso, con il Gdpr e gli attacchi informatici hanno ‘bastonato’ le aziende, è stato complicato da gestire “le aziende sono corse ai ripari un po’ tardi e si sono chieste dove e come investire anche a fronte del Gdpr. Lato fornitori è stata vista come una opportunità, ma l’incapacità di spesa immediata da parte dei clienti ha provocato qualche rallentamento. Check Point è stata chiamata a dirimere i gap sul Gdpr”. In cantiere la società ha in atto l’uscita della generation 6 per tutelare gli attacchi dei clienti, La generazione 5 non è più sufficiente visto il proliferare nelle aziende degli IoT che vanno protetti.
Stefano Pinato, country manager Italia di Barracuda Networks, prima di tutto ricorda l’ingresso nel capitale della società di Thoma Bravo, avvenuto il 1 marzo 2018. La società si è ‘delistata’ dalla Borsa americana e avviato un nuovo corso. “Non cambia nulla a livello manageriale – spiega Pinato – sono cambiati gli obiettivi di risultato. All’ultimo evento europeo, il ceo della società ci ha indicato i desiderata della società. Abbiamo chiuso l’anno fiscale con 439 milioni di dollari di fatturato e l’obiettivo è arrivare al miliardo entro il 2023”. Da un lato l’email protection da affinare, dall’altro il phishing che si è sempre più sofisticato, sono i temi caldi su cui sta lavorando Barracuda e infine il filone del cloud security.

Stefano Pinato

Alcune società stanno migrando al cloud spostando i server su Azure, Amazon e Google e questo fenomeno è in crescita pertanto non dobbiamo trovarci impreparati”, dice Pinato, che gioca poi la carta dell’IoT, in ambito firewall, con soluzioni per smart city e l’apposito posizionamento di sensori, oppure in ambito retail con realtà che gestiscono piccoli negozi di periferia.

Infine Micro Focus, con Pierpaolo Alì, Director Southern Europe Security, che definisce l’anno come interessante e impegnativo. “Micro Focus ha acquisito da HPE la business software dedicata alla security dando vita a Micro Focus Security. Il focus è accelerazione nel business data dalla rivoluzione digitale nel quale ambito, la security diventa lo strumento di ‘buonavita’ per tutti. Si assiste a un cambio di prospettiva sulla security che viene messa al centro delle decisioni di investimento.

Pierpaolo Alì

Noi offriamo una proposizione multidimensionale di sicurezza con una piattaforma a 360 gradi. Ci muoveremo per arricchire la Datacentrix security, spingiamo la soluzione Voltage per la cifratura dei dati e con l’acquisto di Covertix, oltre alla protezione del dato, riusciremo anche a dare una classificazione del dato strutturato. In poche parole, la secure content management sarà una soluzione integrata con Voltage e Covertix”, spiega Alì.

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